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 2007  giugno 28 Giovedì calendario

In Italia

Il Presidente della Repubblica è Giorgio Napolitano
Il Presidente del Senato è Franco Marini
Il Presidente della Camera è Fausto Bertinotti
Il Presidente del Consiglio è Romano Prodi
Il Vicepresidente del Consiglio è Massimo D’Alema
Il Vicepresidente del Consiglio è Francesco Rutelli
Il Ministro degli Interni è Giuliano Amato
Il Ministro degli Esteri è Massimo D’Alema
Il Ministro della Giustizia è Clemente Mastella
Il Ministro dell’ Economia e delle Finanze è Tommaso Padoa-Schioppa
Il Ministro della Difesa è Arturo Parisi
Il Ministro della Pubblica Istruzione è Giuseppe Fioroni
Il Ministro delle Infrastrutture è Antonio Di Pietro
Il Ministro dello Sviluppo economico è Pier Luigi Bersani
Il Ministro delle Politiche agricole è Paolo De Castro
Il Ministro della Salute è Livia Turco
Il Ministro delle Comunicazioni è Paolo Gentiloni
Il Ministro del Commercio estero è Emma Bonino
Il Ministro dei Trasporti è Alessandro Bianchi
Il Ministro del Lavoro e Previdenza sociale è Cesare Damiano
Il Ministro della Solidarietà sociale è Paolo Ferrero
Il Ministro di Beni e Attività culturali è Francesco Rutelli
Il Ministro dell’ Ambiente è Alfonso Pecoraro Scanio
Il Ministro di Università e ricerca scientifica è Fabio Mussi
Il Ministro di Affari regionali e autonomie locali è Linda Lanzillotta (senza portafoglio)
Il Ministro dell’ Attuazione programma di governo è Giulio Santagata (senza portafoglio)
Il Ministro dei Diritti e Pari Opportunità è Barbara Pollastrini (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche comunitarie è Emma Bonino (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche giovanili e Attività sportive è Giovanna Melandri (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche per la famiglia è Rosy Bindi (senza portafoglio)
Il Ministro di Riforme e innovazione nella Pubblica Amministrazione è Luigi Nicolais (senza portafoglio)
Il Ministro di Riforme istituzionali e Rapporti con il Parlamento è Vannino Chiti (senza portafoglio)
Il Governatore della Banca d’Italia è Mario Draghi
Il Presidente della Fiat è Luca Cordero di Montezemolo
L’ Amministratore delegato della Fiat è Sergio Marchionne
Il Segretario Nazionale dei Democratici di Sinistra (DS) è Piero Fassino
Il Segretario Nazionale dei Popolari-UDEUR è Clemente Mastella
Il Leader dell’ Italia di Mezzo è Marco Follini
Il Coordinatore Nazionale di Sinistra Democratica è Claudio Fava

Nel mondo

Il Papa è Benedetto XVI
Il Presidente degli Stati Uniti d’America è George Walker Bush
Il Presidente del Federal Reserve System è Ben Bernanke
Il Presidente della BCE è Jean-Claude Trichet
Il Presidente della Federazione russa è Vladimir Putin
Il Presidente del Governo della Federazione russa è Mikhail Fradkov
Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese è Hu Jintao
La Regina del Regno Unito è Elisabetta II
Il Premier del Regno Unito è Gordon Brown
La Cancelliera Federale di Germania è Angela Merkel
Il Presidente della Repubblica francese è Nicolas Sarkozy
Il Primo Ministro della Repubblica francese è François Fillon
Il Re di Spagna è Juan Carlos I
Il Presidente del Governo di Spagna è José Luis Rodríguez Zapatero
Il Presidente dell’ Egitto è Hosni Mubarak
Il Primo Ministro di Israele è Ehud Olmert
Il Presidente della Repubblica Turca è Ahmed Necdet Sezer
Il Presidente della Repubblica Indiana è Pratibha Patil
Il Primo Ministro della Repubblica Indiana è Manmohan Singh
La Guida Suprema dell’ Iran è Ali Khamenei
Il Presidente dell’ Iran è Mahmud Ahmadinejad

Ieri pomeriggio, parlando per poco più di un’ora e mezza nella Sala Gialla del Lingotto di Torino, Walter Veltroni ha accettato di candidarsi alla guida del Partito democratico. Come è noto i simpatizzanti del Pd voteranno, per insediarlo formalmente, il prossimo14 ottobre. Il capo del Partito democratico sarà poi anche, al momento delle elezioni politiche, candidato alla guida del Paese.

