CARLO BERTINI, La Stampa 19/9/2011, 19 settembre 2011
Senato batte Montecitorio Almeno alla buvette - Sarà pur vero che «i parlamentari devono fare per primi la loro parte con una immediata serie di interventi», come recitava il 2 agosto scorso la proposta di tagli al bilancio della Camera del Partito democratico analoga a quella del Popolo delle libertà
Senato batte Montecitorio Almeno alla buvette - Sarà pur vero che «i parlamentari devono fare per primi la loro parte con una immediata serie di interventi», come recitava il 2 agosto scorso la proposta di tagli al bilancio della Camera del Partito democratico analoga a quella del Popolo delle libertà. Ma se uno di quegli undici punti votati da tutti i deputati prevedeva di uniformare al più presto ai prezzi di mercato tutti i servizi, dalla barberia alla ristorazione, nel match tra le due Camere su chi punta a sembrare più virtuoso, Palazzo Madama è stato più lesto. Dopo lo scandalo dei menù a prezzi politici scoppiato quest’estate, già il 31 agosto il Senato ha aggiornato in corsa il menù, facendo vergare pure un surreale comunicato su portate e prezzi. Per carità, sempre convenienti, visto che per un primo si va dai 6 ai 24 euro, il secondo viaggia dai 10 ai 24 euro, un antipasto 5-15 euro, un contorno sui 5-6 euro. Ben più salati rispetto all’orata in crosta di patate a 5 euro e passa o al pesce spada alla griglia a 3 euro e mezzo di primaverile memoria. E ora anche la Camera si appresta a correre ai ripari per non farsi cogliere in castagna. Mentre al ristorante del Senato il nuovo tariffario ha svuotato la sala con effetto-pienone alla buvette (dove l’altro giorno il piddì Latorre ha pure offerto un succo di frutta al ministro per l’Economia Giulio Tremonti), a Montecitorio i questori devono sciogliere un dilemma: aumentare i prezzi o ridurre l’offerta del menù per ridurre gli sprechi? Con una premessa: anche i cronisti parlamentari, che fanno la fila per sedersi ai tavoli riservati alla stampa, non faranno certo festa per il rialzo dei listini, ma tant’è. Già mercoledì prossimo i questori cominceranno a discutere il da farsi. In attesa di una delibera, risotto ai frutti di mare a 4 euro, scaloppina ai funghi a 5 e 30, contorno 1,30 e frutta a 1 euro. In totale 12 euro scarsi, che si aggiungono ai 29 euro a pasto versati alla società che gestisce in appalto la ristorazione di Montecitorio.