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 2011  settembre 19 Lunedì calendario

INTRIGO A DOWNING STREET

Il politico, il tycoon e il giornalista. Lo scandalo del Tabloid-gate finora ha avuto tre protagonisti: il primo ministro David Cameron, il magnate dei media Rupert Murdoch e l´ex direttore del News of the World Andrew Coulson. Dietro le migliaia di intercettazioni illecite del più torbido foglio scandalistico del regno si staglia l´ombra di un patto tra il premier e l´editore, sancito dall´assunzione di Coulson a portavoce e spin master, ovvero stratega mediatico del partito e del leader conservatore. Ma chi e cosa ha dato a uno spregiudicato reporter la spinta decisiva per diventare il più stretto consigliere del capo del governo?
Nel thriller che tiene col fiato sospeso la Gran Bretagna dall´inizio dell´estate si registra un nuovo colpo di scena: dentro ci sono una prostituta, anzi una "dominatrix" armata di fruste e manette, strisce di polvere bianca che sembra cocaina e l´attuale ministro del Tesoro, colui che lavora e abita alla porta accanto del primo ministro. L´intrigo a Downing street si infittisce.
Nell´ambiente dei postriboli la chiamavano "Mistress Pain": Padrona Dolore. Tra i suoi clienti c´era un rampollo dell´alta borghesia londinese, uno studente che a Oxford preferiva la coca e i festini allo studio e che a un certo punto si innamorò di lei, la mise incinta e la introdusse agli amici. Uno dei quali era un suo compagno di università di nome George Osborne, oggi responsabile del Tesoro britannico. «Se io e George diventammo amici?», racconta lei adesso. «Più che amici», precisa maliziosa. Le foto che ritraevano Osborne e "Mistress Pain" insieme, abbracciati su un divano, davanti a bottiglie di vino e a quelle che sembrano linee di coca, risalgono all´ottobre 2005. Eppure non fecero scandalo. Non intralciarono l´ascesa dell´allora deputato dei Tories a numero due del partito e - dopo la vittoria nelle elezioni del 2010 - a ministro delle Finanze. Lo scandalo è esploso solo adesso e si articola in due interrogativi: Osborne fece uso di droga nel corso di una frequentazione a pagamento della dominatrice nera? E perché il tabloid che ha scoperto la loro relazione trattò la vicenda come un peccato veniale? La seconda domanda è ormai più importante della prima. E´ diventata il dubbio che assilla il vicolo supremo del potere, sede degli uffici e delle residenze, a pochi metri l´uno dall´altro, del premier Cameron e del ministro Osborne, al numero 10 e 11 di Downing street.
La faccenda non sarebbe riemersa, se di scandali non ne fosse scoppiato un altro: quello delle intercettazioni illecite del News of the World, il tabloid domenicale di proprietà di Murdoch, i cui cronisti assoldavano detective privati per spiare i telefonini di attori, cantanti, politici, membri della famiglia reale, vittime di delitti o terrorismo, vedove di guerra, allo scopo di trovare scoop da sbattere in prima pagina. Nella sua prima fase il Tabloid-gate, come è stato soprannominato per assonanza con il Watergate, ha portato alla radicale decisione di Murdoch di chiudere il News of the World, all´arresto del suo ex direttore Coulson, dell´amministratrice delegata del gruppo Rebekah Wade Brooks e a una commissione parlamentare per fare luce sui risvolti politici del caso.
L´opinione dominante è che Murdoch abbia usato il suo giornale per influenzare e ricattare amici e nemici, facilitando l´allargamento del suo impero mediatico, per esempio con l´acquisto del network televisivo BSkyB, e stabilendo un rapporto privilegiato con il premier. Sono saltate fuori le visite di Murdoch a Downing street, di Coulson al Chequers (la residenza di campagna del primo ministro), dello stesso Cameron a casa di Rebekah Wade, l´amministratrice delegata che Murdoch trattava come una figlia. Mancava quella che in gergo giudiziario anglosassone si definisce «smoking gun», pistola fumante: la prova evidente di un misfatto. E in questi giorni ne sono apparse un paio. La prima è affiorata quando un ex-giornalista e un ex-avvocato del News of the World hanno smentito l´affermazione di James Murdoch, figlio di Rupert, secondo cui scoprì l´esistenza di una vasta operazione di spionaggio illecito condotto dai suoi reporter soltanto un anno fa e a quel punto intervenne per bloccarla. Le nuove deposizioni affermano che Murdoch junior ne era a conoscenza dall´inizio: avrebbe dunque mentito alla commissione d´inchiesta, che il mese prossimo lo chiamerà nuovamente a deporre. Il Wall Street Journal, anch´esso di proprietà di Murdoch, scrive già che James si è giocato la successione al padre. Ormai è «out». Fuori uno.
Intanto un altro quotidiano inglese, l´Independent, si è messo a indagare per proprio conto, scoprendo che le intercettazioni sono molte più di quel che si pensava: 17 mila, con vittime che includono la scrittrice J. K. Rowling, Chelsea Clinton mentre studiava a Oxford, la futura principessa Kate Middleton e sua sorella Pippa, e poi Paul McCartney, Mick Jagger, David Beckham. Nella lista c´è anche Natalie Rowe: la "dominatrix" di cui il News of the World pubblicò la foto in compagnia di George Osborne e cocaina.
L´avvocato della Rowe, Mark Lewis, richiama l´attenzione su un risvolto finora trascurato dagli inquisitori. Il giorno dopo la pubblicazione della foto compromettente, sul News of the World apparve un editoriale del direttore Coulson che in sostanza scagionava Osborne. Il tabloid lasciò cadere la storia nel nulla. Osborne fece carriera nei Tories. E due anni dopo l´ha fatta anche Coulson: chiamato da Cameron, dietro pressioni di Osborne, a occupare il posto di portavoce a Downing street.
L´assunzione come stretto consigliere di Cameron, sostiene l´avvocato, fu una ricompensa per l´aiuto che Coulson diede a Osborne nel mettere a tacere il suo rapporto con la dominatrice.«Avrebbe potuto scrivere un editoriale ben diverso», dice ora il legale, «e bisognerebbe chiedersi perché non lo fece». Se lo domanda anche «Mistress Pain», convinta che le verrà data ragione: «Quando George sniffò la cocaina, gli dissi scherzando che un giorno, se fosse diventato primo ministro, avrei potuto metterlo nei guai. Ebbene, la verità prima o poi salta fuori e succederà anche stavolta». Furono proprio Osborne e il suo compagno di studi William Sinclair, il rampollo cocainomane invaghitosi di "Mistress Pain", a scoprire a casa della dominatrice un «dungeon», una stanza adibita al sadomaso mentre lei era uscita a fare acquisti. «Pensavo si sarebbero arrabbiati», ricorda, «invece accadde il contrario. Spiegai loro che mi piaceva dominare gli uomini e George si incuriosì molto. Diventammo amici. Più che amici». Confida a Repubblica una fonte che conosce bene Sinclair: «Era notorio che lui, George e la loro combriccola se la spassavano a Oxford con vizi da debosciati». Ma il punto ormai non è più solo se, a 22 anni, il futuro cancelliere dello Scacchiere - così si chiama il ministro del Tesoro da queste parti - si sottopose ai frustini di una dominatrice dopo avere sniffato con lei cocaina. Il punto è se, per tenere nascosta questa storia, ha fatto assumere il giornalista al centro delle intercettazioni illecite come portavoce del primo ministro. Forse i veleni sprigionati dal Tabloid-gate non porteranno a dimissioni illustri, come avvenne nel Watergate. Ma appestano sempre di più l´aria di Westminster.