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 2007  settembre 12 Mercoledì calendario

I commenti sul Grillo-day sono stati quasi tutti sul personaggio, meno sul mezzo, sul blog come strumento per mobilitare le piazze

I commenti sul Grillo-day sono stati quasi tutti sul personaggio, meno sul mezzo, sul blog come strumento per mobilitare le piazze. Il personaggio Beppe Grillo è indubbiamente unico nel suo genere. Un comico-attore che fa indignare, più che ridere, e che non recita, ma è convinto di quel che dice. Forse proprio per questo risulta più convincente. Ma la vera lezione di sabato è nella mobilitazione non solo virtuale permessa dal web. Sapevamo già che il web può moltiplicare la forza di un messaggio lanciato da un sito o da un blog. Il blog di Beppe Grillo, secondo i dati di Technorati, un motore di ricerca (come Google) dei blog, ha 30 mila inbound-link, vale a dire siti o blog in vario modo collegati. Questo significa che oltre ai 150 mila visitatori giornalieri del sito, ce ne sono molti altri, probabilmente molti di più, che leggono Grillo attraverso altri siti o blog. Il fatto nuovo, che abbiamo appreso sabato, è che questa mobilitazione è non solo virtuale: Grillo è riuscito a raccogliere 300 mila firme in 200 piazze italiane, oltre che a riempire Piazza Maggiore a Bologna. Il suo blog si è mostrato in grado di mobilitare quanto se non più del sindacato e senz’altro molto più dei tanti partiti e partitini che pullulano nel nostro frammentato quadro politico. Internet, dunque, non solo moltiplica il potere delle idee, ma anche moltiplica i manifestanti, riempie le strade e le piazze. Questo è un fatto nuovo per la nostra democrazia. Può scardinare l’attuale sistema delle rappresentanze. Anche perché Internet non ha quasi barriere d’ingresso. Si può costruire un blog senza sborsare un euro. E i costi per mantenerlo sono comunque contenuti, in termini per lo più di tempo personale sottratto ad altre attività. Il mezzo è importante in quanto tale anche perché Internet è oggi popolato soprattutto dai giovani. Erano molti, spesso la maggioranza, gli under 30 nelle piazze sabato, nonostante fossero stati chiamati a raccolta da un sessantenne. Anche questo è un fatto nuovo. Da molto tempo non si assisteva in Italia all’espressione collettiva di un disagio giovanile. Prima o poi, qualcuno saprà capitalizzarlo, trasformandolo in consenso politico e peso elettorale. Non sembra questo il destino del blog di Grillo. C’è molta più protesta che proposta nei suoi scritti e nelle sue affermazioni. una protesta spesso rozza e mal indirizzata, come quella contro la Legge Biagi che non è certo la responsabile del precariato, ma semmai è stata inefficace nell’arginarlo. Vero che in Italia mobilita le coscienze spesso più la denuncia che la proposta. Ma difficilmente una protesta che non sappia tradursi in proposta riesce a reggere nel corso del tempo e non può certo cambiare le cose. Comunque il V o G-day di sabato dimostra che uno spazio c’è per stare dalla parte dei giovani in Italia. Vedremo chi saprà occuparlo. Il blog non è forse lo strumento più consono per svolgere la funzione vera della politica, che è quella di mediare fra interessi diversi e trovare una sintesi. Più probabile che Internet continui ad essere uno strumento di informazione e di denuncia. una funzione comunque molto importante. Speriamo lo sia sempre di più sui temi della finanza, in un Paese che lentamente sta aumentando la partecipazione ai mercati finanziari. In Italia è mancato in tutti questi anni di scandali societari un ruolo attivo di anticipazione e denuncia dei grandi mezzi di informazione. Certo, molte gravi irregolarità erano difficilmente individuabili dall’esterno sino a quando l’equilibrio economico delle società coinvolte non fosse arrivato al collasso. Ed è anche vero che negli scandali finanziari italiani degli ultimi anni è stato l’intero sistema dei controlli, da quelli societari a quelli istituzionali, a fallire. Ma in una democrazia avanzata in questi casi, proprio in questi casi, dovrebbe operare il controllo dell’informazione specializzata. Da noi c’è stato solo quello di alcuni blog indipendenti, tra cui quello di Beppe Grillo.  probabile che saranno ancora i siti a dover svolgere questo ruolo in futuro. Almeno sin quando avremo una carta stampata condizionata dai cosiddetti «grandi gruppi economici». Nell’informazione finanziaria conta più quello che non si scrive di quello che si scrive e vi può essere consenso collusivo di ogni azionista nell’evitare le notizie finanziarie delicate e compromettenti per altri azionisti, contando in un atteggiamento simile da parte di questi ultimi nei casi in cui i peccati di omissione lo riguardino. I siti indipendenti devono proprio servire a mettere in luce queste omissioni, così difficili da cogliere per il lettore. Bene che sappiano anche contribuire al monitoraggio degli strumenti finanziari, sempre più complessi e pieni di insidie per un pubblico con bassa alfabetizzazione finanziaria, come quello italiano. Stampa Articolo