Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  settembre 12 Mercoledì calendario

Stefano Ricucci, 45 anni, dice che Anna Falchi è stata un «grandissimo amore» ma che lei, alla fine, l’ha «molto deluso»: «Mi è stata accanto nei mesi della mia detenzione e di questo le sarò sempre grato

Stefano Ricucci, 45 anni, dice che Anna Falchi è stata un «grandissimo amore» ma che lei, alla fine, l’ha «molto deluso»: «Mi è stata accanto nei mesi della mia detenzione e di questo le sarò sempre grato. Poi è crollata. Rilasciando interviste a destra e a manca in cui diceva che stava male. E io, che dovevo dire?». Secondo Ricucci la Falchi non era attratta dai suoi soldi («sono simpatico, spiritoso, e molto ambizioso. Tutte cose che alle donne piacciono»), ad ogni modo lui ha «contribuito a rendere Anna migliore»: «L’ho conosciuta che faceva filmetti e calendari. L’ho spinta a fare teatro, selezionare, diradare le serate in discoteca. Le ho permesso di comprare vestiti bellissimi, che lei portava divinamente, di avere borse di Hermès, gioielli favolosi. Ho fatto molto per trasformarla in quello che è oggi. A lei piace definirsi artista? E’ costata cara questa artista, mi creda». Quando l’ha conosciuta era «una magnifica ragazza che era appena scesa dalla moto di uno che impennava per mestiere (Max Biaggi, ndr.), ma totalmente fuori di testa. Non aveva manco il medico della mutua». La Falchi voleva un figlio proprio quando lui era «impegnato a rimettere le cose a posto, ma la verità è che Anna i figli ce li ha già, cinque per l’esattezza: la madre, suo fratello, la moglie e le due figlie di Sauro. Tutti a carico di Anna. Brave persone, ma ingombranti: chi prende Anna, prende tutto il pacchetto. Sa quante vacanze ho fatto con mia moglie da solo? Due. Per il resto sono sempre stato con loro. Con loro e con le loro esigenze. Ora sono preoccupato: mi domando come farà Anna a sostenere tante spese, tanti bisogni. Io provvederò sempre a lei. Ma solo a lei». Ricucci ha provato a far lavorare Sauro nella sua società: «Gli ho offerto un lavoro dignitoso: duemilaciqucento euro al mese e la prospettiva di crescere. Ma doveva arrivare in ufficio alle nove di mattina e starci fino alla sera: ha resistito qualche mese. Lui si sveglia tardi e quei soldi li fa in una sera, portando la sorella in qualche discoteca». Stare con la Falchi, inoltre, ha creato a Ricucci «un sacco di problemi»: «Io lavoro con gente seria, vedere il fondoschiena lucido della tua donna su un calendario che trovi all’edicola non è il massimo per chi fa il mio mestiere. E non dico per gelosia. Solo perché non è bello».