Varie, 19 settembre 2011
DE SANTIS Roberto
DE SANTIS Roberto Martano (Lecce) 6 luglio 1958. Imprenditore • «Per tutti è l’eminenza grigia di Massimo D’Alema, ma di lui, praticamente, non circolano immagini. Si sa solo che è alto e moro, ha gli occhi chiari e la carnagione scura ed è robusto. E difficilmente manca alle campagne elettorali del Pd nel Salento [...] Chi lo vuole vedere deve presentarsi un’ora prima di un’intervista o di una conferenza stampa del Líder Máximo, perché dopo scompare: ha l’incredibile capacità di dissolversi e di sfuggire agli obiettivi di telecamere e fotografi. “Anche questo ha contribuito ad accrescere il suo mito” [...] è l’uomo che [...] inchieste sulla sanità pugliese compare sullo sfondo come attivo tessitore di rapporti fra politica e impresa. Nell’ordinanza di custodia cautelare per l’ex vicepresidente pd della Regione Puglia, Sandro Frisullo, viene citato il verbale [...] dell’imprenditore Gianpaolo Tarantini, per gli inquirenti il grande corruttore: “Ho conosciuto Frisullo attraverso De Santis che me lo presentò nel 2006-2007”. Ufficialmente De Santis non ha commentato l’arresto di Frisullo. Ci ha pensato il figlio Luigi (grande amico di Francesco D’Alema, secondogenito dell’ex premier), laurea in Svizzera in una delle più prestigiose scuole di management turistico del mondo: “Sandro è una persona per bene. E lo sanno anche i magistrati. Ma come si dice... Trani-Lecce 1-1”. Per il giovane, l’arresto di Frisullo sarebbe servito a pareggiare il conto con le fughe di notizie sulle telefonate di Silvio Berlusconi a proposito della trasmissione tv Annozero. Le carte dell’inchiesta raccontano che De Santis non ha presentato a Tarantini solo Frisullo, ma anche altri politici e imprenditori. I due si sarebbero conosciuti [...] anni fa attraverso la moglie di Tarantini, Nicla. Da allora l’imprenditore barese è entrato in contatto con i vertici del Pd in Puglia e ha conosciuto anche D’Alema in occasione di una gita in barca all’isola di Ponza. Ma a unire Tarantini e De Santis non sono solo politica e affari: “Condividiamo pure la passione per le belle donne” ha ammesso Tarantini con Panorama [...] La sua abilità è stringere mani senza sporcarsele [...] mettere in contatto le persone senza commettere reati. Insomma, è il prototipo del lobbista perfetto. Un ruolo che svolge tra Roma e Maglie (Lecce), dove vive con la famiglia. I suoi uffici romani di via del Conservatorio sono considerati il luogo ideale per fare incontri e immaginare affari. [...] Figlio di Luigi, falegname, detto “Ventuliciato” (ventilato), morto prematuramente in un incidente stradale [...] ha studiato ragioneria a Maglie, quindi si è iscritto a economia e commercio a Bari, dove ha dato una decina di esami. Da ragazzo il suo soprannome era “Sofia”, per la somiglianza con la Loren sfoggiata in un travestimento carnevalesco. Negli anni Settanta iniziò la militanza nei giovani comunisti della Fgci, dove conobbe l’emergente D’Alema. Successivamente fece l’assessore ai Lavori pubblici a Martano. Ma la politica attiva non era il suo mestiere e preferì gli affari. Negli anni Novanta acquisì la banca d’affari inglese London court, con cui ai tempi di D’Alema premier si lanciò nel business dei giochi di Stato, dal lotto al bingo. De Santis divenne il braccio operativo di quella che l’economista Guido Rossi definì “la merchant bank di Palazzo Chigi”. All’inizio del nuovo millennio D’Alema gli affidò anche la supervisione del salvataggio delle finanze e del patrimonio immobiliare dei Ds. Nel 2002 entrò nel consiglio d’amministrazione della Festival crociere, un’avventura che si concluse con il crac della compagnia. Nell’unica intervista di cui si ha ricordo si giustificò: “Avrò partecipato a tre o quattro riunioni del cda. Spero di non dover pagare in maniera sproporzionata un atto di buona fede” [...] è socio di Paride e Ivan De Masi (sindaco di Casarano), proprietari della Italgest energia, con cui condivide pure la passione politica. Negli ultimi [...] anni l’idiosincrasia di De Santis per i riflettori non lo ha salvato dal gossip, in un caso con risvolti giudiziari. Nel 1997 i giornali raccontarono la storia della “barca di D’Alema”, l’Ikarus: fu lui a registrare alla capitaneria di porto di Viareggio l’elegante Baltic, che alla fine di quella stessa estate cedette all’amico D’Alema per 300 milioni di lire. Della barca era armatore pure Vincenzo Morichini, all’epoca broker dell’Ina-Assitalia, compagnia assicurativa nel curriculum di diversi fedelissimi dalemiani. Tre anni dopo i nomi di Morichini e De Santis ricompaiono sui giornali: una imprenditrice mise a disposizione del gruppo prostitute di varia nazionalità. Francesco Mariani, ex segretario generale del sindacato dei camalli e dalemiano, ammise i “rapporti sessuali” e a verbale aggiunse: “Rappresento che oltre a me vi erano a volte anche Morichini Vincenzo, De Santis Roberto e Lazzarini Franco con i quali le ragazze si univano carnalmente”. La maîtresse venne condannata per favoreggiamento della prostituzione. L’uomo nel frattempo ha fatto pace con la moglie Anna Maria e ha ripreso a lavorare nell’ombra. Con buoni risultati, se nel 2008 ha denunciato un reddito di 834 mila euro. Nel 2007 la dichiarazione era stata di 600 mila, l’anno prima di 800. [...]» (Giacomo Amadori, “Panorama” 1/4/2010) • Vedi anche “la Repubblica” 19/9/2011.