A. C., Libero 17/8/2011, 17 agosto 2011
PER LE GUARDIE DELLA REGINA 685 CONDANNE IN 4 ANNI
Dovrebbero essere l’orgoglio del Regno Unito, un gruppo di soldati scelti al quale è affidato il compito di «difendere» Buckingham Palace e Whitehall, la via di Londra dove si trovano i ministeri. E invece le guardie della Regina si continuano a macchiare di centinaia di reati. Secondo dati ufficiali pubblicati dal Daily Mirror, i componenti della Household Division, che riunisce alcuni fra i migliori reggimenti di Sua Maestà, negli ultimi quattro anni hanno violato la legge per ben 685 volte. E fra i reati commessi c’è di tutto: si va dalle violenze sessuali al possesso di droga, alla truffa, fino alle assenze senza permesso, preludio alla diserzione. I crimini hanno riguardato 465 militari, molti dei quali appartenevano al reggimento di cavalleria dei Blues and Royals del principino Harry. In tutto 102 soldati dell’Hou - sehold Division sono finiti nelle carceri militari e civili. E pensare che dovrebbero essere soldati rinomati per la calma e la capacità di sopportare tutto, soprattutto le interminabili ore di fronte al palazzo, immobili sul cavallo in attesa del cambio della guardia. Invece si scopre che sono responsabili di 337 aggressioni, segno che sotto l’elmo da dragone c’è una «testa calda». Di solito i soldati se la cavano con qualche punizione. Ma in almeno 10 casi è scattata l’espulsione dal reparto. Ci sono alcune storie singolari. Come quella dell’ex guardia Paul Page, condannato nel 2009 a sei anni di carcere per frode, che ha truffato 57 persone, tra il 2003 e il 2006, per una somma pari a tre milioni di sterline. C’è stato addirittura il caso di un immigrato clandestino che era entrato a far parte dell’esercito falsificando la propria identità. Il soldato, conosciuto con il solo nome di Kapinga, era originario di una nazione africana che fa parte del Commonwealth. È stato cacciato, come alcuni suoi colleghi che avevano assunto droghe. Non mancano i casi di militari che, mentre erano di guardia, hanno aggredito qualche turista che si prendeva gioco di loro.