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 2017  marzo 05 Domenica calendario

In Italia

Il Presidente della Repubblica è Sergio Mattarella
Il Presidente del Senato è Pietro Grasso
Il Presidente della Camera è Laura Boldrini
Il Presidente del Consiglio è Paolo Gentiloni
Il Ministro dell’ Interno è Marco Minniti
Il Ministro degli Affari Esteri è Angelino Alfano
Il Ministro della Giustizia è Andrea Orlando
Il Ministro dell’ Economia e delle Finanze è Pier Carlo Padoan
Il Ministro di Istruzione, università e ricerca è Valeria Fedeli
Il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali è Giuliano Poletti
Il Ministro della Difesa è Roberta Pinotti
Il Ministro dello Sviluppo economico è Carlo Calenda
Il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali è Maurizio Martina
Il Ministro di Infrastrutture e trasporti è Graziano Delrio
Il Ministro della Salute è Beatrice Lorenzin
Il Ministro di Beni e attività culturali e turismo è Dario Franceschini
Il Ministro dell’ Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare è Gian Luca Galletti
Il Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione è Marianna Madia (senza portafoglio)
Il Ministro dei Rapporti con il Parlamento è Anna Finocchiaro (senza portafoglio)
Il Ministro dello Sport è Luca Lotti (senza portafoglio)
Il Ministro della Coesione territoriale e Mezzogiorno è Claudio De Vincenti (senza portafoglio)
Il Governatore della Banca d’Italia è Ignazio Visco
Il Presidente di Fca è John Elkann
L’ Amministratore delegato di Fca è Sergio Marchionne

Nel mondo

Il Papa è Francesco I
Il Presidente degli Stati Uniti d’America è Donald Trump
Il Presidente del Federal Reserve System è Janet Yellen
Il Presidente della BCE è Mario Draghi
Il Presidente della Federazione russa è Vladimir Putin
Il Presidente del Governo della Federazione russa è Dmitrij Medvedev
Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese è Xi Jinping
La Regina del Regno Unito è Elisabetta II
Il Premier del Regno Unito è Theresa May
La Cancelliera Federale di Germania è Angela Merkel
Il Presidente della Repubblica francese è François Hollande
Il Primo Ministro della Repubblica francese è Bernard Cazeneuve
Il Re di Spagna è Felipe VI di Borbone
Il Presidente del Governo di Spagna è Mariano Rajoy Brey
Il Presidente dell’ Egitto è Abd al-Fattah al-Sisi
Il Primo Ministro di Israele è Benjamin Netanyahu
Il Presidente della Repubblica Turca è Recep Tayyip Erdogan
Il Presidente della Repubblica Indiana è Pranab Mukherjee
Il Primo Ministro della Repubblica Indiana è Damodardas Narendra Modi
La Guida Suprema dell’ Iran è Ali Khamenei
Il Presidente dell’ Iran è Hassan Rohani

Il presidente Trump e le madri clandestine

Ultime sul presidente Trump. Il Presidente vuole separare i bambini figli degli immigrati clandestini dalle loro madri; il Presidente vuole tagliare del 17% gli stanziamenti destinati alle agenzie che si occupano di cambiamenti climatici, a cui il Presidente non crede; il Presidente accusa Obama di avergli messo sotto controllo i telefoni e di averlo intercettato durante la campagna elettorale; i democratici insinuano che l’ambasciatore russo a Washington sia una spia in combutta col Presidente; il Washington Post, che aveva deciso di tenere verso il Presidente la linea del muro contro muro, invita a un tratto alla prudenza, ammettendo che è troppo presto per giudicare e che forse il Presidente è migliore di come hanno scritto un po’ tutti fino ad ora.  

Avrei voglia di particolari sull’ultimo punto, ma capisco che è più urgente il primo.
Il primo tra l’altro è recentissimo. Risale a ieri.  

