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 2017  gennaio 21 Sabato calendario

Il fascino discreto della biografia

Magari non c’è ancora lo scaffale dedicato in tutte le librerie, ma qualcosa è cambiato di sicuro. La tradizione anglosassone delle grandi biografie narrative ha contagiato ormai da qualche anno il mercato editoriale italiano. Open di Andre Agassi, scritto con il premio Pulitzer J.R. Moehringer, long-seller quasi intramontabile, è stato senz’altro l’apripista. Ma a osservare con più attenzione, non c’è spazio solo per vite da star system: hanno recuperato terreno anche biografie più sofisticate, ben scritte, romanzesche sì, ma assai documentate. È il caso, per esempio, di Tinissima di Elena Poniatowska, il racconto dell’esistenza – tutt’altro che comune – della fotografa-artista-attrice Tina Modotti. Sommerso tra i fuori catalogo, è tornato da poco in libreria per Nova Delphi destando attenzione. Ma già solo in questi primi mesi dell’anno sono uscite o attese le biografie di Enzo Ferrari (Leo Turrini, Ferrari. Un eroe italiano, Longanesi), di Che Guevara (il recupero, per il Saggiatore, della appassionata narrazione di Paco Ignacio Taibo II), di Fidel Castro, in un puntuale revival post mortem, e di Donald Trump appena insediato. In occasione del Giorno della memoria, esce per Rizzoli Lizard una intensa biografia a fumetti di Anna Frank. Non è finita: in arrivo nei prossimi mesi un impegnativo Gramsci per Sellerio e un imperdibile Umberto Eco per Feltrinelli. 
MULTIMEDIA
Il successo della biografia in carta e inchiostro è assicurato se si muove qualcosa sul grande schermo: è il caso delle vicende del fondatore di McDonald’s Ray Croc o delle avventure di Lion, ragazzino indiano che ritrova drammaticamente La strada verso casa. Per i fan delle serie tv, impossibile trascurare The Crown, la vita a puntate della regina Elisabetta. Non c’è ancora il libro, ma chissà.
Vite che non sono la tua, insomma: parabole più o meno straordinarie che ci portano a guardare una vita vera come se fosse uno spettacolo. Scriverle è facile solo in apparenza: la mole documentaria va trattata con leggerezza, resa quasi invisibile. È quasi una forma di parassitismo artistico quella che spinge uno scrittore a entrare nell’esistenza di un essere umano in carne e ossa, a ricostruire giorni aggrovigliati e intensi, a sfidarne il segreto che ci riguarda. Facile scivolare nel dozzinale, impastoiarsi nelle citazioni, annoiare il lettore sfoggiando le ore passate in biblioteca. La «grossolanità fatale», da cui Henry James metteva in guardia gli autori di romanzi storici, è sempre in agguato. Ecco: il lettore deve avere l’impressione di essere dentro a un romanzo. Non privo di colpi di scena. Un maestro del genere – raffinato e allo stesso tempo capace di coinvolgere un pubblico larghissimo – è stato Stefan Zweig. L’editore Castelvecchi ha puntato sulle biografie narrative proprio ripartendo dallo scrittore austriaco. «Abbiamo cominciato alcuni anni fa riscoprendo le splendide biografie di Zweig – conferma il direttore editoriale Pietro D’Amore -, si tratta di veri capolavori perduti. Poi è venuto Lytton Strachey, che ha avuto riscontri straordinari e inaspettati. C’è un pubblico esigente che non si accontenta dei dati cronologici, che vuole una narrazione, una visione d’autore. La collana Ritratti, è proprio questo: grandi personaggi raccontati da grandi autori». Tra i freschi di stampa, un bellissimo ritratto del pittore quattrocentesco Giovanni Bellini firmato da Roger Fry e – ancora di Zweig – il recupero di uno smagliante Cicerone.
IL MONDO CLASSICO
Sui grandi personaggi storici non perde tempo la casa editrice Salerno. L’anno scorso ha dato alle stampe una monumentale biografia di Costantino firmata da Alessandro Barbero, capace come pochi di coniugare le doti di storiografo a quelle di narratore. Grande riscontro anche per l’editore Laterza, con il Tucidide di Luciano Canfora: la trascinante e complessa vicenda del testimone delle guerre fra Atene e Sparta. A Pietro Bembo, protagonista del Rinascimento italiano, dedica una documentatissima biografia Marco Faini per le Edizioni di Storia e Letteratura, mentre a narrare e disegnare la vita di Giambattista Bodoni è Giorgio Camuffo in un sorprendente volume edito da Corraini. 
In campo artistico, lo studioso di Rinascimento Antonio Forcellino completa un trittico di biografie: dopo la vita inquieta di Michelangelo e quella felice di Raffaello, si dedica a Leonardo, genio senza pace (Laterza): nelle prime pagine ce lo mostra trentottenne, con «il corpo poderoso di un atleta e armonioso come quello di una statua greca. Il viso bello con grandi occhi vivaci e un naso dritto che si attaccava con archi regolari alla fronte alta incorniciata da capelli ben curati». Parte da un autentico ritratto per condurci nella sua officina di «musico, ingegnere, scultore, architetto e pittore». Quando il maestro muore, un suo allievo scrive che la perdita di Leonardo riguarda tutti. A conferma del fatto che certe vite lasciano un segno nel mondo anche prima che qualcuno le racconti.