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 2007  giugno 28 Giovedì calendario

Normalmente i sintomi dell’autismo sono rilevabili entro il secondo/terzo anno di età e si manifestano con gravi alterazioni nelle aree della comunicazione verbale e non verbale, dell’interazione sociale e dell’immaginazione o repertorio di interessi

Normalmente i sintomi dell’autismo sono rilevabili entro il secondo/terzo anno di età e si manifestano con gravi alterazioni nelle aree della comunicazione verbale e non verbale, dell’interazione sociale e dell’immaginazione o repertorio di interessi. Le persone con autismo presentano spesso problemi comportamentali che nei casi più gravi possono esplicitarsi in atti ripetitivi (stereotipie, autolesionismo ecc.), anomali, auto o etero-aggressivi. L’autismo si trova a volte associato ad altri disturbi che alterano in qualche modo la normale funzionalità del Sistema Nervoso Centrale: epilessia, sclerosi tuberosa, sindrome di Rett, sindrome di Down, sindrome di Landau-Klefner, fenilchetonuria, sindrome dell’X fragile, rosolia congenita. L’incidenza varia da 2 a 20 persone su 10.000, a seconda dei criteri diagnostici impiegati e colpisce i maschi 4 volte di più che le femmine in tutte le popolazioni del mondo di ogni razza o ambiente sociale. L’autismo fu descritto come quadro clinico per la prima volta nel 1943 da Leo Kanner. Grafico che mostra incremento della diagnosi di autismo negli Stati Uniti. I sintomi [modifica] I sintomi riguardano le tre aree della personalità viste più sopra (comunicazione verbale e non verbale, interazione sociale e immaginazione o repertorio di interessi). Comunicazione verbale e non verbale [modifica] La persona utilizza il linguaggio in modo bizzarro o appare del tutto muta; spesso ripete parole, suoni o frasi che sente pronunciare (ecolalia). Anche se le capacità imitative sono integre, queste persone spesso hanno notevoli difficoltà ad impiegare i nuovi apprendimenti in modo costruttivo in situazioni diverse. Spesso è presente ritardo mentale. Interazione sociale [modifica] Apparente carenza di interesse e di reciprocità con gli altri; tendenza all’isolamento e alla chiusura; apparente indifferenza emotiva agli stimoli o ipereccitabilità agli stessi; difficoltà ad instaurare un contatto visivo (es. guardare negli occhi le persone), ad iniziare una conversazione o a rispettarne i turni, difficoltà a rispondere alle domande e a partecipare alla vita o ai giochi di gruppo. Non è infrequente che bambini affetti da autismo siano inizialmente diagnosticati come sordi, perché non mostrano alcuna reazione, come se non avessero udito appunto, quando sono chiamati per nome. Immaginazione o repertorio di interessi [modifica] Di solito un limitato repertorio di comportamenti viene ripetuto in modo ossessivo; si possono osservare sequenze di movimenti stereotipati (per es. torcersi o mordersi le mani, sventolarle in aria, dondolarsi, ecc.) detti appunto stereotipie. Queste persone possono manifestare eccessivo interesse per oggetti o parti di essi, in particolare se hanno forme tondeggianti o possono ruotare (biglie, trottole, eliche, ecc.). Talvolta la persona affetta da autismo tende ad astrarsi dalla realtà per isolarsi in un mondo virtuale, in cui si sente vivere a tutti gli effetti (dialogando talora con personaggi inventati). Pur mantenendo in molti casi la consapevolezza del proprio fantasticare, è con fatica e solo con delle sollecitazioni esterne (suoni improvvisi, appello di altre persone) che riesce ad essere in varia misura partecipe nella vita di gruppo. Importanza dell’ordine [modifica] Si riscontra una marcata resistenza al cambiamento che per alcuni può assumere le caratteristiche di un vero e proprio terrore fobico. Questo può accadere se viene allontanato dal proprio ambiente (camera, studio, giardino ecc) o se nell’ambiente in cui vive si cambia inavvertitamente la collocazione di oggetti, del mobilio o comunque l’aspetto della stanza. Lo stesso può verificarsi se si lasciano in disordine oggetti (sedie