Giovanni Stringa, Corriere della Sera 12/9/2007, 12 settembre 2007
MILANO
Da una parte l’agenzia delle entrate. Dal-l’altra, i più conosciuti fiscalisti d’Italia. Al centro, quel miliardo e 600 milioni che l’erario reclama ai soci italiani di Bell, la holding lussemburghese che nel 2001 aveva ceduto il controllo di Telecom, realizzando una maxiplusvalenza sotto la "generosa" giurisdizione del fisco del Granducato. Ora che l’erario italiano ha alzato la voce, i soci coinvolti (Hopa, Mps, Antonveneta e Unipol) stanno organizzando la difesa, chiamando a raccolta il Gotha dei tributaristi italiani. Che si riuniranno domani nello studio romano di Tommaso Di Tanno, ex consulente di Vincenzo Visco e presidente del collegio sindacale di Mps. Ci saranno tutti i nomi in testa alla classifica Chambers Global dei fiscalisti del Bel Paese (una sorta di "guida Michelin" del settore): oltre a Di Tanno, anche Guglielmo Maisto (tra i consulenti di Mps), Augusto Fantozzi (per Antonveneta), Livia Salvini (per Unipol) e, molto probabilmente, lo studio fondato da Giulio Tremonti (per conto di Hopa).
Difficile dire oggi chi vincerà, tra il fisco e le società con relativi commercialisti e avvocati. Ma è molto probabile che, per usare le parole di Di Tanno, «dopo questo maxi accertamento diminuirà l’intensità dei viaggi verso il Lussemburgo ». Con il fiscalista lavorano una cinquantina di professionisti, divisi tra clienti che vanno dall’istituzionalità di Generali e Finmeccanica fino al jet set di Monica Bellucci. Se lo studio è tutto italiano, un ufficio a Roma e uno a Milano, la stessa cosa non si può dire per il collega Maisto, che una volta alla settimana vola a Londra, dove nove anni fa ha aperto un ufficio di appoggio. Tra i clienti in Italia, la Fiat. E nella capitale inglese? Banche estere, ma anche gruppi nostrani con un distaccamento nella City, e perfino qualche italiano che ha spostato la residenza a Londra. Un po’ come Valentino Rossi, anche se lui, lo sportivo del Moto Gp, non è tra i clienti di Maisto.
Non ha scelto Londra ma Lugano, come ufficio all’estero, lo studio di Fantozzi. Ex ministro con Lamberto Dini e Romano Prodi, ex deputato, oggi è consigliere di Enel e vicepresidente di Antonveneta. Con lui lavorano quaranta professionisti, specializzati in banche (soprattutto popolari), assicurazioni e fondi immobiliari. Senza tralasciare, però, qualche cliente più "mondano", come in passato Sofia Loren e Carlo Ponti. Sono essenzialmente banche, invece, quelle seguite da Lugano: soprattutto istituti stranieri, ma anche gruppi italiani con distaccamento nella gettonatissima Svizzera.
Non ha un ufficio nella Confederazione, ma dei corrispondenti (come anche in Gran Bretagna e Lussemburgo), Livia Salvini, l’unica donna nella hit parade a cinque di Chambers Global. Socio di maggioranza dello Studio associato legale tributario di Roma e Milano, fondato dal giudice della Corte costituzionale Franco Gallo, Salvini non corre certo il rischio di annoiarsi: nel suo portafoglio- incarichi ci sono anche la cattedra di diritto tributario alla Luiss e le poltrone in due commissioni nominate dal governo.
A chiudere il cerchio dei "signori del fisco" c’è il nome più conosciuto, quel Giulio Tremonti che aveva abbandonato pro tempore lo studio da lui fondato per fare il ministro dell’Economia nel governo Berlusconi. Dopo il cambio di maggioranza a Roma, il «Vitali Romagnoli Piccardi e associati» è tornato ad essere «Tremonti Vitali Romagnoli Piccardi e associati ». Tra i suoi clienti "storici", la bresciana Hopa. Per questo qualche socio dello studio dovrebbe essere domani a Roma, a parlare di holding lussemburghesi, maxiplusvalenze e accertamenti fiscali.