varie, 17 agosto 2011
Vincenzina Roberto, 78 anni. Originaria dell’astigiano, viveva a Milano con la figlia, suo marito, e il nipote Gianluca Calvi, 32 anni, controllore in metropolitana con un passato da tossico, in cura da uno psicologo per problemi di depressione e d’insonnia, a detta dei vicini «tipo schivo, introverso, che quasi mai rivolgeva la parola a chi incrociava sulle scale»
Vincenzina Roberto, 78 anni. Originaria dell’astigiano, viveva a Milano con la figlia, suo marito, e il nipote Gianluca Calvi, 32 anni, controllore in metropolitana con un passato da tossico, in cura da uno psicologo per problemi di depressione e d’insonnia, a detta dei vicini «tipo schivo, introverso, che quasi mai rivolgeva la parola a chi incrociava sulle scale». L’altra sera nonna e nipote, rimasti soli in casa perché i genitori di Gianluca erano partiti per la Puglia, stavano per sedersi a tavola per la cena quando la vecchia fece un rimprovero al ragazzo. Lui per risposta afferrò un lungo coltello seghettato e la infilzò nella pancia, lei lasciando in terra una scia di sangue corse verso la sua camera da letto ma il nipote la raggiunse e le ficcò la lama nella gola fin quasi a staccarle la testa dal collo. Quindi, indosso soltanto mutande e canotta, il corpo lordo di sangue, andò in balcone, scavalcò la ringhiera e si buttò di sotto, ma non riuscì a morire perché dopo un volo di tre piani cadde in un’aiuola senza sbattere la testa. Alle 19.30 di martedì 16 agosto in un appartamento al terzo piano di una palazzina popolare in via Brioschi 74 a Milano.