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 2017  marzo 05 Domenica calendario

L’impatto del quantitative easing sulla Grecia

La Grecia e i suoi alleati europei sarebbero pronti a trovare un accordo per evitare il default del debito del paese e scongiurare un terzo bail-out, una eventualità ventilata venerdì dal primo ministro francese Bernard Cazeneuve durante la sua visita ad Atene. L’accordo di massima potrebbe essere definito alla prossima riunione dei ministri delle Finanze dell’Eurozona in agenda il 20 marzo per poi essere finalizzato alla prossima riunione. Se fosse confermato, verrebbe tolta un’ulteriore incertezza all’area euro e ai mercati finanziari già sotto pressione per le imminenti elezioni in Francia e in Germania.
I mercati ci credono e scommettono sulla riammissione dei titoli sovrani greci al programma di riacquisto dei titoli governativi della Banca centrale europea già entro l’estate come dimostrano i rendimenti dei bond di Atene che hanno subito forti cali nell’ultimo mese: la scadenza a due anni dopo avere toccato il massimo di 9,386% lo scorso 17 febbraio, venerdì veniva scambiato al 7,491%, mosso dagli acquisti sulle voci di un accordo imminente. Una riduzione che tuttavia mantiene i rendimenti ancora troppo elevati rispetto agli altri paesi dell’area euro come l’Italia con un rendimento al 2% e la Spagna con all’1,7%, paesi che hanno ampiamente beneficiato degli acquisti da parte della Bce. Secondo gli operatori, il titolo a 2 anni potrebbe scendere di altri 25-50 punti base sulle attese di una mossa della Bce.
A sostegno della Grecia si è espresso Klaus Regling, direttore generale dell’Esm, che ha detto di aspettarsi un ritorno di Atene sui mercati finanziari molto prima della fine del programma di aiuti previsto nell’agosto 2018. A Regling gli ha fatto eco Yiannis Dragasakis, vice ministro del governo di Atene, il quale ha detto che la Grecia potrebbe tornare a finanziarsi sul mercato obbligazionario internazionale nel corso del 2017 con «un’asta di prova» già quest’anno se i negoziati per lo sblocco di nuovi prestiti si dovessero concludere «nelle prossime settimane».
Per alcuni osservatori il ritorno di Atene sui mercati dei capitali non è dato molto probabile quest’anno, mentre un eventuale inclusione dei bond nel Qe di Eurotower aiuterebbe a spingere al ribasso i livelli dei rendimenti. I bond al momento si mostrano poco liquidi con bassi volumi degli scambi che secondo la Bank of Greece nel 2016 hanno totalizzato 529 milioni di euro, il livello più basso dal 2001.
Il governo è impegnato sulla strada delle riforme come è stato evidenziato nel corso della missione di questa settimana ad Atene dai rappresentanti del Fmi e della Commissione europea. Il negoziato riguarda un nuovo pacchetto di misure di austerità pari al 2% del Pil da affiancare a a manovre fiscali: più della metà delle delle proposte sono state accolte, ma al traguardo ne manca ancora un terzo. La novità è che al pacchetto di «austerity» verranno affiancate altre misure di natura espansiva le quali verranno attivate soltanto se gli obiettivi fiscali saranno raggiunti. In questo caso l’intera manovra avrebbe un effetto neutrale.
I tempi per il raggiugimento dell’accordo potrebbero essere brevi con la prima bozza a livello di staff che potrebbe concretizzarsi rapidamente se non sorgeranno ulteriori problemi. A quel punto si aprirebbe la trattativa per il debt relief con lo scopo di ottenere un impegno più vincolante da parte dei creditori su una riduzione ulteriore degli interessi e su una estensione delle scadenze da attuarsi a conclusione del programma nell’agosto dell’anno prossimo. Questo consentirebbe anche al Fondo Monetario di rimanere pienamente nel programma. Le trattative sembrano essere ancora difficili, ma c’è fiducia in una positiva soluzione entro l’estate.