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 2011  settembre 19 Lunedì calendario

In Italia

Il Presidente della Repubblica è Giorgio Napolitano
Il Presidente del Senato è Renato Schifani
Il Presidente della Camera è Gianfranco Fini
Il Presidente del Consiglio è Silvio Berlusconi
Il Ministro degli Interni è Roberto Maroni
Il Ministro degli Esteri è Franco Frattini
Il Ministro della Giustizia è Nitto Francesco Palma
Il Ministro di Istruzione, università e ricerca è Mariastella Gelmini
Il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali è Maurizio Sacconi
Il Ministro dell’ Economia e delle Finanze è Giulio Tremonti
Il Ministro della Difesa è Ignazio La Russa
Il Ministro dello Sviluppo economico è Claudio Scajola
Il Ministro delle Politiche agricole è Francesco Saverio Romano
Il Ministro di Infrastrutture e trasporti è Altero Matteoli
Il Ministro della Salute è Ferruccio Fazio
Il Ministro di Beni e Attività culturali è Giancarlo Galan
Il Ministro dell’ Ambiente è Stefania Prestigiacomo
Il Ministro dell’ Attuazione programma di governo è Gianfranco Rotondi (senza portafoglio)
Il Ministro della Gioventù è Giorgia Meloni (senza portafoglio)
Il Ministro delle Pari opportunità è Mara Carfagna (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche europee è Anna Maria Bernini (senza portafoglio)
Il Ministro di Pubblica amministrazione e Innovazione è Renato Brunetta (senza portafoglio)
Il Ministro dei Rapporti con il Parlamento è Elio Vito (senza portafoglio)
Il Ministro di Rapporti con le Regioni e Coesione territoriale è Raffaele Fitto (senza portafoglio)
Il Ministro delle Riforme per il federalismo è Umberto Bossi (senza portafoglio)
Il Ministro della Semplificazione normativa è Roberto Calderoli (senza portafoglio)
Il Ministro di Sussidiarietà e decentramento è Aldo Brancher (senza portafoglio)
Il Ministro del Turismo è Michela Vittoria Brambilla (senza portafoglio)
Il Governatore della Banca d’Italia è Mario Draghi
Il Presidente della Fiat è John Elkann
L’ Amministratore delegato della Fiat è Sergio Marchionne
Il Segretario Nazionale dei Popolari per il Sud è Clemente Mastella

Nel mondo

Il Papa è Benedetto XVI
Il Presidente degli Stati Uniti d’America è Barack Obama
Il Presidente del Federal Reserve System è Ben Bernanke
Il Presidente della BCE è Jean-Claude Trichet
Il Presidente della Federazione russa è Dmitrij Medvedev
Il Presidente del Governo della Federazione russa è Vladimir Putin
Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese è Hu Jintao
La Regina del Regno Unito è Elisabetta II
Il Premier del Regno Unito è David Cameron
La Cancelliera Federale di Germania è Angela Merkel
Il Presidente della Repubblica francese è Nicolas Sarkozy
Il Primo Ministro della Repubblica francese è François Fillon
Il Re di Spagna è Juan Carlos I
Il Presidente del Governo di Spagna è José Luis Rodríguez Zapatero
Il Comandante Supremo delle Forze Armate dell’ Egitto è Mohammed Hoseyn Tantawi
Il Primo Ministro di Israele è Benjamin Netanyahu
Il Presidente della Repubblica Turca è Abdullah Gül
Il Presidente della Repubblica Indiana è Pratibha Patil
Il Primo Ministro della Repubblica Indiana è Manmohan Singh
La Guida Suprema dell’ Iran è Ali Khamenei
Il Presidente dell’ Iran è Mahmud Ahmadinejad

Bossi ha concluso la Festa dei popoli padani ieri a Venezia (ampolla dell’acqua sorgiva del Po riversata in Laguna eccetera) chiedendo un referendum che risolva la questione della Padania. Più precisamente: «Bisogna trovare una via democratica forse referendaria perchè un popolo importante e lavoratore come il nostro non può essere costretto a continuare a mantenere l’Italia». La folla gridava “secessione”, una parola che però Bossi non ha pronunciato volentieri. Anzi, siccome alla domanda «Ma come si fa a stare in un paese che sta addirittura perdendo democrazia? Il fascismo è ritornato con altri nomi e facce» la folla ha appunto risposto ritmando «se-ces-sio-ne, se-ces-sio-ne», il Senatùr ha detto subito: «Piano piano, non possiamo illuderci di fare senza la secessione. Dobbiamo avere la forza per ottenere la nostra libertà». Una frase piuttosto oscura ma che, a giudicare dai toni, voleva forse frenare gli eccessi dei leghisti.

