La Gazzetta dello Sport, 19 settembre 2011
Bossi ha concluso la Festa dei popoli padani ieri a Venezia (ampolla dell’acqua sorgiva del Po riversata in Laguna eccetera) chiedendo un referendum che risolva la questione della Padania
Bossi ha concluso la Festa dei popoli padani ieri a Venezia (ampolla dell’acqua sorgiva del Po riversata in Laguna eccetera) chiedendo un referendum che risolva la questione della Padania. Più precisamente: «Bisogna trovare una via democratica forse referendaria perchè un popolo importante e lavoratore come il nostro non può essere costretto a continuare a mantenere l’Italia». La folla gridava “secessione”, una parola che però Bossi non ha pronunciato volentieri. Anzi, siccome alla domanda «Ma come si fa a stare in un paese che sta addirittura perdendo democrazia? Il fascismo è ritornato con altri nomi e facce» la folla ha appunto risposto ritmando «se-ces-sio-ne, se-ces-sio-ne», il Senatùr ha detto subito: «Piano piano, non possiamo illuderci di fare senza la secessione. Dobbiamo avere la forza per ottenere la nostra libertà». Una frase piuttosto oscura ma che, a giudicare dai toni, voleva forse frenare gli eccessi dei leghisti.
• Discorso duro o discorso morbido?
Mah. Ripercorriamo le frasi salienti. «L’Italia
attuale è uno schifo». «I giornalisti sono grandissimi stronzi, sono degli
Iago. Raccontano bugie. Attaccano la mia famiglia perché non possono attaccare
me. Sono dei disgraziati. Quando li trovi fingono di essere amici. Tutti contro
la Lega invece. Sono loro che non vogliono cambiare niente. Ma le cose
cambierann quando finiscono i soldi le cose cambiano». Non se l’è presa né
con Maroni né con Berlusconi né con Bersani. Discorso morbidissimo.
• Perché i
giornalisti non potrebbero attaccare Bossi, e allora attaccano la moglie?
Non lo so. Credo che Bossi volesse fare soprattutto un
discorso forte, non importa a quali elementi ricorrere per dare forza a questo
discorso. Si tratta di recuperare i militanti, di smentire le voci della lotta
con Maroni, di far vedere che si sta all’opposizione pur restando al governo.
Il Senatùr ha annunciato una manifestazione, senza comunicare la data «perché
ci sono i giornalisti, e prima devono saperlo i militanti». Poi: «La Lega Nord
ha convinto il ministro dell’Economia e il governo a non toccare le pensioni
nell’ambito della manovra. Abbiamo convinto Tremonti a non toccarle. E chi se
ne frega dell’Europa che vuole tagliare tutto. Nonostante i casini, Bossi mostra
il dit mostro il dito per difendere i soldi di chi ha lavorato una vita e ha
diritto alla sua pensione». È seguito il racconto del povero vecchietto
sorpreso in un supermarket a rubare una bistecca. Non so quanto la gente stia
dietro a questa rappresentazione del problema delle pensioni. Tanto per
precisare: nessuno vuole togliere la pensione a chi ce l’ha, si tratta di
stabilire se è giusto ritirarsi dal lavoro a 60 anni, adesso che la vita media
dei maschi sfiora gli 80 anni e quella delle femmine gli 85.
• Gli altri leghisti che dicono?
Calderoli ha fatto un discorso che più bossiano non si può
(«senza Bossi non saremmo un cazzo», abbia pazienza ma la Lega parla così). Poi
ha detto di non esser d’accordo sul referendum per cambiare la legge elettorale,
«allora è meglio cambiare la legge elettorale in Parlamento». Reguzzoni, sulla
durata del govern «Chi vivrà vedrà».Il più atteso era Maroni. A parte la battuta «andare avanti è
difficile», il discorso è stato tutto pro-Bossi. «Il governo non è un fine, ma
un mezzo per combattere la nostra battaglia sul federalismo e ci saremo fino a
quando ce lo dirà Umberto Bossi».
• La questione
dei rapporti tra Bossi e Maroni si capirà al momento del voto su Milanese, no?
Sì, Marco Milanese, che la procura di Napoli vuole
arrestare perché lo sospetta al centro di una rete di favoritismi messa in
piedi al tempo in cui era il braccio destro di Tremonti. Ricorderà che c’è
un’altra questione, sull’appartamento dato in affitto a Tremonti e che il
ministro pagava in contanti… Basta, la richiesta d’arresto è stata respinta in
commissione (la Lega ha votato pro-Milanese), ma deve ora essere votata in
aula. È probabile che l’opposizione riesca a ottenere il voto segreto. I
deputati sono, per 4/5, maroniani. Voteranno per l’arresto? Bossi ha detto che
non gli piace mandare la gente in carcere, nello stesso tempo ai deputati della
Lega e a quelli dell’Udc è stata lasciata libertà di coscienza.
È possibile che il governo non cada neanche dopo un voto favorevole al
carcere, ma certo sarebbe il segno che la guerra dentro il Carroccio è
dichiarata ufficialmente. Tra l’altro tutte queste manifestazioni leghiste per
il dio Po hanno avuto un seguito molto inferiore a quello dell’anno scorso.
Sabato, a Ro Ferrarese, c’erano dieci persone.
• Il Pdl sta
cercando di imbarcare l’Udc.
Casini ha ripetuto che se Berlusconi non si leva di
mezzo lui non ci sta
[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 19 settembre 2011]