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 2007  settembre 12 Mercoledì calendario

In Italia

Il Presidente della Repubblica è Giorgio Napolitano
Il Presidente del Senato è Franco Marini
Il Presidente della Camera è Fausto Bertinotti
Il Presidente del Consiglio è Romano Prodi
Il Vicepresidente del Consiglio è Massimo D’Alema
Il Vicepresidente del Consiglio è Francesco Rutelli
Il Ministro degli Interni è Giuliano Amato
Il Ministro degli Esteri è Massimo D’Alema
Il Ministro della Giustizia è Clemente Mastella
Il Ministro dell’ Economia e delle Finanze è Tommaso Padoa-Schioppa
Il Ministro della Difesa è Arturo Parisi
Il Ministro della Pubblica Istruzione è Giuseppe Fioroni
Il Ministro delle Infrastrutture è Antonio Di Pietro
Il Ministro dello Sviluppo economico è Pier Luigi Bersani
Il Ministro delle Politiche agricole è Paolo De Castro
Il Ministro della Salute è Livia Turco
Il Ministro delle Comunicazioni è Paolo Gentiloni
Il Ministro del Commercio estero è Emma Bonino
Il Ministro dei Trasporti è Alessandro Bianchi
Il Ministro del Lavoro e Previdenza sociale è Cesare Damiano
Il Ministro della Solidarietà sociale è Paolo Ferrero
Il Ministro di Beni e Attività culturali è Francesco Rutelli
Il Ministro dell’ Ambiente è Alfonso Pecoraro Scanio
Il Ministro di Università e ricerca scientifica è Fabio Mussi
Il Ministro di Affari regionali e autonomie locali è Linda Lanzillotta (senza portafoglio)
Il Ministro dell’ Attuazione programma di governo è Giulio Santagata (senza portafoglio)
Il Ministro dei Diritti e Pari Opportunità è Barbara Pollastrini (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche comunitarie è Emma Bonino (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche giovanili e Attività sportive è Giovanna Melandri (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche per la famiglia è Rosy Bindi (senza portafoglio)
Il Ministro di Riforme e innovazione nella Pubblica Amministrazione è Luigi Nicolais (senza portafoglio)
Il Ministro di Riforme istituzionali e Rapporti con il Parlamento è Vannino Chiti (senza portafoglio)
Il Governatore della Banca d’Italia è Mario Draghi
Il Presidente della Fiat è Luca Cordero di Montezemolo
L’ Amministratore delegato della Fiat è Sergio Marchionne
Il Segretario Nazionale dei Democratici di Sinistra (DS) è Piero Fassino
Il Segretario Nazionale dei Popolari-UDEUR è Clemente Mastella
Il Leader dell’ Italia di Mezzo è Marco Follini
Il Coordinatore Nazionale di Sinistra Democratica è Claudio Fava

Nel mondo

Il Papa è Benedetto XVI
Il Presidente degli Stati Uniti d’America è George Walker Bush
Il Presidente del Federal Reserve System è Ben Bernanke
Il Presidente della BCE è Jean-Claude Trichet
Il Presidente della Federazione russa è Vladimir Putin
Il Presidente del Governo della Federazione russa è Mikhail Fradkov
Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese è Hu Jintao
La Regina del Regno Unito è Elisabetta II
Il Premier del Regno Unito è Gordon Brown
La Cancelliera Federale di Germania è Angela Merkel
Il Presidente della Repubblica francese è Nicolas Sarkozy
Il Primo Ministro della Repubblica francese è François Fillon
Il Re di Spagna è Juan Carlos I
Il Presidente del Governo di Spagna è José Luis Rodríguez Zapatero
Il Presidente dell’ Egitto è Hosni Mubarak
Il Primo Ministro di Israele è Ehud Olmert
Il Presidente della Repubblica Turca è Abdullah Gül
Il Presidente della Repubblica Indiana è Pratibha Patil
Il Primo Ministro della Repubblica Indiana è Manmohan Singh
La Guida Suprema dell’ Iran è Ali Khamenei
Il Presidente dell’ Iran è Mahmud Ahmadinejad

Oggi, 11 settembre 2007, sei anni dall’attentato alle Torri Gemelle. Le agenzie hanno fatto sapere che sta per essere diffuso un altro video di Bin Laden, dopo quello della settimana scorsa. Vi si vedrebbe Osama che legge il testamento del saudita Waleed M. Alshehri, uno dei cinque terroristi che l’11 settembre del 2001 andò a schiantarsi, a bordo dell’American Airlines 11, contro la Torre Nord del World Trade Center. Il filmato, reclamizzato da un sito internet fondamentalista, sarebbe già nelle mani della Cia.