• Discorso duro o discorso morbido?
Mah. Ripercorriamo le frasi salienti. «L’Italia attuale è uno schifo». «I giornalisti sono grandissimi stronzi, sono degli Iago. Raccontano bugie. Attaccano la mia famiglia perché non possono attaccare me. Sono dei disgraziati. Quando li trovi fingono di essere amici. Tutti contro la Lega invece. Sono loro che non vogliono cambiare niente. Ma le cose cambierann quando finiscono i soldi le cose cambiano». Non se l’è presa né con Maroni né con Berlusconi né con Bersani. Discorso morbidissimo.

• Perché i giornalisti non potrebbero attaccare Bossi, e allora attaccano la moglie?
Non lo so. Credo che Bossi volesse fare soprattutto un discorso forte, non importa a quali elementi ricorrere per dare forza a questo discorso. Si tratta di recuperare i militanti, di smentire le voci della lotta con Maroni, di far vedere che si sta all’opposizione pur restando al governo. Il Senatùr ha annunciato una manifestazione, senza comunicare la data «perché ci sono i giornalisti, e prima devono saperlo i militanti». Poi: «La Lega Nord ha convinto il ministro dell’Economia e il governo a non toccare le pensioni nell’ambito della manovra. Abbiamo convinto Tremonti a non toccarle. E chi se ne frega dell’Europa che vuole tagliare tutto. Nonostante i casini, Bossi mostra il dit mostro il dito per difendere i soldi di chi ha lavorato una vita e ha diritto alla sua pensione». È seguito il racconto del povero vecchietto sorpreso in un supermarket a rubare una bistecca. Non so quanto la gente stia dietro a questa rappresentazione del problema delle pensioni. Tanto per precisare: nessuno vuole togliere la pensione a chi ce l’ha, si tratta di stabilire se è giusto ritirarsi dal lavoro a 60 anni, adesso che la vita media dei maschi sfiora gli 80 anni e quella delle femmine gli 85.

• Gli altri leghisti che dicono?
Calderoli ha fatto un discorso che più bossiano non si può («senza Bossi non saremmo un cazzo», abbia pazienza ma la Lega parla così). Poi ha detto di non esser d’accordo sul referendum per cambiare la legge elettorale, «allora è meglio cambiare la legge elettorale in Parlamento». Reguzzoni, sulla durata del govern «Chi vivrà vedrà».Il più atteso era Maroni. A parte la battuta «andare avanti è difficile», il discorso è stato tutto pro-Bossi. «Il governo non è un fine, ma un mezzo per combattere la nostra battaglia sul federalismo e ci saremo fino a quando ce lo dirà Umberto Bossi».

• La questione dei rapporti tra Bossi e Maroni si capirà al momento del voto su Milanese, no?
Sì, Marco Milanese, che la procura di Napoli vuole arrestare perché lo sospetta al centro di una rete di favoritismi messa in piedi al tempo in cui era il braccio destro di Tremonti. Ricorderà che c’è un’altra questione, sull’appartamento dato in affitto a Tremonti e che il ministro pagava in contanti… Basta, la richiesta d’arresto è stata respinta in commissione (la Lega ha votato pro-Milanese), ma deve ora essere votata in aula. È probabile che l’opposizione riesca a ottenere il voto segreto. I deputati sono, per 4/5, maroniani. Voteranno per l’arresto? Bossi ha detto che non gli piace mandare la gente in carcere, nello stesso tempo ai deputati della Lega e a quelli dell’Udc è stata lasciata libertà di coscienza. È possibile che il governo non cada neanche dopo un voto favorevole al carcere, ma certo sarebbe il segno che la guerra dentro il Carroccio è dichiarata ufficialmente. Tra l’altro tutte queste manifestazioni leghiste per il dio Po hanno avuto un seguito molto inferiore a quello dell’anno scorso. Sabato, a Ro Ferrarese, c’erano dieci persone.

• Il Pdl sta cercando di imbarcare l’Udc.
Casini ha ripetuto che se Berlusconi non si leva di mezzo lui non ci sta

[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 19 settembre 2011]
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