Sibilla Di Palma, ItaliaOggi 19/9/2011, 19 settembre 2011
IL FAI-DA-TE CHE RIDUCE I CONSUMI
Ridurre i consumi della propria abitazione, senza ricorrere a grandi investimenti, è possibile. Grazie all’autodiagnosi energetica che permette di fare una prima valutazione seguendo alcuni semplici passi. Ecco come fare per scoprire lo stato di salute della propria casa.
Come effettuare una prima valutazione.
L’Unione europea ha stabilito che, a partire dalla fine del 2020, tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere in grado di produrre la stessa energia che consumano e di coprire il fabbisogno energetico residuo con l’impiego di fonti energetiche rinnovabili. Intanto però l’obiettivo è di migliorare l’efficienza energetica degli edifici già esistenti. Infatti, il 30% dei consumi e il 25% circa delle emissioni di anidride carbonica a livello nazionale sono dovuti all’energia consumata nell’edilizia residenziale per riscaldare gli ambienti o produrre acqua calda. Per rimediare, una prima valutazione può essere fatta in maniera fai da te con la diagnosi energetica, cioè l’insieme delle attività che aiutano a effettuare uno screening dei consumi energetici dell’edificio per scoprire dispersioni e sprechi nella gestione quotidiana della casa. In primo luogo, occorre effettuare una stima dell’energia consumata attraverso il censimento, la catalogazione e l’acquisizione dei dati storici di consumo relativi a elettricità e gas. Il secondo passo è misurare i consumi e, in particolare, tenere d’occhio l’impianto di illuminazione, le apparecchiature elettriche e gli elettrodomestici; infine, dalla valutazione generale è possibile capire le potenzialità di risparmio energetico e intervenire in maniera efficace.
Gli strumenti da utilizzare.
Per procedere all’autodiagnosi si può ricorrere ad alcuni strumenti che non richiedono una particolare preparazione tecnica. Il primo è il misuratore del consumo elettrico degli elettrodomestici, in grado di rilevare tensione e corrente, ma anche la potenza assorbita e la quantità di energia consumata in un intervallo di tempo prestabilito, oltre a specificare il costo del kWh e a offrire una proiezione della spesa in bolletta per l’apparecchio monitorato.
Un altro strumento molto utile è il misuratore dell’intensità luminosa, o Luxmetro, che permette invece di valutare il grado di luminosità all’interno di un edificio. Un sistema utile anche per verificare se il livello di luce dei luoghi di lavoro o delle scuole rispetta i limiti di legge. Per misurare, invece, l’andamento della temperatura in un intervallo medio di tempo, si può ricorrere al termometro ambientale digitale. Infine, lo strumento più completo è il monitor contatore dei consumi elettrici. Si tratta di un apparecchio costituito da un monitor dal cui display è possibile verificare in tempo reale e in qualsiasi momento il consumo istantaneo di energia elettrica, oltre alla corrispondente spesa giornaliera, settimanale e mensile, dei singoli elettrodomestici e di tutta la casa in generale.
Le modalità di intervento.
Dopo aver effettuato l’analisi dei consumi, è possibile procedere alla progettazione degli interventi da attuare. Si può, infatti, risparmiare energia sino al 30-35% mediante piccoli accorgimenti. I provvedimenti più comuni riguardano l’aggiornamento dell’impianto elettrico, con la sostituzione delle vecchie lampadine con quelle a basso consumo, visto che, a parità di luce emessa, le lampade fluorescenti compatte assorbono quasi un quinto delle omologhe lampade a incandescenza; la sostituzione della caldaia con modelli più nuovi ed efficienti poiché se l’apparecchio ha più di 12/15 anni di vita, consuma anche il 10% di combustibile in più rispetto a una caldaia nuova. In questo senso, va anche considerata l’installazione di un impianto solare termico che permette di produrre acqua calda sanitaria sfruttando l’irraggiamento solare. Un altro passo da attuare è l’isolamento, termico e acustico. Da non sottovalutare infatti una delle voci che incide maggiormente sul bilancio familiare, cioè il riscaldamento. L’associazione Sunia, per limitare questa spesa, consiglia di chiudere le stanze riscaldate per ottenere un risparmio fino al 6% dei consumi; effettuare l’isolamento del tetto che permette di risparmiare fino al 30% sulla bolletta termica; sostituire i vetri singoli con vetri doppi o a camera doppia per migliorare il comfort termico delle casa; inoltre, anche l’isolamento di pavimenti, pareti e solai rivolti all’esterno permette di migliorare le prestazioni energetiche dell’abitazione; infine, l’uso di un camino o di una stufa permette di riscaldare una parte della casa risparmiando carburante fossile e abbassando le emissioni di CO2.
L’ultimo aspetto riguarda gli elettrodomestici. Occorre ricordare che gli strati di ghiaccio in freezer vanno rimossi perché ostacolano il processo di raffreddamento; inoltre, una pulizia regolare del congelatore permette di risparmiare il 10% del suo consumo; il frigorifero è tra gli elettrodomestici che consuma maggiormente in casa, in virtù del fatto che resta sempre acceso ed è bene quindi orientarsi verso i nuovi modelli di classe A, A+ e A++; infine, la lavastoviglie consuma meno con programmi di lavaggio a bassa temperatura.
Occhio ai consumi nascosti.
Particolare attenzione va dedicata ai consumi nascosti, come gli stand-by o gli elettrodomestici collegati che, se considerati individualmente, producono consumi irrisori, ma insieme possono far lievitare di molto la spesa della bolletta. Infatti, secondo l’associazione Paea, oltre a essere la terza causa di consumo energetico in una casa, gli stand-by equivalgono a lasciare un’auto accesa in folle. Inoltre, da ricordare che alcuni elettrodomestici se attaccati alla corrente possono consumare anche se privi di questa modalità. Un possibile intervento in questo senso può essere quello di ricorrere alle ciabatte con interruttore che permettono di scollegare gruppi di utenze elettroniche dalla tensione evitando questo tipo di consumi.