
Il fatto del giorno
di Giorgio Dell'Arti
E’ morto Michael Jackson…
• E’ vero che potrebbe essersi suicidato?
La polizia prende in considerazione persino questa ipotesi. Il caso è stato affidato a una squadra speciale della sezione omicidi e rapine della polizia di Los Angeles. Gli agenti sono rimasti a rovistare nella casa del cantante per tre ore, hanno sequestrato tre auto e hanno fatto sapere che si pronunceranno dopo l’autopsia. Il suicidio è in effetti tra le ipotesi prese in considerazione, ma altri ipotizzano che avrebbe assunto un potente antidolorifico risultato fatale. Qualche giornale ha scritto che la famiglia lo avrebbe aiutato a farla finita.
• E perché si sarebbe ucciso?
Per via di questa serie di concerti che sarebbe dovuta partire dall’8 luglio a Londra. Michael non cantava davanti a una folla dal 2001. E quell’anno s’era fatto prestare 200 milioni di dollari dalla Bank of America. Aveva debiti per almeno altri 300 milioni (spesi soprattutto durante i processi per pagare gli avvocati). Adesso questa serie di concerti era stata promossa dalla Aeg, che lo aveva convinto a tenerne non 10, ma addirittura 50. I suoi familiari hanno raccontato che Jacko nei giorni scorsi, sgomento di fronte all’impegno a cui lo avevano costretto, aveva mormorato: «Non so come farò a fare 50 spettacoli, sono molto stanco». D’altra parte, la morte adesso ha messo in un guaio gigantesco la stessa Aeg, che aveva garantito le esibizioni per 348 milioni di dollari. Soldi che rischia di dover tirare fuori sul serio. Di fronte a questo vorticare di milioni, l’autopsia e il referto sulle cause della morte diventano fondamentali. Per esempio, la voce sul suicidio e sul fatto che i parenti potrebbero averlo aiutato a togliersi la vita potrebbe essere stata messa in giro per caricare sulla famiglia e sull’eredità il problema del rimborso. Infatti, gli amici di casa hanno subito puntato l’indice contro i medici… L’autopsia, comunque, è terminata ieri sera, poco dopo la mezzanotte italiana: il portavoce del coroner della contea di Los Angeles, Graig Harvey, ha detto che per stabilire le cause della morte del cantante ci vorranno tra le 4 e le 6 settimane Escludendo che la morte sia sta provocata da un trauma esterno o da una caduta, Harvey ha detto che occorreranno nuovi esami, tossicologici e polmonari, per stabilire come è deceduto Jackson. Confermato che Jacko è morto al pronto soccorso dell’ospedale dell’Ucla.
• Avrebbero sbagliato le cure?
Jackson è in mano ai medici da una vita. Da quando decise di farsi sbiancare la pelle a forza di trapianti. Nel 2007 gli era stata diagnosticata una lesione al fegato, poi aveva avuto problemi alla schiena a causa dei quali avrebbe assunto dosi massicce di tranquillanti e antidolorifici. L’anno scorso lo avevano fotografato su una sedia a rotelle, con una mascherina sulla bocca.
• La sa la storia della stanza iperbarica?
A partire dal 1987 dormiva in una stanza iperbarica, cioè una stanza in cui si mantiene artificialmente una pressione superiore a quella che si registra a livello del mare. Jacko sosteneva che così, tra l’altro, la pelle gli si sarebbe schiarita meglio. Era poi evidentemente paranoico ed ipocondriaco. Pensi che per questa tournée aveva preso in affitto un intero castello nel Kent, a cui poi ha rinunciato quando ha saputo che era infestato dai fantasmi. Tarak Ben Ammar, che fu suo manager alla fine degli anni Novanta, lo ha detto chiaro: «Era un ipocondriaco e non si saprà mai se si era ammalato per colpa di medici ciarlatani che vivevano di questa malattia, fatturando migliaia di dollari di medicine e di vitamine. morto di crisi cardiaca perché prendeva tutte queste medicine, non ha mai voluto drogarsi. Mangiava male, non aveva una vita sana, non poteva fare dello sport. chiaro che i criminali in questa vicenda sono i medici che l’hanno seguito nel corso di tutta la sua carriera ». Brian Oxman, portavoce della famiglia, ha rilasciato dichiarazioni analoghe: «Le persone che circondano Michael lo hanno manipolato». Naturalmente si deve tener conto che tutti quelli che parlano hanno già la testa ai risarcimenti.
• Ma era veramente rovinato?
Ha lasciato un mucchio di debiti, ma anche un patrimonio da favola. La partnership nel fondo Sony/ATV Music Publishing, quello che ha i diritti su metà dell’intero catalogo dei Beatles, vale oggi molti miliardi di dollari. E lui, nel 1985, la pagò appena 47,5 milioni. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 27/6/2009]