spostate, finestre aperte, giornali in disordine): la reazione spontanea della persona autistica sarà quella di riportare immediatamente le cose al loro ordine, e se impossibilitato a farlo manifestare comunque inquietudine. La persona può allora esplodere in crisi di pianto o di riso, o anche diventare autolesionista e aggressiva verso gli altri o verso gli oggetti. Altri soggetti, al contrario, mostrano un’eccessiva passività e un’ipotonia che sembra renderli impermeabili a qualsiasi stimolo. Vari aspetti dell’autismo [modifica] La gravità e la sintomatologia dell’autismo variano molto da individuo a individuo e tendono nella maggior parte dei casi a migliorare con l’età, in particolare se il ritardo mentale è lieve o assente, se è presente il linguaggio verbale, se un trattamento valido viene intrapreso in età precoce. L’autismo può essere associato ad altri disturbi, ma è bene dire che spesso maschera l’intelligenza di una persona, e che esistono gradi di autismo differenti tra loro. Alcune persone autistiche possiedono per esempio una straordinaria capacità di calcolo matematico, sensibilità musicale o altri talenti in misura del tutto fuori dell’ordinario, come realizzare ritratti o paesaggi molto fedeli su tela senza possedere nozioni di disegno o pittura. Possibili cause [modifica] Non è stata individuata una causa specifica per l’autismo, anche se molti e diversi sono i fattori osservati che possono contribuire allo sviluppo della sindrome. Poiché nel 60% dei casi gemelli omozigoti (che hanno lo stesso patrimonio genetico) risultano entrambi affetti, con tutta probabilità una componente genetica esiste, anche se non è il solo fattore scatenante: in questo caso la percentuale di concordanza dovrebbe essere non del 60% ma del 100%. Gli studi di genetica si stanno attualmente concentrando su alcune regioni dei cromosomi 7 e 15. Come fattori implicati sono stati riscontrate anche anomalie strutturali cerebrali (cervelletto, amigdala, ippocampo, setto e corpi mammillari), anomalie a livello di molecole che hanno un ruolo nella trasmissione degli impulsi nervosi nel cervello (serotonina, beta-endorfine). Come precedentemente visto, l’autismo può inoltre presentarsi insieme ad altre sindromi già note: sindrome dell’X-fragile, sclerosi tuberosa, fenilchetonuria (non trattata) e rosolia congenita. Altre ipotesi sulle cause dell’autismo non completamente confermate scientificamente [modifica] Autismo e vaccinazione trivalente [modifica] Tra le possibili cause dell’autismo viene, talvolta, anche segnalato il vaccino trivalente (contro morbillo, parotite e rosolia) ma tale ipotesi ha subito una forte smentita ad opera d’uno studio giapponese (Honda et al. 2005) nel quale si è evidenziato che, nonostante la sospensione completa di tale vaccinazione nel 1993, l’incidenza della patologia è continuata ad aumentare. Ipotesi che fanno riferimento ad intossicazione da metalli pesanti [modifica] Questa sezione è ritenuta non neutrale: per contribuire, partecipa alla discussione. Motivo: Non sono indicate le fonti oppure sono citate senza indicare dove sono pubblicate. Non riesco a trovare fonti attendibili né nella letteratura scientifica nè nelle wikipedie in altre lingue Vedi anche: Progetto medicina Portale medicina Segnalazione di Pop Op 17:54, 2 giu 2007 (CEST) Evidenza di tossicità da metalli pesanti Da uno studio dal titolo: Evidenza di tossicità, stress ossidativo e insulto neuronale nell’autismo, effettuato dall’Universita di Psichiatria Texas Southwestern Medical Center at Dallas e pubblicato dallla rivista "Toxico Enviroment Health num. nov/dic 2006, e tradotte per l’Italia dal gruppo di traduzione di GCA AREA ONLUS sono state finalmente rese note in modo ufficiale i dati in cui si dichiara la stretta correlazione tra avvelenamento da metalli pesanti e autismo. Esempi di metalli pesanti sono piombo (Pb), mercurio (Hg), cadmio (Cd), cobalto (Co), rame (Cu) e nickel (Ni) (Lopez-Artiguez and Repetto, 1993). I metalli sono contaminanti naturali presenti ovunque nell’ambiente, sebbene