Il fatto del giorno
di Giorgio Dell'Arti
Il Fatto del Giorno sulla valanga di Rigopiano
Quelli di Rigopiano non sono tutti morti. Cinque li hanno tirati fuori, cinque stanno ancora sotto, ma i soccorritori ci parlano e saranno presto portati in salvo. Dei cinque estratti vivi dalla neve, quattro sono bambini. Due di questi bambini sono i figli di Giampiero Parete, il cuoco in vacanza con la famiglia che era uscito un attimo dall’albergo per prendere un analgesico da portare alla moglie tormentata dall’emicrania, e quando ha preso l’analgesico e s’è girato per tornare indietro l’albergo era sommerso dalla slavina, e la moglie e i figli non si potevano raggiungere. L’altra sera eravamo pressoché certi che là sotto non c’erano ormai che cadaveri. Invece...
• Com’è andata?
Quando i soccorritori sono arrivati sul posto, alle quattro di ieri mattina, hanno visto una macchina non sommersa dalla neve e con il motore acceso. Dentro, due uomini già mezzo assiderati. Uno era il cuoco Parete, quello dell’analgesico (la macchina era la sua). L’altro era il tecnico addetto alla manutenzione delle caldaie, di nome Fabio Salzetta. S’era salvato dalla slavina proprio perché si trovava nel locale caldaie, e un cubo di cemento lo aveva riparato. Passata la valanga, Salzetta ha scavato un buco nella neve ed è venuto fuori, ha visto Parete e s’è chiuso con lui nella macchina per ripararsi dal gelo. All’arrivo dei soccorritori, Parete è stato portato in ospedale e tutti raccontano adesso la sua disperazione inebetita, non faceva che mormorare «là sotto c’è mia moglie con i miei figli». Salzetta invece, che conosceva bene la pianta dell’albergo e la dislocazione delle strutture interne, è risultato l’uomo chiave per i salvataggi. Ha indicato i punti dove scavare, quelli dove più probabilmente si trovavano gli ospiti dell’hotel e anche quelli dove scavare sarebbe stato meno rischioso. Era sempre possibile infatti che una manovra troppo brusca provocasse altri crolli.
• Come hanno trovato le persone che stavano là sotto ancora vive?
Nei punti consigliati da Salzetta hanno infilato delle sonde. Poi i cani da neve hanno avvertito la presenza di esseri umani là sotto. Alla fine è stato scavato un buco profondo a monte dell’area piscina e spa, l’unica zona dell’albergo non sepolta completamente dalla valanga. Attraverso questa specie di tombino nel ghiaccio i vigili del fuoco sono entrati nella struttura e, uno per volta, hanno cominciato a portar fuori i superstiti. Dapprima Adriana Vrancea, la moglie di Parete, poi suo figlio Gianfilippo, poi l’altra figlia Ludovica. Da sotto i vigili del fuoco mandavano un tweet ogni volta che trovavano qualcuno. Dopo Ludovica, hanno salvato Samuele Di Michelangelo e Edoardo Di Carlo, altri due bambini che erano stati dati per dispersi. Ci sono le foto, toccanti, del primo salvataggio, il bambino Gianfilippo abbracciato al vigile del fuoco che lo sta portando in salvo.
• E gli altri?
Abbiamo una lista di 24 nomi. Chi sa. Il più anziano si chiama Tobia Foresta e ha 60 anni. La più giovane è Giorgia Galassi, di 22.
• I soccorritori non sono degli eroi? Il loro comportamento non può attenuare il giudizio tanto severo che è stato riservato ai soccorsi?
Bisogna distinguere tra la cosiddetta «macchina dei soccorsi» e lo sforzo commovente compiuto dalle persone che si sono precipitate sul posto e tra un milione di difficoltà stanno facendo quello che stanno facendo. Quelli del soccorso alpino della guardia di finanza di Roccaraso, per esempio, guidati dal maresciallo capo Lorenzo Gagliardi. Tre ore di sci nella notte, per coprire i sette chilometri che separavano la colonna mobile dei soccorsi dall’hotel. La colonna mobile era bloccata perché la turbina deputata a pulire la strada per far avanzare i mezzi di soccorso procedeva a 600 metri l’ora, che è poco più che star fermi. E a un certo punto è pure finito il gasolio. Qui si vede un intoppo del sistema, su cui bisognerà ragionare. Forse senza bisogno di far processi, ma almeno ragionare sì. Dico «sistema» e non parlo solo del sistema dei soccorsi, ma anche del «sistema Italia». L’albergo della tragedia, per esempio, era abusivo, nonostante le sentenze che hanno assolto costruttori e proprietari. Poi a suo tempo venne smontata la macchina costruita da Bertolaso, che era uomo di Berlusconi, dunque da esecrare a prescindere. E tuttavia, quella Protezione civile di destra funzionava meglio di questa democratica, aveva più soldi e una protezione legislativa totale. È stato detto anche in tempi non sospetti. Franco Gabrielli, che prese il posto di Bertolaso e a cui nessuno deve insegnare niente, una volta sbottò: «Scordatevi la Protezione civile di prima».
• Dei quattro cadaveri estratti si sa qualcosa?
Ne sono stati identificati due. Alessandro Giancaterino, fratello dell’ex sindaco di Farindola e capo cameriere del resort. E Gabriele D’Angelo, cameriere.
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