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 2011  agosto 17 Mercoledì calendario

I TURISTI DEL DIVORZIO EXPRESS. ADESSO PER DIRSI ADDIO GLI ITALIANI VANNO IN ROMANIA

Arriva il divorzio con la valigia, il turismo dell´amore finito, il viaggio di addio all´estero. Trasferte, blitz o momentanei traslochi per mettere, di comune accordo, la parola fine al proprio matrimonio in tempi rapidi. Senza dover aspettare i quasi quattro anni che ci vogliono in Italia dalla separazione alla sentenza.
Ottomila italiani, secondo l´Associazione matrimonialisti, negli ultimi 5 anni avrebbero varcato il confine per riuscire a dirsi addio in velocità e ricominciare una nuova vita con altri compagni. La notizia è rimbalzata sui giornali stranieri dal New York Times a France Soir, comprensivi verso gli emigranti italici dell´amore perduto. Stanchi di essere cittadini europei di serie B visto che altrove tutto è diverso: a Londra il divorzio è immediato una volta raggiunto l´accordo, mentre in Spagna e Francia bastano sei mesi per dirsi addio e non vedersi più.
E se il sogno, in attesa di una legge che non arriva, è un divorzio espresso, rapido e magari indolore, "Divorzio express" e "Divorzio comodo", si chiamano le agenzie che in rete offrono soluzioni rigorosamente oltre confine, da Bucarest alla Spagna e all´Inghilterra, per chi vuol chiudere con rapidità matrimoni erosi dal tempo.
I prezzi tutto compreso parlano di 3.500 euro per il divorzio in Romania, 5.000 in Inghilterra e 7.000 in Spagna. Mete e prezzi differenziati nelle pubblicità sul Web, anche se la maggior parte dei clienti è diretta a Bucarest dove la trafila, assicurano in agenzia, è semplice, rapida, senza troppi controlli.
Il punto fondamentale per ottenere il divorzio all´estero è che la coppia sia residente in quel paese per almeno sei mesi prima della richiesta. Problema non da poco se la legge locale venisse rispettata fino in fondo: significherebbe allontanarsi dalla propria città, lasciare momentaneamente il lavoro, due case in affitto, doppie spese. Roba da ricchi, al di là delle tariffe a buon mercato delle agenzie.
«E infatti l´unico imprenditore che conosco che l´abbia fatto, trasferendosi in Inghilterra, l´ha rimpianto amaramente. Quella sentenza tra doppie case di lusso e viaggi gli è costata una fortuna. Avrebbe fatto meglio a garantirsi il patrimonio in altro modo e fare il divorzio regolarmente in Italia. Io poi tutta questa fretta di divorziare per risposarsi in giro non la vedo proprio». Parola di Annamaria Bernardini de Pace, divorzista di fama con clienti vip che conosce bene il nostro Paese. Dove ci si sposa sempre meno, sempre più tardi, dove un legame su tre dopo 15 anni finisce in un divorzio.
E se in Spagna i controlli per la residenza sono severi, come in Inghilterra, in Romania tutto sembra più semplice, raccontano le agenzie: un giorno per prendere la residenza, un altro viaggio sei mesi dopo per ritirare la sentenza di divorzio. Nel frattempo si è consegnato all´avvocato romeno l´accordo che i coniugi hanno raggiunto precedentemente su ogni questione economica e sulla cui base verrà formulata la sentenza di divorzio. Questo è il secondo punto fondamentale: gli aspiranti divorziati devono aver infatti trovato un accordo tra loro su tutti i punti possibili di frizione prima di recarsi da qualsiasi giudice estero. Giudice che poi provvederà a trasmettere all´anagrafe del loro comune la sentenza e la variazione di stato civile.
«Proprio analizzando le iscrizioni alle anagrafi delle più grandi città italiane abbiamo fatto la proiezione di ottomila divorzi all´estero», dice Gian Ettore Gassani, presidente dell´Associazione matrimonialisti. E il numero dei viaggiatori in cerca di divorzio rischia di crescere ancora, assicura, se una legge di stampo europeo non verrà finalmente approvata anche da noi.