l’industria moderna li abbia ulteriormente aumentati. Un report del Centers for Disease Control, per esempio, pubblicato nel 1991 riporta che 4 milioni di bambini in età prescolare negli Stati Uniti abbia livelli rialzati di piombo (CDC, 1991). Relazioni aneddotiche a diversi studi indicano che molti bambini con autismo hanno livelli anormali/tossici di metalli pesanti (Holmes et al., 2003; Lonsdale, 2002; Filipek et al., 1999; Eppright et al., 1996; Accardo et al., 1988; Wecker et al., 1985; Shearer et al., 1982). Per esempio, Filipek et al. (1999) trovarono che il 44% dei bambini autistici e psicotici hanno concentrazioni di piombo nel sangue maggiori che due deviazioni standard più alte della media. Sia Wecker et al. (1985) che Shearer et al. (1982) trovarono bassi livelli di cadmio nei capelli di bambini con autismo/ASD. Lonsdale (2002) scoprì che i bambini con autismo avevano una maggiore concentrazione di arsenico nelle loro urine rispetto al gruppo di controllo sano. In genere vengono riportati anormali livelli di mercurio, piombo, bismuto, cadmio e arsenico (Lonsdale, 2002; Filipek et al., 1999; Eppright et al., 1996; Holmes et al., 2003; Fido and Al-Saad, 2005; Wecker et al., 1985; Shearer et al., 1982). Vengono trovati alti in particolare i metalli sulfidril-reattivi (mercurio, cadmio, piombo e arsenico sono sulfidril-reattivi) (Lonsdale, 2002; Quig, 1998). Due studi di capitale importanza, Holmes et al. (2003) e Bradstreet et al. (2003), hanno influenzato le nostre conoscenze sui metalli tossici nell’autismo. Lo studio condotto da Holmes et al. (2003) su 94 bambini con autismo che erano per sesso ed età accoppiati a 45 di controllo, trovò che i capelli di primo taglio (le prime ciocche tagliate ai neonati) avevano livelli di mercurio che erano statisticamente di gran lunga inferiori a quelli del gruppo di controllo. I bambini con autismo che erano più gravi avevano i livelli più bassi e i bambini che erano meno gravi avevano livelli più alti. Lo studio ci fornì inoltre informazioni sui livelli di esposizione al Mercurio ( basati sul consumo di pesce, esposizione al mercurio attraverso i vaccini e alle amalgame delle madri).I bambini con autismo avevano maggiori livelli di esposizione rispetto al controllo. Questo studio suggerì che i bambini con autismo non erano in grado di eliminare il Mercurio che invece si accumulava dentro di loro. Bradstreet et al. (2003) stabilì che quando bambini con ASD e bambini di controllo venivano trattati con dosi multiple di 2, 3-dimercaptosuccinic acid (DMSA) (un agente chelante approvato dalla FDA ), i bambini con ASD espellevano 5 volte più mercurio rispetto a quelli di controllo. L’evidenza degli studi di Holmes et al. (2003) e di Bradstreet et al. (2003) suggerisce che i bambini con autismo possono essere scarsi detossificatori relativamente ai bambini che si sviluppano normalmente. Un recente studio completato da Palmer et al. (2006) ha stabilito che , in Texas, per ogni 1000 pound di mercurio rilasciato nell’ambiente, c’era un incremento del 61% nell’incidenza dell’ autismo. Questo studio fu uno dei primi a mostrare una correlazione tra mercurio rilasciato nell’ambiente e incidenza di autismo. importante notare che il mercurio inalato è assorbito quasi completamente dai polmoni e attraversa sia la placenta che la barriera ematoencefalica (Berlin et al., 1969; Yokel et al., 2006). Ulteriore evidenza di una tossicità ai metalli pesanti viene dall’ Autism Research Institute. L’ Autism Research Institute ha raccolto dati da più di 22.300 genitori di bambini con autismo sugli effetti comportamentali degli interventi biomedici. I sondaggi riguardano un elenco di 45 farmaci , 23 supplementi non-farmaci o trattamenti biomedici e 9 diete speciali. stato chiesto ai genitori di classificare i trattamenti su una scala di 6 punti. Di queste 77 scelte, i genitori hanno classificato come il più alto il trattamento di chelazione (o di rimozione dei metalli pesanti) Il 76% dei genitori ha detto che il proprio bambini "è stato meglio" con questo