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 2017  marzo 05 Domenica calendario

Nel bunker di Rignano Tiziano si sfoga. «Mi è venuta la tachicardia»

FIRENZE «Non voglio essere disturbato, sto accudendo mia nipote che ha 15 giorni. Comunque ci sono tutte persone per bene qui» sbotta il sindaco Daniele Lorenzini in vestaglia, dall’ingresso della sua villa a San Clemente, frazione di Rignano sull’Arno. «Sono indagato non posso dire niente, mi è anche venuta la tachicardia» borbotta qualche ora dopo Tiziano Renzi da dietro la porta di casa. Introvabile invece Roberto Bargilli in arte Billy, l’autista del camper, storico amico di famiglia dei Renzi e oggi assessore comunale, l’uomo che secondo la Procura avvertì il faccendiere Carlo Russo, che aveva i contatti con Romeo, di non telefonare più a Tiziano.
Il giorno dopo gli interrogatori dell’inchiesta Consip, Rignano è l’immagine perfetta del renzismo che si è fatto bunker. Un fortino fatto di silenzi, tensione, nervosismi. Anche nella piazza del paese, davanti alla pasticceria Feroci dove ieri mattina Tiziano fa una velocissima apparizione, la voglia di parlare di una volta, quando l’era Renzi cominciava tra i sorrisi e i selfie, è scomparsa. Volatilizzata sotto i colpi degli scandali. «Se so dove sta di casa il sindaco? Non mi interessa», risponde una donna che infila di fretta dentro l’edicola. «Eravamo un paese tranquillo ora guarda che casino» commenta un giovane trafelatissimo. «Il Billy? Sì che lo conosco ma attenti: chi lo tocca prende la scossa. Ce ne fossero di persone così», avverte invece un uomo di fronte al circolo del Pd. Dove da due giorni Tiziano Renzi, che è segretario comunale, ha appeso il cartello per la convocazione dell’assemblea degli iscritti, domani sera 21.15. Ordine del giorno: «Aggiornamenti», firmato «TR». Potrebbe dimettersi? Lo fece già due anni fa dopo l’indagine sull’azienda di famiglia, la Chill, finita con una sentenza di archiviazione. Racconta Roberto, l’unico amico di Tiziano che ac- cetta di parlare in questa Rignano sferzata da una pioggia gelida: «Mi dispiace davvero quel che sta accadendo. Ho incontrato martedì Tiziano, abbiamo parlato e mi ha spiegato come aveva conosciuto Carlo Russo: questo giovane era in un momento di difficoltà, aveva bisogno di avvicinarsi alla chiesa e Tiziano gli ha fatto conoscere Medjugorje». Il sindaco Lorenzini, che è pure medico di Tiziano, interrogato come testimone venerdì scorso a Firenze mentre l’amico veniva torchiato a Roma, passa tutta la giornata in casa. Si ricandiderà per il secondo mandato ma potrebbe farlo con insegne civiche, niente simboli Pd: «Non sono indagato, ai pm ho detto tutto quanto di mia conoscenza. Già lunedì incontrerò l’assessore Bargilli per avere dirette informazioni sull’accaduto, riservandomi di prendere le necessarie decisioni affinché la mia amministrazione possa operare con trasparenza e correttezza».