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 2017  marzo 06 Lunedì calendario

In Italia

Il Presidente della Repubblica è Sergio Mattarella
Il Presidente del Senato è Pietro Grasso
Il Presidente della Camera è Laura Boldrini
Il Presidente del Consiglio è Paolo Gentiloni
Il Ministro dell’ Interno è Marco Minniti
Il Ministro degli Affari Esteri è Angelino Alfano
Il Ministro della Giustizia è Andrea Orlando
Il Ministro dell’ Economia e delle Finanze è Pier Carlo Padoan
Il Ministro di Istruzione, università e ricerca è Valeria Fedeli
Il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali è Giuliano Poletti
Il Ministro della Difesa è Roberta Pinotti
Il Ministro dello Sviluppo economico è Carlo Calenda
Il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali è Maurizio Martina
Il Ministro di Infrastrutture e trasporti è Graziano Delrio
Il Ministro della Salute è Beatrice Lorenzin
Il Ministro di Beni e attività culturali e turismo è Dario Franceschini
Il Ministro dell’ Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare è Gian Luca Galletti
Il Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione è Marianna Madia (senza portafoglio)
Il Ministro dei Rapporti con il Parlamento è Anna Finocchiaro (senza portafoglio)
Il Ministro dello Sport è Luca Lotti (senza portafoglio)
Il Ministro della Coesione territoriale e Mezzogiorno è Claudio De Vincenti (senza portafoglio)
Il Governatore della Banca d’Italia è Ignazio Visco
Il Presidente di Fca è John Elkann
L’ Amministratore delegato di Fca è Sergio Marchionne

Nel mondo

Il Papa è Francesco I
Il Presidente degli Stati Uniti d’America è Donald Trump
Il Presidente del Federal Reserve System è Janet Yellen
Il Presidente della BCE è Mario Draghi
Il Presidente della Federazione russa è Vladimir Putin
Il Presidente del Governo della Federazione russa è Dmitrij Medvedev
Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese è Xi Jinping
La Regina del Regno Unito è Elisabetta II
Il Premier del Regno Unito è Theresa May
La Cancelliera Federale di Germania è Angela Merkel
Il Presidente della Repubblica francese è François Hollande
Il Primo Ministro della Repubblica francese è Bernard Cazeneuve
Il Re di Spagna è Felipe VI di Borbone
Il Presidente del Governo di Spagna è Mariano Rajoy Brey
Il Presidente dell’ Egitto è Abd al-Fattah al-Sisi
Il Primo Ministro di Israele è Benjamin Netanyahu
Il Presidente della Repubblica Turca è Recep Tayyip Erdogan
Il Presidente della Repubblica Indiana è Pranab Mukherjee
Il Primo Ministro della Repubblica Indiana è Damodardas Narendra Modi
La Guida Suprema dell’ Iran è Ali Khamenei
Il Presidente dell’ Iran è Hassan Rohani

San Severo, la malavita protesta e spara a un furgone della polizia

A San Severo delle Puglie, cinquantamila abitanti in provincia di Foggia, c’è un sindaco di 44 anni, avvocato di professione, appartenente al Partito democratico ed eletto nel 2014 col 60% delle preferenze (capeggiava una lista civica). Questo sindaco, a nome Francesco Miglio, un paio di settimane fa annunciò che avrebbe dato inizio a uno sciopero della fame: in quello stesso giorno c’erano state tre rapine in un’ora (una tabaccheria, un supermercato, una farmacia: i banditi indossavano maschere di carnevale e impugnavano pistole e coltelli) e si sa che la provincia è infestata da una criminalità mafiosa o paramafiosa, ben inserita nel giro della Sacra corona unita foggiana. L’80 per cento dei negozianti di San Severo, secondo dati dell’anno scorso, paga il pizzo alla malavita. Ogni tanto qualche giornalista va giù e si sente dire che il controllo criminale sul territorio è clamoroso, ma non se ne occupa nessuno. I giornali non parlano, le autorità nazionali sembrano infischiarsene. Così, sciopero della fame, mentre due dei quattro rapinatori della tabaccheria venivano arrestati. Un po’ impressionati dalla rabbia del sindaco, e anche perché c’era da sgomberare il campo profughi Gran Ghetto, che sta tra San Severo e Rignano Garganico (infiltrato dalla criminalità dei caporali), da Bari arrivarono parecchi poliziotti che presero alloggio nell’albergo Giancola di piazza della Costituzione, vicino alla stazione di San Severo. Ed ecco che ieri notte un’utilitaria passa per la piazza, si ferma, ne scende un tizio e questo tizio si mette a sparare contro un furgone del reparto Mobile della polizia. Poi risale sull’auto, che aveva lasciato col motore acceso, e se ne va.  

