La Lettura, 5 marzo 2017
La provincia più felice? Frosinone Il giorno più triste? Lo spread a 516
La felicità si può misurare. Basta un indicatore numerico calcolato attraverso un algoritmo. Quello che si ottiene è l’indice iHappy che analizza il contenuto emotivo dei messaggi postati ogni giorno su Twitter nelle 110 province italiane. A svilupparlo è stato Voices from the Blogs, gruppo di ricerca composto da Luigi Curini, Stefano Maria Iacus e Andrea Ceron, nato nel 2010 come primo osservatorio accademico sulle opinioni espresse in rete e nel 2012 diventato spinoff dell’Università degli Studi di Milano.
A partire dal 31 gennaio 2012, Voices ha analizzato quasi 300 milioni di tweet; 90 milioni nel 2016 (in media 250 mila al giorno e 1,7 milioni a settimana). Il grafico di queste pagine anticipa alcuni dei dati che verranno presentati nel report iHappy 2016, disponibile gratis in ebook su corriere.it/lalettura da giovedì 9 marzo.
Ma come funziona questo termometro della felicità degli italiani vista da Twitter? A descrivere a «la Lettura» il processo è Luigi Curini, professore associato di Scienza politica. «Twitter ogni giorno rende disponibile un campione di post identificati come “felici” o “infelici” sulla base delle emoji utilizzate». L’analisi di Voices integra questo campione con una codifica manuale periodica che analizza invece i tweet sulla base del contenuto testuale. A questo punto entra in campo l’algoritmo iSA© (integrated Sentiment Analysis), tecnologia sviluppata da Voices per l’analisi qualitativa dei Big Data. «L’algoritmo impara dalla codifica manuale e analizza l’intero universo dei tweet postati ogni giorno». I messaggi sono classificati in «felici», «infelici» e «altro» (i tanti post non emotivi). Il numero dei tweet felici viene diviso per il totale dei post felici e infelici e moltiplicato per 100. Si ottiene così la percentuale di iHappy : dove zero vuol dire assenza di post felici e 100 quando tutti i post esprimono stati d’animo positivi.
La parte alta del grafico rappresenta i dati dal 2012 a tutto il 2016. L’andamento soggiacente del trend (linea nera) evidenzia una tendenza negativa emersa tra il 2014 e il 2015 e continuata nel 2016 (dove la media nazionale è di 51,5; 1,9 punti percentuali in meno rispetto al 2015). La serie storica dei dati (la linea colorata) permette di individuare, giorno per giorno, i picchi positivi o negativi: il Paese si è mostrato euforico il 21 novembre 2016 (83,4 per cento di tweet felici), quando Papa Francesco, nella lettera apostolica a chiusura del Giubileo, ha concesso ai sacerdoti «la facoltà di assolvere quanti hanno procurato aborto». Mentre i giorni più tristi sono stati il 23 luglio 2012 (spread a 516 punti e iHappy al 21,9 per cento), l’11 gennaio 2013 (22,6 durante un’ondata di maltempo) e il 21 agosto 2016 (conclusione dell’Olimpiade di Rio, 26,5).
iHappy calcola la felicità sulla base delle reazioni istantanee agli avvenimenti più diversi, spesso collegati a fatti personali, come la nascita di un figlio, un anniversario, oppure una giornata di sole, la vittoria della squadra del cuore, un litigio o un furto subito. Può quindi avvenire che alcuni picchi negativi significativi come quelli registrati in due occasioni nel 2016 non siano legati ad eventi particolari e che nel 2012, in relazione al terremoto in Emilia, non sia stato registrato un calo evidente.
La felicità rilevata da iHappy è un’emozione estemporanea, che tende però ad avere effetti nel tempo: un evento che oggi genera felicità (o tristezza) farà registrare la sua influenza anche nei giorni successivi.
iHappy permette anche analisi territoriali come l’andamento della felicità nelle 24 ore nei capoluoghi di regione durante il 2016 (siamo nella parte centrale della visual data), con un generale picco negativo al risveglio (tra le 6.30 e le 7.45) e curiosi confronti tra i diversi ritmi delle città. E ancora la classifica delle province: la più felice è Frosinone, che a quota 60,3 stacca Verona (58,3) e Bologna (57,8). La maglia nera della felicità spetta invece ad Aosta (44,4).
L’indice della Twitter-felicità può essere monitorato ogni giorno su ihappy.voices-int.com, su Facebook e Twitter (@iHappyITA), o con l’app per iOS e Android. Con la localizzazione attiva sullo smartphone si può partire da una Bolzano «triste» (il 2 marzo il valore è 36,3), arrivare in una Milano felice al 63,6 per cento e proseguire verso Roma, dove gli stati d’animo sono ancora più positivi (69,1). Sulla scia dell’emotività in 140 caratteri.