trattamento. Il secondo trattamento è stato la dieta senza glutine e caseina al 65% (ARI, 2006). Evidenza di mancanza di glutathione e stress ossidativo nei bambini con autismo Cinque recenti studi hanno mostrato che lo stress ossidativo e/o la perossidazione lipidica sono maggiori nell’autismo (Yorbik et al., 2002; Chauhan et al., 2004; Zoroglu et al., 2004, James et al., 2004; Sogut et al., 2003). Sogut et al (2003) e Zoroglu et al. (2004), hanno trovato un maggiore stress ossidativo e antiossidanti enzimatici in bambini con autismo paragonati ad un gruppo di controllo normale, uguale per sesso ed età. Sogut et al (2003) hanno trovato che i bambini con autismo hanno livelli maggiori nelle cellule rosse del sangue di ossido nitrico e di glutathione perossidase. Zoroglu et al. (2004) hanno trovato aumentato ossido nitrico nelle cellule rosse del sangue e aumentato livello di sostanze thiobarbituriche acido-reattive. Chauhan et al. (2004) hanno trovato che la perossidazione lipidica era aumentata e le proteine antiossidanti diminuite nei bambini con autismo. Inoltre, e ancora più importante, c’era una correlazione tra la diminuzione delle proteine antiossidanti e la perdita di capacità precedentemente acquisite. Specificatamente, i livelli di proteine antiossidanti (siero ceruloplasmina e trasferrina) erano ridotte ancora maggiormente nei bambini che avevano perso abilità precedentemente acquisite. I bambini con autismo che non erano regrediti e i bambini del gruppo di controllo avevano invece livelli simili. Queste scoperte implicano un possibile ruolo dello stress ossidativo nello sviluppo dei sintomi clinici dell’autismo regressivo. James et al. (2004) trovarono più bassi livelli di glutathione plasmatico e più alta concentrazione di glutathione ossidata nei bambini con autismo rispetto al gruppo di controllo. Il pià basso rapporto di ossidoriduzione di glutathione ridotta rispetto a glutathione ossidata indica un incremento dello stress ossidativo. Anche James et al. (2004) trovarono che i livelli di cisteina plasmatica erano più bassi nei bambini con autismo e, come detto prima, la cisteina è il precursore della glutathione. Nello studio di James et al. (2004), 19 dei 20 bambini avevano perduto capacità precedentemente acquisite. James et al.(2004) affermarono che l’aumentata suscettibilità dello stress ossidativo (ambientale, intracellulare o entrambi) e la danneggiata capacità di metilazione possono avere un ruolo nello sviluppo dei sintomi clinici dell’autismo regressivo Altra evidenza per una mancanza di glutathione è nella patologia vista nell’autismo. Bassi livelli di glutathione possono essere alla base di molte delle anormalità sistematiche associate con l’autismo. Nell’autismo c’è evidenza per: 1) stress ossidativo e perossidazione lipidica 2) tossicità, come ai composti fenolici (Edelson and Cantor, 1998) e ai metalli tossici (Lonsdale, 2002; Filipek et al., 1999; Eppright et al.,1996; Holmes et al., 2003); 3) difunzioni immunitarie, come risposte immunitarie danneggiate o alterate e disregolazione delle citochine immunitarie infiammatorie (Cohly and Panja, 2005; Warren et al., 1990, 1992,1995) 4) danneggiata integrità gastrointestinale, come patologie epiteliali e aumentata permeabilità intestinale (D’Eufemia et al., 1996; Wakefield et al., 1998, 2000; Furlano et al., 2001; Horvath et al.1999). Il glutathione è importante in ognuno di questi processi patologici. Altre ipotesi [modifica] Sono state ipotizzate moltissime altre cause che potrebbero determinare forme di autismo in un individuo. Nella maggior parte dei casi queste ipotesi non hanno ancora trovato conferma scientifica, e sono accettate solo da una piccola minoranza di studiosi. - Insulto ambientale: vale come concausa, che, gli insulti ambietali e/o farmacologici scatenino l’autismo, il quale presenta sintomi del tutto sovrapponibili all’avvelenamento da mercurio o da altri metalli pesanti, tossici. - Predisposizione genetica: vale come concausa il fatto che alcuni soggetti sani abbiano, forse, una