Un pazzo?
Potrebbe essere un pazzo, e in questo caso saremmo autorizzati ad archiviare la faccenda tra i fatti minimi della cronaca nera. Ma un po’ tutti pensano che non si tratti di un pazzo, ma di un emissario della malavita locale, che tiene in pugno la città con tale forza da credere di poter mandare un messaggio alle forze dell’ordine e alla politica: avete fatto arrivare troppi agenti in città, ci stiamo infastidendo.  

La malavita a San Severo è così importante?
Non solo a San Severo. La criminalità organizzata fattura in Italia 150 miliardi l’anno, cioè è la prima azienda del Paese. Il solo ciclo dei rifiuti in Campania vale 20 miliardi (dato Legambiente). La cocaina calabrese ne porta una sessantina (i consumatori, in Italia, sono almeno tre milioni). Poi ci sono le estorsioni, le rapine, i furti, i traffici umani, il riciclo di tutto questo nelle attività pulite, per esempio l’edilizia o la finanza o il turismo o la ristorazione. Il giro è mondiale e le alleanze sono internazionali, cioè la criminalità organizzata italiana non solo fattura quello che fattura ma ha forti interessi in Francia (Nizza, Antibes, Vallauris, Mentone: fondamentale, per i rapporti tra le malavite dei due paesi, è la cellula di Imperia, con 50 affiliati), in Germania (Renania Settentrionale-Westfalia, Baviera e Baden-Wurttemberg), in Spagna (inquinata da Nord a Sud, e di recente alla ribalta per i tentativi del clan Moccia di espandersi nel mercato ortofrutticolo di Barcellona), negli Stati Uniti e in Canada. Stiamo citando l’ultimo rapporto della Dia, consegnato un mese fa al Parlamento. Dati ufficiali che, per quanto mi ricordo, in genere sottostimano, per ragioni di comprensibile prudenza, il fenomeno. La criminalità organizzata dà lavoro a un sacco di gente e ha un suo consenso sociale. Giuseppe Lombardo, magistrato di Reggio Calabria, ha detto: «Dobbiamo essere consapevoli che contrastare le mafie significa impedire, in un certo senso, che l’economia riparta». La gente onora i funerali dei boss, come sappiamo.  

E a San Severo?
Quindi lo sparatore di San Severo, benché questa ipotesi sia orrenda, potrebbe essere il portavoce di una protesta popolare. «Questi ci danno lavoro e voi ci venite a scassare ’u...». La criminalità organizzata pugliese, secondo il rapporto della Dia, nella sua volontà di sviluppo tenta in genere alleanze con la camorra o con la ’ndrangheta, di cui si mette volentieri al servizio. Quella di San Severo - soprattutto pizzo ai negozianti e rapine, ma la città madre dei rapinatori è in realtà Cerignola - si mette a sua volta volentieri al servizio di quella foggiana, che gli esperti descrivono come suddivisa fra tre famiglie, più spesso in lotta che alleate: i Moretti-Pellegrino, i Sinesi-Francavilla e i Trisciuoglio-Tolonese. Tra queste tre famiglie si son contate finora sette guerre, con morti e feriti. Il bottino di queste guerre è l’alleanza con quelli del Gargano, cioè i Romito e i Bergolis, a loro volta in guerra tra loro. Sul Gargano arrivano ogni anno due milioni di turisti, c’è da taglieggiare alla grande ristoranti, alberghi e villaggi. Chi non paga si ritrova le piscine piene di nafta, i cani ammazzati, i cancelli abbattuti da furgoncini che casualmente perdono il controllo.  

È vero che questa situazione è bellamente ignorata da tutti quanti?
A Foggia quelli di Cerignola tentarono di portar via la cassaforte murata nel caveau dell’istituto di vigilanza N.P. Service. C’erano 23 milioni da prendere. Bruciarono 19 camion messi in cerchio e attraverso questo cerchio di fuoco bloccarono tutte le vie d’accesso al caveau, in modo da agire indisturbati. Spettacolare, no? Non ne parlò nessun quotidiano e nessuna tv.  

Che si può fare?
C’è un minimo di reazione, i commercianti riuniti in associazione che rifiutano il pizzo, adesso questo arrivo di agenti a San Severo, evidentemente fastidioso per quel mondo cattivo. Ma chi sa. Forse dovremmo semplicemente diventare più poveri. (leggi)

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