Valentina Arcovio, La Stampa 19/9/2011, 19 settembre 2011
Due albe e due tramonti sullo stesso pianeta. Due Soli diversi, uno rosso e uno arancione, che danzano intorno a esso
Due albe e due tramonti sullo stesso pianeta. Due Soli diversi, uno rosso e uno arancione, che danzano intorno a esso. Uno spettacolo dell’Universo a cui solo l’immaginazione di George Lucas si è avvicinata con l’invenzione di Tatooine. Questo pianeta, invece, esiste davvero. Si chiama «Kepler 16b», si trova a 200 anni luce dalla Terra, nella costellazione del Cigno. A differenza di quello cinematografico, non è caldo e desertico ma freddo e gassoso, almeno secondo i ricercatori del Seti Institute che hanno anticipato la notizia. Fino ad ora dei pianeti circumbinari, cioè orbitanti attorno due stelle, si era supposta soltanto l’esistenza. È la prima volta nella storia della scienza che se ne osserva uno, non deducendolo quindi solo sulla base dei cambiamenti nell’eclissi delle due stelle. I ricercatori hanno individuato il «gemello» di Tatooine grazie al telescopio Keplero, il «cacciatore di pianeti» della Nasa. In particolare, hanno rilevato l’ombra del pianeta mentre passava davanti ai due Soli. Grazie a un sofisticato sistema di rilevamento, gli studiosi hanno notato che alle due eclissi - una primaria, quando cioè la stella più grande viene parzialmente coperta dalla stella più piccola, e una secondaria, quando cioè la stella più piccola è completamente oscurata da quella più grande – ne facevano seguito altre due, che sono state la prova dell’esistenza di un terzo oggetto, mai osservato prima, che si è poi rivelato essere «Kepler 16b». Il pianeta impiega 229 giorni per orbitare intorno alle due stelle che hanno una massa, rispettivamente, pari al 20 e al 69 per cento del Sole e sono più fredde della nostra stella. La temperatura sulla superficie del pianeta varia infatti tra i -100 e i -150 gradi Fahrenheit. A volte sul pianeta si vedrebbe tramontare prima il sole arancio, a volte il rosso. «Ancora una volta – ha osservato Josh Carter del Centro per l’Astrofisica Harvard-Smithsonian, che ha partecipato allo studio – scopriamo che il nostro sistema solare è solo un esempio della varietà di sistemi planetari che la natura può creare». Entusiasti anche gli scienziati italiani. «È una scoperta interessante e in un certo senso attesa – commenta Raffaele Gratton dell’Inaf, l’osservatorio astronomico di Padova - perché sono numerose le ricerche finalizzate a trovare pianeti circumbinari. Molti sono stati trovati in sistemi stellari multipli, come quello triplo da noi scoperto (HD132563Bb), ma in quesi casi il pianeta ruotava attorno a una delle due stelle in un sistema binario molto largo. In questo caso invece le stelle sono molto vicine tra loro, e il pianeta orbita attorno a entrambe».