forma di debole predisposizione verso una assente/debole risposta agli insulti ambientali e/o farmacologici. - Precocità di trattamenti farmacologici: è riscontrato che nei neonati, il sistema immunitario è ancora in via di formazione e quindi non efficiente e/o vulnerabile. L’introduzione di farmaci per debellare o scongiurare malattie infettive, si rivela devastante per il sistema immunitario, metabolico e neurologico. - Secondo alcuni non sono più accreditate le teorie che postulavano un’alterazione del rapporto madre-bambino come causa di innesco della patologia autistica, tantomeno una origine psicologica di essa. - L’autismo è una delle molte malattie che vengono correlate da alcuni studiosi ad un intossicazione da mercurio. Secondo essi, visibili miglioramenti si riscontrano in autistici sottoposti a chelazione e correzione degli errori metabolici e delle disorganizzazioni neurologiche. - Shock psicologici di forte impatto ricevuti in infanzia, nei primi otto/dieci mesi di vita, talmente forti da far chiudere la personalità dell’individuo in una specie di campana di vetro, come se cercasse di essere invisibile e quindi non attaccabile da un eventuale ritorno dell’episodio o di un episodio simile. La persona coinvolta deve essere un parente stratto, qualcuno che l’individuo autistico ha continuato a vedere nel suo ambiante, in questo modo, questo "qualcuno", ha causato di tenere ben vivo il ricordo dell’episodio traumatizzante nella sua mente. Col tempo la paura ha preso il sopravvento, si è trasformata in terrore e/o terrore nascosto, di tutto e di tutti. Anche interventi chirurgici, anestesie, cure mediche di una certa serietà possono essere equiparate a shock. Il genitore che lo assiste diventa, inconsapevolmente, colui che in seguito farà rimanere vivo il ricordo! - Trattamenti: vitamine, minerali, fermenti lattici, tranquillità, pochi cambiamenti e fatti per gradi, piccole vittorie, musica, altri bambini. termine sezione non neutrale Trattamenti [modifica] Data l’alta variabilità individuale, non esiste un intervento specifico valido per tutti allo stesso modo. Inoltre raramente è possibile ottenere la remissione totale dei sintomi. Per questo sono molti e diversi i trattamenti rivolti all’autismo. Gli unici però supportati da studi scientifici sulla loro validità sono gli interventi di tipo comportamentale e quelli di tipo farmacologico. L’impiego dei farmaci (non esenti però da alta pericolosità e controindicazioni serie e severe) è volto alla riduzione o all’estinzione di alcuni comportamenti problematici o di disturbi associati come l’epilessia ed i deficit di attenzione, col fine di evitare ulteriori aggravamenti o per migliorare la qualità della vita. Nota storica sui rapporti fra autismo e psicoanalisi [modifica] Questa voce non indica fonti e riferimenti necessari per verificare l’attendibilità dei contenuti. Partecipa alla discussione e inserisci le citazioni appropriate. Se solo alcune circoscritte affermazioni necessitano di fonti, usa il template ((citazione necessaria)) (uso). Fra i primi ad individuare la sindrome autistica, che prima veniva confusa nell’ambito del ritardo mentale o comunque delle demenze precoci e precocissime o addirittura dell’amenza, furono degli psicoanalisti. Prima di Leo Kanner, Melanie Klein descrive negli anni trenta del XX secolo un caso che lei chiama di psicosi infantile e che oggi verrebbe diagnosticato come autistico (tralasciamo il caso del Ragazzo selvaggio dell’Aveyron, descritto da un pedagogista francese nell’800 e oggetto di un film di Truffault). Dopo di lei e dopo Kanner, che dette il nome alla sindrome negli anni quaranta, psicoanalisti come Margaret Mahler e altri (fra cui Bruno Bettelheim) in America, inoltre Frances Tustin, Donald Meltzer e altri in Inghilterra si occuparono di questi bambini negli anni ”60-’80. (Vedi anche stati mentali). Con il loro stimolo un crescente interesse veniva rivolto alle particolari anomalie di comportamento, comunicazione e sviluppo in generale dei bambini e delle persone con