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 2017  marzo 06 Lunedì calendario

Wilders piace perché l’Olanda è irriconoscibile

Il 15 marzo si terranno nei Paesi Bassi le elezioni politiche, seguite in tutta Europa con molto interesse, in quanto sono le prime dopo la Brexit e quelle che hanno visto Donald Trump diventare Presidente degli Stati Uniti d’America. Sin dall’inizio della campagna elettorale è risultato evidente che i due contendenti sono il Partito liberale (VVD) di Mark Rutte, attualmente al governo con quello socialista (PvdA), e quello della Libertà (PVV) di Geert Wilders. I primi sondaggi li hanno visti a poca distanza l’uno dall’altro, il VVD lievemente in vantaggio. Sino a ieri, quando Wilders ha raggiunto il partito al governo. Politologi, esperti, opinionisti si sono scatenati in questi giorni per capire le ragioni dell’ascesa di Wilders ma anche il motivo per cui il VVD conservi la maggior parte dei consensi, nonostante le critiche raccolte da Rutte negli ultimi tempi. La spiegazione è semplice: gli olandesi sono conservatori. Più conservatori che progressisti, come invece si pensa all’estero. L’interesse dei cittadini è ancorato alla tradizione (vedi la sopravvivenza della Casa Reale) e all’economia, piuttosto che ad una politica anti migranti e anti islam (portata avanti da Wilders). 
FANATICI INTOLLERANTI 
Il debito pubblico (di 440 miliardi di euro) è sotto controllo e l’economia in rialzo. Ieri il quotidiano Ad ha pubblicato i risultati di un’inchiesta dell’istituto I&O Research da cui si evince che soltanto il 14% degli elettori è scontento del modo di governare del Partito Liberale. Allora, perché dovrebbero votare per Geert Wilders? Il motivo più evidente è che Wilders si batte da anni per «restituire l’Olanda agli olandesi»; concentrato su una politica che vuole riportare il Paese ai valori di pacifica convivenza di cui godeva prima che si aprissero le porte ai migranti in modo «indiscriminato». Amsterdam è sempre stata una città multiculturale, ma ad un certo punto lo è diventata troppo, quasi irriconoscibile per gli stessi olandesi. È cresciuta la criminalità, le moschee sono triplicate, imponendosi con i loro seguaci e portandovi a loro volta una massa di fanatici intolleranti. Intolleranti nei confronti di chi li ha ospitati e accolti a braccia aperte. I sondaggi di oggi hanno di nuovo riportato la parità fra il VVD (con 23-27 seggi) e il PVV (con 23-27 seggi, prima erano 22-26). Il nuovo pronostico ha preoccupato il premier Rutte, deciso a contrastare Wilders con una campagna elettorale mirata. Le frasi più scioccanti di questa campagna sono state due, entrambe però pronunciate dal partiro D66, di centro sinistra. «Wilders spera che nel nostro Paese avvenga un attacco terroristico, per dimostrare che ha ragione!» Ma il capo lista del partito ha preso le distanze. Tuttavia, poco dopo, proprio lui, Alexander Pechtold, ha lanciato una proposta per concedere il suicidio assistito a chi ha superato i 75 anni «se non si vede un senso a continuarla». 
COALIZIONE POSSIBILE? 
Il governo olandese rimane aperto alle coalizioni? Mark Rutte, su questo, ha risposto deciso: «No al governo con Wilders!» In realtà nessuno vuole formare una coalizione con Wilders, e questo potrebbe portare alla sua sconfitta, in quanto è improbabile che possa arrivare ai 76 seggi necessari per governare da solo. 
Quanto alla politica del VVD sui migranti, famosa è una frase del premier Rutte «doe normaal», ovvero «comportati in modo normale» (non c’è motivo di chiuderti la porta in faccia!). D’altra parte lo stesso Rutte è un uomo semplice: conduce una vita morigerata, il suo programma tv preferito è “Contadino cerca una donna”. Ben vengano dunque i rifugiati e chi scappa dalla propria terra per povertà ma basta che si adattino alle norme vigenti in Olanda, senza prevaricare. Dello stesso pensiero sono anche i partiti di impostazione cristia- na. «Non dobbiamo temere il 6% di rifugiati che chiedono ac- coglienza!», ha detto Sybrand Buma del CDA. 
DIBATTITO IN RETE 
In questo clima elettorale e con dibattiti televisivi noiosi un giovane di 25 anni, Ruben Treurniet, ha creato un sito di chat dove i cittadini possono scambiarsi le idee sul voto con chi non la pensa come loro. Si chiama waaromkiesjij.nl. In pochi giorni ha raggiunto le 25mila discussioni. E a proposito di giovani, il partito più giovane in campo si chiama Articolo 1, nel senso che il programma, se vinceranno, sarà da fare con gli elettori. Lo ha fondato Sylvana Simons, classe 1971, giornalista e cantante. È contro la discriminazione religiosa, politica, sessuale, il razzismo, la xenofobia. Il punto su cui comunque tutti i partiti sono d’accordo è la necessità di investire soldi per la sicurezza. Più corpi di polizia, più agenti di quartiere, minimo uno ogni 5000 abitanti. La polizia deve tornare sotto il Ministero degli Interni. Il CDA propone anche di proibire le moschee radicalizzate. Ieri Wilders, sceso di nuovo in campo dopo la sospensione della campagna elettorale per motivi di sicurezza («Ho paura ma avado avanti...»), si è visto di nuovo, a Volendam; era in un caffè dove stava mangiando patatine fritte. Poi è uscito fuori e ha parlato con i giornalisti. Dopo la sua riapparizione, di nuovo è salito nei sondaggi. Sarà un caso?