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 2007  settembre 12 Mercoledì calendario

…) Fa mai il bastian contrario con Berlusconi? «Io esprimo liberamente il mio parere a Berlusconi e non ho mai trovato in lui un atteggiamento di ripulsa rispetto alla libertà d’espressione»

…) Fa mai il bastian contrario con Berlusconi? «Io esprimo liberamente il mio parere a Berlusconi e non ho mai trovato in lui un atteggiamento di ripulsa rispetto alla libertà d’espressione». I maligni dicono che l’unica cosa che vi accomuna è di essere stati entrambi tesserati alla P2. « una malignità, perché io ho incontrato Berlusconi molto tardi, quando Cossiga fondò l’Udr. Non è certamente la P2 ciò che accomuna me e Berlusconi. Solo una volta lui mi guardò negli occhi e mi disse: "Noi abbiamo avuto un guaio insieme"». (Fabrizio Cicchitto - Foto U.Pizzi) Lei ha sempre considerato legittima la massoneria. «Sulla P2 è stata compiuta un’opera di demonizzazione. Ci sono state due sentenze della Cassazione, che i giustizialisti ignorano, che individuarono delle responsabilità personali che furono punite molto duramente. Ma stabilirono che la P2 non era un’associazione criminale che puntava al colpo di Stato». Perché si iscrisse alla P2? «Quella fu veramente una coglionata. Mi iscrissi per un errore di valutazione ritenendo che fosse una loggia massonica, senza conoscerne le implicazioni. Ma le diramazioni che contavano nella P2 furono utilizzate dalle forze politiche più varie, compreso il Pci». Chi faceva parte della sistema massonico? «Ne facevano parte Roberto Calvi (era il Banco Ambrosiano a finanziare ”Paese Sera”) e Bruno Tassan Din. Ricordo le arrabbiature di Craxi perché Tassan Din, che contava molto al ”Corriere della Sera”, giocava sempre a favore dei comunisti e contro i socialisti». Chi la convinse a diventare massone? «Un personaggio molto noto. Ma se glielo dico succede il finimondo». Lei è stato uno dei pochissimi massoni a fare outing. «Siccome mi trovavo in difficoltà con me stesso, anche a costo di andare incontro alla mia distruzione decisi di tagliare la testa al toro piuttosto che vivere nell’angoscia che prima poi qualcuno lo rivelasse». Come reagì Craxi? «Ne prese atto mettendomi ai margini. Ma non gli posso imputare nulla, perché fu fatta una tale operazione di demonizzazione che era inevitabile che uno venisse emarginato. Il bello è che a dare lezioni erano quelli che avevano rapporti organici con il Kgb. chiaro che mi riferisco ai comunisti». (Craxi e Berlusconi) Si considera ancora massone? «No, ho chiuso nell’81 con tutto quel mondo». Lei rimase fuori dai giochi fino all’87. Cosa fece in quegli anni? «Scrivevo, giravo il mondo e continuavo a fare politica».  tornato in Parlamento quando è scoppiata Tangentopoli. Non ha pensato: che sfiga? «No, perché mentre quanto accaduto nell’81 nasceva da un mio errore, quella del ’92 era una crisi di sistema e quindi io l’affrontai serenamente, anche perché non fui implicato personalmente». Lei cadde in piedi: divenne il vicecoordinatore di Fi. «Avvenne sulla base della valutazione delle mie competenze». Perché Berlusconi scelse proprio lei? «Bisognerebbe chiederlo a lui. Penso che nel quadro della gente chi gli sta attorno, uno che avesse una conoscenza del sistema politico italiano in tutte le sue caratteristiche poteva risultargli utile».