Il Presidente vuole separare i bambini dalle loro madri immigrate clandestine.
Secondo la rete Abc, che cita fonti della Homeland Security, l’idea esiste ed è al vaglio del dipartimento per la Sicurezza nazionale. Si tratta di questo: mentre fino ad ora si è praticata la tecnica del «catch and release
», cioè «arresta e rilascia», d’ora in poi le madri verrebbero tenute in cella fino a quando non fosse stabilito se hanno diritto oppure no ad essere accolte. Nel frattempo i bambini verrebbero affidati a un parente dell’immigrata o a un tutore dello Stato. Ci sono parecchi profili di incostituzionalità, almeno all’apparenza. Secondo Christina Fialho, direttore escutivo del Community Initiatives for Visiting Immigrants in Confinement, sarebbe di certo violato il Quinto Emendamento. Dal dipartimento per la Sicurezza nazionale rispondono che l’idea sarebbe quella di scoraggiare dal varcare il confine gli immigrati senza documenti. «I bambini in viaggio verso Nord (la questione riguarda i flussi dal Messico - ndr
) rischiano troppo, sono spesso sfruttati o abusati, e molte volte muoiono». Secondo i gruppi che tutelano i migranti, invece, l’arresto non dissuade chi ha deciso di partire. La Cnn dice che comunque Trump ha in mente di assumere 15 mila agenti da piazzare al confine meridionale degli Stati Uniti. L’ultimo a slanciarsi in assunzioni massicce tra i poliziotti fu George W. Busk, settemila nuovi poliziotti messi in organico tra il 2006 e il 2009. Dalla stessa Homeland Security si avanzano poi dubbi sull’ossessione di Trump per gli islamici provenienti dai sette Paesi sospetti. Le statistiche provano che quasi tutti i lupi solitari che hanno colpito negli Stati Uniti erano sì musulmani, e provenivano da paesi musulmani, ma s’erano radicati negli Stati Uniti da un pezzo e quasi sempre erano diventati americani a tutti gli effetti. Il pericolo cioè non viene da fuori, ma da dentro.  

Com’è la storia che Obama gli avrebbe messo sotto controllo i telefoni?
Dobbiamo stare ai tweet del Presidente, trasmessi alla nostra alba di ieri: «Ho appena scoperto che Obama mise sotto intercettazione i telefoni della Trump tower poco prima della vittoria. Nulla è stato trovato. È legale che un presidente in carica faccia intercettazioni sulla corsa presidenziale prima del voto? Su questo si era già pronunciato un tribunale. È stato toccato di nuovo il fondo. Scommetto che un bravo avvocato farebbe un’ottima causa sul fatto che il presidente Obama intercettava le mie comunicazioni ad ottobre, proprio prima delle elezioni». Gli analisti dicono che questi tweet sono tentativi di allontanare l’attenzione pubblica dalle accuse che vengono rivolte all’ambasciatore russo.  

L’ambasciatore russo a Washington sarebbe una spia che ha aiutato Putin nelle sue manovre per far vincere Trump.
Questo dicono gli accusatori (in particolare la Cnn), sottolineando che l’ambasciatore Sergej Kislyak, un simpatico grassone pieno di bonomia che, per una ragione o per l’altra, sta in America dai tempi di Breznev, ha incontrato troppe persone, visto troppa gente, organizzato troppe feste... Kislyak ha buon gioco nel rispondere che per un diplomatico in terra straniera questa fitta attività di relazione è del tutto normale. Ma il guaio è che Trump ha negato questi incontri, che sarebbero avvenuti anche nel cosiddetto periodo grigio tra il voto e l’insediamento.  

E il Washington Post?
Un lungo, significativo articolo uscito l’altro giorno e che in traduzione italiana si può leggere sul sito del Post. Il giornale si chiede se i timori manifestati da tante «persone rispettabili» «sono reali o si tratta solo di nervosismo nei confronti di una cosa completamente nuova?». E afferma: «I giudizi sulla presidenza Trump che si basano sul suo primo mese alla Casa Bianca sono prematuri per definizione [...] Il primo mese da presidente di Trump è stato pieno di notizie, ma a esclusione del cambio alla Corte Suprema – che assicura la stabilità di quelli precedenti, e non cambiamenti – non è successo niente che giustifichi l’isteria o i proclami prematuri di grandi vittorie future». (leggi)

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