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 2009  dicembre 19 Sabato calendario

In Italia

Il Presidente della Repubblica è Giorgio Napolitano
Il Presidente del Senato è Renato Schifani
Il Presidente della Camera è Gianfranco Fini
Il Presidente del Consiglio è Silvio Berlusconi
Il Ministro degli Interni è Roberto Maroni
Il Ministro degli Esteri è Franco Frattini
Il Ministro della Giustizia è Angelino Alfano
Il Ministro di Istruzione, università e ricerca è Mariastella Gelmini
Il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali è Maurizio Sacconi
Il Ministro dell’ Economia e delle Finanze è Giulio Tremonti
Il Ministro della Difesa è Ignazio La Russa
Il Ministro dello Sviluppo economico è Paolo Romani
Il Ministro delle Politiche agricole è Luca Zaia
Il Ministro di Infrastrutture e trasporti è Altero Matteoli
Il Ministro della Salute è Ferruccio Fazio
Il Ministro di Beni e Attività culturali è Giancarlo Galan
Il Ministro dell’ Ambiente è Stefania Prestigiacomo
Il Ministro dell’ Attuazione programma di governo è Gianfranco Rotondi (senza portafoglio)
Il Ministro della Gioventù è Giorgia Meloni (senza portafoglio)
Il Ministro delle Pari opportunità è Mara Carfagna (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche europee è Andrea Ronchi (senza portafoglio)
Il Ministro di Pubblica amministrazione e Innovazione è Renato Brunetta (senza portafoglio)
Il Ministro dei Rapporti con il Parlamento è Elio Vito (senza portafoglio)
Il Ministro di Rapporti con le Regioni e Coesione territoriale è Raffaele Fitto (senza portafoglio)
Il Ministro delle Riforme per il federalismo è Umberto Bossi (senza portafoglio)
Il Ministro della Semplificazione normativa è Roberto Calderoli (senza portafoglio)
Il Ministro del Turismo è Michela Vittoria Brambilla (senza portafoglio)
Il Governatore della Banca d’Italia è Mario Draghi
Il Presidente della Fiat è Luca Cordero di Montezemolo
L’ Amministratore delegato della Fiat è Sergio Marchionne
Il Segretario Nazionale dei Popolari-UDEUR è Clemente Mastella
Il Coordinatore Nazionale di Sinistra Democratica è Claudio Fava
Il Presidente della Rosa per l’Italia è Savino Pezzotta

Nel mondo

Il Papa è Benedetto XVI
Il Presidente degli Stati Uniti d’America è Barack Obama
Il Presidente del Federal Reserve System è Ben Bernanke
Il Presidente della BCE è Jean-Claude Trichet
Il Presidente della Federazione russa è Dmitrij Medvedev
Il Presidente del Governo della Federazione russa è Vladimir Putin
Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese è Hu Jintao
La Regina del Regno Unito è Elisabetta II
Il Premier del Regno Unito è Gordon Brown
La Cancelliera Federale di Germania è Angela Merkel
Il Presidente della Repubblica francese è Nicolas Sarkozy
Il Primo Ministro della Repubblica francese è François Fillon
Il Re di Spagna è Juan Carlos I
Il Presidente del Governo di Spagna è José Luis Rodríguez Zapatero
Il Presidente dell’ Egitto è Hosni Mubarak
Il Primo Ministro di Israele è Benjamin Netanyahu
Il Presidente della Repubblica Turca è Abdullah Gül
Il Presidente della Repubblica Indiana è Pratibha Patil
Il Primo Ministro della Repubblica Indiana è Manmohan Singh
La Guida Suprema dell’ Iran è Ali Khamenei
Il Presidente dell’ Iran è Mahmud Ahmadinejad

La conferenza di Copenaghen sul clima ha partorito un pri­missimo risultato proprio in chiusura dei lavori, ieri verso le 22. Il presidente degli Stati Uni­ti Barack Obama, infatti, ha trovato un’intesa con il premier cinese, Wen Jabao, quello india­no, Manmohan Singh e il lea­der sudafricano Jacob Zuma. L’accordo, come hanno riferito a caldo fonti americane, non è sufficiente per combattere la mi­naccia del surriscaldamento del pianeta, ma è un importan­te primo passo». Insomma par di capire che nessun Paese può essere pienamente soddisfatto. Ma ci troviamo di fronte ad una nuova base sulla quale tentare di costruire in futuro.

