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 2017  marzo 06 Lunedì calendario

Oggi 102 - Consip

Che cos’è la Consip e come mai se ne parla tanto?

È la società, interamente posseduta dal ministero dell’Economia, che acquista i beni e i servizi della Pubblica Amministrazione. L’obiettivo è spendere meno. Se dieci ministeri comprano ogni anno diecimila matite spunteranno ciascuna un certo prezzo. Se un unico soggetto compra a nome di tutti quanti centomila matite spunterà un prezzo molto più basso. La Consip permette alla pubblica amministrazione risparmi del 24%. Nonostante le resistenze dei vari pezzi dello Stato, ognuno dei quali tende a farsi gli affari suoi, la situazione attuale è che Consip compra la metà di tutto il fabbisogno pubblico, 48 miliardi su 90, e la prospettiva è di arrivare presto a 55 miliardi. Per l’acquisto di certi servizi, per esempio le pulizie, Consip mette in piedi delle gare e s’è data questa regola: che gare molto ricche vadano divise in lotti e che nessun concorrente possa vincere più di quattro lotti. Lo scandalo - se esiste - riguarda l’appalto per una fornitura da 2,7 miliardi suddivisa in 18 lotti e chiamata Facility Management 4. Secondo l’accusa, un imprenditore di Napoli, di nome Alfredo Romeo, già noto alle cronache per faccende analoghe emerse nel 2008, e concluse però con un’assoluzione piena, avrebbe brigato, corrompendo un dirigente Consip, per quattro lotti di un valore superiore ai 300 milioni. Romeo ora è in carcere, e un primo risvolto politico della faccenda consiste in questo: a suo tempo Romeo fece donazioni per 60 mila euro alla fondazione Open che finanziava la campagna elettorale per le primarie di Matteo Renzi.

 

Non è un po’ poco per montare uno scandalo?

Basandosi sulle intercettazioni e su certi biglietti strappati ricostruiti dai carabinieri, i magistrati pensano che il padre di Renzi, Tiziano, abbia esercitato pressioni sui vertici Consip per conto di Romeo. Romeo nega tutto e lunedì scorso s’è rifiutato di rispondere («è una manovra politica»). Nega tutto anche il papà di Renzi: «Io non sono nessuno», dice.