Alberto Mattioli La Stampa 12/9/07, 12 settembre 2007
Il 16 agosto Lidia La Marca, nota ginecologa bolognese, e suo marito, il musicista modenese Leone Magiera, andarono a trovare l’amico Luciano Pavarotti al Policlinico di Modena, in stanza c’era pure Nicoletta Mantovani ma a un certo punto il malato volle «restare solo con Lidia»
Il 16 agosto Lidia La Marca, nota ginecologa bolognese, e suo marito, il musicista modenese Leone Magiera, andarono a trovare l’amico Luciano Pavarotti al Policlinico di Modena, in stanza c’era pure Nicoletta Mantovani ma a un certo punto il malato volle «restare solo con Lidia». Subito dopo, con lei prese a lamentarsi della moglie, «per più di venti minuti»: «Mi disse: "Sto malissimo. In questi ultimi anni Nicoletta mi sta tormentando, mi fa vivere da solo, sono isolato, i miei amici non mi vengono a trovare, parla male delle mie figlie, mi circonda di persone che non mi piacciono. Ha allontanato anche Tino e Veronica (il suo assistente peruviano e la sua compagna, ndr), che per me erano come figli. Io avrei bisogno di Veronica”. Era disperato». Poi continuò: «"Pensa sempre ai soldi, arriva con documenti da farmi firmare. Minaccia di non farmi vedere Alice, mi fa delle scenate". Queste cose - mi disse - le puoi dire dopo il mio funerale”. Pavarotti ha scelto di confidarsi con la signora forse «perché mi conosceva da trent’anni e io avevo conosciuto tutte le sue donne»: «Mi ricordo di quella notte a Londra quando si affrontarono Adua e Nicoletta. Eravamo nello stesso albergo. Mi telefonò alle due di notte, dicendomi: ”Lidia, per favore, vai giù tu perché quelle si ammazzano”. Insomma eravamo molto intimi».