• Qual è il vero nodo?
Sostanzialmente è questo: il presidente degli Stati Uniti, qualunque cosa prometta, ha bisogno poi di un’approvazio­ne del Congresso. Nessun Par­lamento al mondo farebbe pas­sare un accordo in cui il pro­prio Paese si impegna a spen­dere qualcosa ma gli altri pro­mettono senza dare alcuna ga­ranzia di mantenere. In que­sto caso: gli americani voglio­no che i cinesi si facciano ispe­zionare in modo che si possa controllare se stanno riducen­do le emissioni o no.

• Sa che non ho capito niente?
Uffa. Perché i rappresentanti di cento e passa Paesi sono riu­niti a Copenaghen?

• L’inquinamento?
Ma lei è sciatto! Un congresso di scienziati con delle teste grandi così ha stabilito che l’uomo, con le sue industrie e il suo modo di vivere, emette troppi gas serra. I gas serra ispessiscono, secondo questi cervelloni, la cappa che circon­da il pianeta e contribuiscono a riscaldare i mari e il resto. Bi­sogna perciò diminuire l’emis­sione di questi gas serra. Cioè le industrie devono lavorare in un altro modo e noi dobbia­mo vivere in un altro modo. Proprio l’altro ieri è stato diffu­so il solito rapporto riservato, messo giù dalle Nazioni Unite, secondo cui continuando così la temperatura terrestre au­menterebbe di 3 gradi entro la fine del secolo, con conseguen­ze terribili per tutti quanti, moltiplicazione degli affamati (+550 milioni), carestie, 170 milioni di disperati per via del­le inondazioni, eccetera. Ora. I paesi in via di sviluppo dico­no: voi che avete raggiunto un certo livello volete porre dei li­miti proprio adesso che noi sia­mo impegnati a raggiungere il vostro stesso tenore di vita, cioè volete impedire a noi di svilupparci? In testa a questo gruppo ci sono i cinesi che ma­novrano a loro piacimento, contro gli Stati Uniti e il blocco occidentale, i paesi africani. I cinesi hanno l’Africa dalla loro perché le finanziano (e le schiavizzano) senza riserve, in cambio delle materie prime del continente. In definitiva tutta la faccenda di Copena­ghen dipende dall’accordo tra Stati Uniti e Cina, il famoso G2. Se si mettono d’accordo lo­ro, gli altri seguiranno.

• L’Europa?
Non ha una posizione condivi­sa da tutti, quindi non ha una posizione. Obama ha fatto il grande, parlando di 100 miliar­di di dollari da mettere a dispo­sizione del Paesi in via di svi­luppo che fossero disponibili a limitare le loro emissioni. Ha a sua volta promesso che gli Sta­ti taglieranno le loro emissioni del 17% entro il 2020 e di oltre l’80% entro il 2050. La bozza su cui gli americani vorrebbe­ro impegnare tutti quanti di­ce: per i Paesi ricchi, taglio del­le emissioni dell’80% entro il 2050 (prendendo come punto di partenza le emissioni del 1990). Nello stesso tempo i pa­esi non-ricchi dovrebbero ta­gliare le loro emissioni del 50%. La Cina ha detto che è troppo e che non ci sta. Poi Obama vorrebbe che questi ta­gli venissero controllati da ispettori internazionali, che andrebbero quindi a curiosare nelle fabbriche cinesi. Pechino ha risposto di no. Cina, Russia, Brasile e Africa stanno con i ci­nesi. D’altra parte Obama non può prendere nessun impegno che poi sarà non sarà approva­to dal Congresso. Quindi: non si va da nessuna parte, come aveva del resto previsto anche la Merkel prima di lasciare la Germania.

• Però cento miliardi da girare ai paesi in via di sviluppo non sono pochi. Non gli bastano?
Piano: intanto all’inizio sareb­bero 10 miliardi che poi verreb­bero aumentati fino a 100 en­tro il 2020. Poi mica sono soldi che metterebbero gli america­ni: gli americani contribuireb­bero per una parte e il resto do­vrebbe essere coperto dagli al­tri Paesi ricchi (tra i quali l’Ita­lia). E con che sistema sarebbe­ro raccolti questi soldi? Tasse? Mmmmh. Gliel’ho detto fin dall’inizio: raggiungere un ac­cordo a Copenaghen è talmen­te difficile che sarebbe più sem­plice dire che è impossibile. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 19/12/2009]
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