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 2007  settembre 12 Mercoledì calendario

ENRICO FRANCESCHINI

Donzelle di tutto il mondo, unitevi, perché la seguente notizia potrebbe farvi sobbalzare: il femminismo non sarebbe nato sulle barricate del 1968, bensì intorno al 1300, ben seicento anni prima. Sembra infatti che le donne del Medio Evo, contrariamente allo stereotipo che le vede schiave del marito, sguattere in cucina, impegnate a tirare su una famiglia tra stenti, miseria e malattie, non se la passassero poi tanto male. Vivevano più a lungo degli uomini, talvolta occupavano incarichi di responsabilità, sapevano come difendere i propri diritti, andavano perfino in vacanza tutte insieme, all´insegna di una neonata sorellanza. «Erano molto più autonome, sessualmente libere e independenti di quanto finora abbiamo immaginato», sostiene un nuovo studio condotto in Gran Bretagna. Che la Bbc riassume con un pizzico di ironia: «Il girl power dei secoli bui».
A parlare di "ragazze al potere" nel Medio Evo è la dottoressa Sue Niebrzydowski, docente di storia alla Bangor University del Galles. Studiando documenti d´archivio, letteratura e canzoni originali, la stimata ricercatrice afferma di avere ricostruito un quadro più preciso della vita della donna media tra il dodicesimo e il quindicesimo secolo in Europa. Il risultato, secondo lei, è che le donne di quel tempo vissero «un´epoca d´oro», con un´aspettativa di vita media superiore a quella degli uomini, iniziative per difendere i propri diritti, posti di potere come badesse di conventi e monasteri. Facevano perfino l´equivalente dei viaggi "tutto compreso", solo per signore e signorine, in Terra Santa: naturalmente dopo che i cavalieri se ne erano assicurati per un po´ il controllo con una crociata.
«Nel Medio Evo, le donne erano spesso già vedove a trent´anni e ciò conferiva loro maggiore libertà», dice la dottoressa Niebrzydowski, alla vigilia di un convegno in cui questa settimana presenterà il suo rapporto all´Istituto di Storia Antica e Moderna della Bangor University. Un convegno, vale la pena di sottolinearlo, tutto di donne, a cui parteciperanno alcune delle più illustri docenti universitarie del Regno Unito nel campo dell´archeologia, della storia, della legge e della linguistica.
Qualche storico (di entrambi i sessi) è scettico, temendo un tentativo di revisionismo, un uso politico della storia per ribaltare convenzioni consolidate. «Quelle donne erano più libere sessualmente», replica l´autrice del rapporto. «Se benestanti, esse potevano entrare sul mercato del matrimonio alle proprie condizioni, che fossero economiche, d´amore o di puro piacere. vero che molte delle informazioni che abbiamo dedotto dall´arte, dalla letteratura o dagli archivi storici del tempo, si riferiscono in particolare a donne abbienti, di classi medio-alte, ma la nostra ricerca suggerisce che in generale le donne di mezza età del Medio Evo, di qualunque categoria sociale, avevano molto più potere e indipendenza di quanto avessimo finora immaginato. Certo, l´opinione dominante è sempre stata che le donne nel passato avessero scarsa indipendenza economica o potere sociale, e che dovessero dipendere dai padri o dai mariti per la maggior parte delle loro vite. Ma dobbiamo andare cauti con questi giudizi, che possono essere influenzati da concezioni errate sulle donne dei secoli precedenti. Nuovi studi in materia possono riservarci delle sorprese».
Insomma, revisionismo politico o girl-power dei secoli bui? «Le donne son venute a eccellenza / di ciascun´arte ove hanno posto cura», canta l´Ariosto. Ma l´autore dell´Orlando furioso era un poeta, non uno storico. A loro l´ardua sentenza.
al nostro corrispondente
Donzelle di tutto il mondo, unitevi, perché la seguente notizia potrebbe farvi sobbalzare: il femminismo non sarebbe nato sulle barricate del 1968, bensì intorno al 1300, ben seicento anni prima. Sembra infatti che le donne del Medio Evo, contrariamente allo stereotipo che le vede schiave del marito, sguattere in cucina, impegnate a tirare su una famiglia tra stenti, miseria e malattie, non se la passassero poi tanto male.

PIETRO DEL RE
Professor Le Goff, le risulta che tra il XII e il XV secolo ci sia stato un "girl power" in Europa?
«Chi lo dice?»
Lo sostiene la storica britannica Sue Niebrzydowski, dell´Università di Bangor.
«Mi sembra l´affermazione di una persona molto presuntuosa e soprattutto molto ignorante. Mi dispiace essere così poco rispettoso nei confronti di questa signora, ma credo che confonda il cosiddetto "girl power" con la cortesia medievale».
Eppure alcuni storici hanno scritto che soltanto nell´Occidente medievale la donna riuscì a guadagnare un po´ d´indipendenza e di prestigio.
«Certo, e io sono tra quelli. Ma la dominazione maschile è sempre stata schiacciante».
A sostegno della sua teoria, la professoressa Niebrzydowski parla di numerose donne che dirigevano abbazie, che finanziavano opere d´arte, che visitavano da sole la Terra santa e via dicendo. vero?
«Ci sono state delle badesse, alcune delle quali hanno avuto un ruolo politico di una certa importanza, ma non dobbiamo dimenticare che i conventi femminili erano sempre sottoposti a quelli maschili».
Sempre secondo la storica inglese, durante quei secoli bui le donne erano molto più indipendenti dal potere maschile, anche dal punto di vista finanziario, di quanto non si creda. d´accordo?
«L´unica cosa che mi viene in mente è che nel Quattrocento è apparsa la prima letterata donna della storia. Era un´italiana ma che visse in Francia e scrisse in francese: Christine de Pisan o, se preferisce, Cristina di Pisano. Nata a Venezia nel 1364 e morta a Poissy nel 1430, poetessa e filosofa, fu molto critica con la misoginia dei suoi tempi. Oggi qualcuno la considera l´inventrice del femminismo».
Ma ci sono state anche regine, imperatrici, sacerdotesse.
«Diciamo che ci sono state donne che hanno avuto un certo potere quando la storia di un paese ha permesso loro di diventare importanti. Penso, per esempio, a Eleonora d´Aquitania, che fu prima regina di Francia e poi d´Inghilterra, e che ebbe una grande influenza sui propri figli. Ma dal punto di vista sociale e politico la donna viveva sempre nell´ombra dell´uomo».
Anche quando una moglie diventava vedova ancora giovane, ereditando la fortuna del marito?
«Non cambiava granché. C´era sempre uno zio, un fratello o un amante cui doveva sottomettersi. C´è stata però una maggiore attenzione alla donna quando la Chiesa cominciò a promuovere il culto della Vergine Maria».