• Riesce a farmi un resoconto senza tirarla troppo per le lunghe?
Discorso in tre parti. Introduzione con la lista degli ideali a cui il Pd deve ispirarsi: libertà, unità, giustizia sociale, pari opportunità di partenza per tutti, apertura alle donne, forte memoria dell’origine antifascista della Repubblica, niente ideologismi, niente derive moderate o estremiste, largo ai giovani e lotta alla precarietà («la vita non è un part-time»). Parte centrale del discorso, quella, diciamo così, che ha fissato i punti programmatici della piattaforma veltroniana: Ambiente, Patto generazionale, Formazione, Sicurezza. Ambiente: accettazione totale di Tokyo e delle ultime delibere della Ue. Patto generazionale: non lasciare ai nostri figli il debito pubblico di adesso, allentare la pressione fiscale mentre si combatte l’evasione, arrivare a un risultato tangibile in tre anni. Formazione: rilanciare la scuola. Sicurezza: giustizia rigorosa e severa, aumentare magari i diritti degli immigrati, ma non concedere nulla alla malavita («la microcriminalità non esiste, esiste la criminalità»). In chiusura, rapidi excursus sui temi rimasti ancora fuori: riforma elettorale, riforma istituzionale, i Dico («i laici rispettino i cattolici, i cattolici si rassegnino all’idea che lo Stato laico possa far leggi in favore di chi si ama»). Chiusura emozionale con una quindicenne romana scomparsa, di nome Giulia, e con le sue parole di solidarietà verso i poveri di tutto il mondo. Il discorso è cominciato con lo slogan: «Fare un’Italia nuova». Sono stati citati, nell’ordine e quasi sempre con la pausa necessaria a permettere alla folla di applaudire: De Gasperi, Prodi, Fassino, Rutelli, Ciampi, Michele Salvati e Pietro Scoppola, di nuovo Prodi, Vittorio Foa, Massimo D’Antona e Marco Biagi, Gustavo Zagrebelsky, Renzo Piano, il sindaco di Torino Sergio Chiamparino (a cui ha fatto un gran sorriso e stretto la mano), di nuovo Fassino e Rutelli, Dario Franceschini, che gli farà da vice. Niente Kennedy, niente Luther King, l’Africa solo il minimo indispensabile, nessun maestro del cinema.

• D’Alema?
D’Alema, no.

• Prodi?
Grande appoggio, elogi sperticati. Qualcuno aveva pensato che avrebbe preso le distanze. Invece, no. Per ora, no.

• Berlusconi?
Ha attaccato il centro-destra con forza, ma non più di tre volte in un’ora e mezza. Ha dett basta con le piattaforme politiche contro qualcuno, facciamo solo piattaforme per qualcosa. Non è vero che tutte le leggi dei nostri avversari sono sbagliate, per esempio la legge sul risparmio è buona. Sarò rispettoso dei miei avversari anche unilateralmente, cioè anche se loro non lo saranno nei confronti miei. Basta con i veleni, voltiamo pagina. Prendiamo esempio dai francesi.

• A proposito dei francesi: sul sistema elettorale?
Punta al sistema francese, ha parlato solo di quello. No al proporzionale, che porta crisi continue e ci consegna alle segreterie dei partiti. Sì al maggioritario, in un sistema bipolare o addirittura bipartitico. Ha aggiunto che se non si cambia la legge attuale, si procederà col referendum. Vuol dire che ci invita a firmare? Fino a questo punto non si è spinto. Ha fortemente sottolineato la necessità di tagliare il numero dei parlamentari: perché in Francia sono 577, in Gran Bretagna 646, in Germania 614, negli Stati Uniti 435 e da noi più di mille? Poi: ci vuole una Camera sola e non due. Desidera che la riforma della Costituzione dia luogo a un governo forte e capace di decidere («basta con i mille poteri che ci bloccano con i loro veti, le democrazie muoiono per eccesso di decisionismo, ma anche per difetto») e a un Parlamento che controlli, ma non pretenda di dar luogo «a un governo assembleare». Questo, il fatto che vuole abbattere il debito pubblico, il fatto che vuole combattere la delinquenza, il fatto che vuole la Tav indurrebbero a credere che intende star lontano dalla sinistra radicale. Però si è anche augurato di riaprire il dialogo con i diessini dissidenti. Ha detto una cosa davvero forte su polizia e carabinieri: e se li togliessimo dagli uffici e li mandassimo tutti per strada a combattere la malavita? [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 27/6/2007] (leggi)

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