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 2017  marzo 05 Domenica calendario

Ricordate Batman Moratti? Fa vestiti contro il tycoon

Una t-shirt nera polemica verso Donald Trump e tutte le modelle in fila indiana a sventolare convinte la bandana femminista. Queste le immagini più forti della sfilata «Redemption», marchio creato nel 2013 da Gabriele Moratti, detto Bebe, e lanciato sulla piazza parigina. Il figlio dell’ex sindaco milanese Letizia, direttore creativo del brand, ha così deciso di unirsi al coro degli illustri colleghi americani che si sono dissociati apertamente dall’elezione del presidente Usa, contestandone l’operato politico e soprattutto le visioni sociali. Un messaggio di protesta simbolico partito dalla passerella di un prestigioso albergo della capitale francese, il cinque stelle lusso Shangri-La, immaginando una sorta di marcia delle donne per rivendicare i diritti umani, dalla condizione femminile all’ambiente. Ormai Donald Trump rappresenta lo spauracchio numero uno del fashion system internazionale, tanto che da oltreoceano giunge l’hashtag #TIEDTOGETHER simboleggiato da un fazzoletto bianco «per sostenere i concetti di unità e inclusione in un clima di crescente incertezza e pericolose divisioni». 
E Bebe Moratti, seguendo il recente esempio del famoso Tommy Hilfiger, ha fatto proprio il motto di protesta attraverso due mediatiche mosse. Prima facendo indossare a un’affascinante ragazza la maglietta su cui campeggia il viso di Donald Trump coperto dalla scritta «God Save The Drama Queen», citazione ripresa da un noto brano dei Sex Pistols poco apprezzato dalla Regina Elisabetta. Poi, colpo finale dello show, l’uscita delle modelle che all’unisono mostrano la bandana per sostenere l’ACLU (American Civil Liberties Union, organizzazione nata per difendere le libertà individuali negli Stati Uniti) e l’UNHCR (agenzia delle Nazioni Unite a favore dei rifugiati) come sfilassero in segno di dissenso davanti la Casa Bianca. Quindi per il giovane Moratti sembra giusto mescolare abiti da red carpet hollywoodiano con proteste sociali, t-shirt da serata in discoteca e critiche verso l’operato trumpiano. Secondo il designer milanese oggi la società necessita di cambiamenti e lui sceglie di diffondere le sue idee attraverso il richiamo mediatico di un defilé, subito ripreso da influenti social network tipo Instagram o Twitter. Il marchio «Redemption» conferma la volontà di utilizzare la moda quale strumento per veicolare nel pianeta messaggi universali in stile «peace and love». Una scelta etica come quella di devolvere una parte dell’utile societario in opere di beneficenza. L’importante è andare, da qualunque parte si voglia vedere la questione, oltre il vestito e fare notizia. Del resto Bebe Moratti ha spesso fatto notizia sulle cronache dei giornali italiani per vicende personali, da qualche anno però dedica ogni sforzo alla nuova attività nel campo fashion.