• Senta, abbiamo un mucchio di lettori assai giovani, che nel 2001 stavano ancora alle elementari e che di questo affare delle Torri Gemelle o Twin Towers hanno un’idea vaga.
L’aereo su cui si trovava Waleed era un Boeing 767 dell’American Airlines, partito alle 7,59 da Boston e diretto a Los Angeles. Aveva a bordo 81 passeggeri, 9 assistenti di volo e due piloti. Penetrò nella Torre Nord alle 8.45 del mattino, ora americana. Da noi stava per concludersi il Tg1 delle 13. Qualche telecamera riprese l’impatto, benché fosse del tutto inaspettato. Un’ora dopo – alle 9.03 – quando arrivò il secondo aereo sulla Torre Sud, tutte le telecamere del mondo erano puntate sulle Twin Towers. Anche questo aereo era un Boston-Los Angeles, ma della United Airlines. 56 passeggeri, tra cui cinque terroristi, 7 assistenti, due piloti. La gente cominciò a buttarsi dalle finestre dei due grattacieli: dentro, il pigiarsi reciproco, cioè il caos, cioè il terrore erano tali che quella era sembrata a molti l’unica via di scampo. Ed erano salti dall’ottantesimo o dal centesimo piano. Alle 9,40 un altro Boeing 757 che andava da Washington a Los Angeles colpì il Pentagon 58 passeggeri, 4 assistenti di volo, due piloti e cinque terroristi. Ventotto minuti dopo crollò la Torre Sud e dopo altri dodici minuti un quarto aereo – sempre un 757 della United, partito da Newark e diretto a San Francisco – si schiantò a Shanksville, 80 miglia da Pittsburgh: i 38 passeggeri, con 5 assistenti di volo e due piloti, avevano capito quello che stava succedendo e, lottando, avevano impedito ai quattro terroristi di puntare sulla Casa Bianca o sulla cupola del Campidoglio, facendo precipitare il Boeing prima. Alle 10.29 venne giù la Torre Nord. I morti di quella giornata furono in tutto 3142. Nei due grattacieli persero la vita 2750 uomini e donne, di ottanta nazionalità diverse. Si sono valutati i danni economici dell’attacco in 750 miliardi di dollari.

• Che cosa si proponevano gli attentatori?
Di dare inizio alla Terza Guerra Mondiale. O alla Quarta, se consideriamo come Terza la guerra fredda con l’Urss. E soprattutto di conquistare il cuore della nazione islamica, mostrando come veniva colpito il regno del demonio. Cioè gli Stati Uniti. Dietro a tragedie di queste dimensioni ci sono sempre illusioni smisurate, sogni megalomani che generano incubi.

• La Terza, o Quarta, guerra mondiale è poi scoppiata?
Purtroppo sì. E non mi riferisco solo agli interventi Onu-Usa in Afghanistan e all’invasione americana dell’Iraq. Mi riferisco all’occupazione dei nostri cervelli da parte dell’Islam, divenuto sotto tanti aspetti un nemico che abbiamo il dovere di temere. Il fondamentalismo islamico ha messo in crisi poi la conquista più importante della nostra civiltà: la tolleranza. Siamo costretti a dire qualcosa che cozza contro alcune delle nostre convinzioni più profonde e cioè che ci sono dei valori, nostri, da difendere e che non tutto quello che viene detto o pensato dagli esseri umani è ammissibile. un punto che dilania il mondo occidentale, anche attraverso i problemi posti dall’immigrazione, senza bisogno che Osama lanci messaggi. Anzi questo messaggio di Osama della settimana scorsa, in cui indossa una barba finta e fa propaganda all’Islam dicendo che da loro non si pagano tasse, non è all’altezza del dramma che stiamo vivendo. Un comizietto penoso, con qualche citazione colta inappropriata (Scheuer, Todd, soprattutto Chomsky) sullo sfondo di uno scenario che è invece apocalittico.

• Quindi, secondo Lei, stiamo ancora pagando le conseguenze dell’11 settembre?
Ci siamo dentro in pieno, ed è una lotta epocale, delle cui dimensioni è bene prendere pienamente coscienza. Persino questa crisi finanziaria, la faccenda dei mutui cosiddetti subprime, è una conseguenza dell’11 settembre: Greenspan, temendo un crollo di Wall Street e una recessione gravissima, abbassò il costo del denaro quasi a zero e questo mise in moto il meccanismo di prestiti facili e di speculazioni allegre che ci ha portato a questo punto.

• Col nuovo presidente degli Stati Uniti, l’anno prossimo, potrebbe cambiare qualcosa?
Non credo. Il nuovo presidente avrà le mani più libere sull’Iraq o sull’Afghanistan. Ma al Qaeda, qualunque cosa decida di fare l’Occidente, vuole la guerra e la vuole vincere. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 11/9/2007] (leggi)

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