autismo favorendo un aumento di conoscenze e di interesse nel campo della psicologia dello sviluppo e nella psichiatria dell’infanzia. Dagli anni ottanta trovarono grande sviluppo le ricerche sull’attaccamento, l’infant research sulle interazioni precoci, le ricerche cognitiviste sulla mente e le indagini mediche epidemiologiche, genetiche, neuropsicologiche che hanno preso grande campo attualmente. La psicoanalisi è stata accusata di colpevolizzare i genitori, e in particolare le madri, attribuendo la causa della sindrome ad un disturbo dei rapporti primari con le figure genitoriali, ed è stata soggetta ad una forma di ostracismo, prima in America e poi anche in Europa. Questo anche nell’ambito di una progressiva maggiore diffusione di teorie biologiche nell’etiopatogenesi dei disturbi mentali rispetto alle teorie psicogene e ambientali che avevano dominato il campo in precedenza. All’accusa e all’ostracismo contribuì anche la questione Bettelheim, che fu oggetto negli USA di una campagna denigratoria feroce, con accuse di violenza e pedofilia che non sembrano essere state provate ma che tuttora influenzano l’opinione dominante in quel paese in questo campo. In realtà la questione psicoanalisi e autismo sembra diventato quasi un tabù o un sacrilegio. Una quantità di ricerche, almeno da Bowlby in poi, ha mostrato come l’ambiente familiare influenzi grandemente lo sviluppo e le caratteristiche dei figli, malati e non, e come le dinamiche familiari e le relazioni genitori figli possano essere soggette a distorsioni e fonte di malesseri e gravi disagi (cfr terapia familiare). Nel caso dell’autismo viene oggi vissuta in modo estremamente conflittuale l’osservazione del funzionamento delle dinamiche familiari, coll’effetto talvolta di impedire interventi potenzialmente utili, se non indispensabili. La diagnosi di autismo sembra allora eliminare d’ufficio ogni coinvolgimento dei genitori, a differenza di quanto accade nel rimanente campo dei disturbi mentali e dell’handicap. In effetti in tutti i paesi, sia in USA[citazione necessaria] che in Gran Bretagna[citazione necessaria] che in Italia ecc. gli psicoanalisti sono tuttora coinvolti nell’intervento nelle situazioni di autismo: non tanto e non solo per intervento diretto col bambino, ma anche nell’aiuto alla famiglia a diminuire possibili aspetti disfunzionanti, nel lavoro in collaborazione con educatori, riabilitatori, insegnanti per accompagnare bambino e famiglia nello sviluppo possibile, in una situazione che resta tuttora poco conosciuta in tanti aspetti. Altri trattamenti che non hanno ancora ricevuto conferma scientifica di validità [modifica] Questa sezione è ritenuta non neutrale: per contribuire, partecipa alla discussione. Motivo: A parte il manuale DAN, non sono indicate le fonti. Non è citata l’opinione scientifica genealmente condivisa sul DAN. Non riesco a trovare fonti attendibili né nella letteratura scientifica nè nelle wikipedie in altre lingue Vedi anche: Progetto medicina Portale medicina Segnalazione di Pop Op 17:54, 2 giu 2007 (CEST) Siccome alcuni ritengono che i soggetti autistici presentino tutti una altissima percentuale di metalli pesanti nel proprio corpo, sostengono come terapia i seguenti protocolli di cura biomedici: 1) ABA 2) TEACCH 3) Cura di ogni alterazione biologica e metabolica 4) Riorganizzazione delle eventuali disorganizzazioni neurologiche 5) Dieta senza glutine, caseina, zuccheri, lieviti 6) Qualsiasi altra terapia specifica sul singolo problema, che si renda necessaria. Autismo e DAN! [modifica] Il movimento DAN! (Defeat Autism Now!) nasce nel 1995 ad opera del Dr. Bernard Rimland - fondatore dell’ASA (Autism Society of America) e dell’ARI (Autism Research Institute) di San Diego - e dei dottori Sidney Baker e Jon Pangborn. L’ARI, fondato nel 1967, ha come scopo centrale la ricerca di nuove prospettive terapeutiche all’interno della medicina ufficiale, un punto di vista nuovo di trattare l’autismo non più osservato nei suoi sintomi, ma nelle sue cause scatenanti. L’ARI sostiene la tesi che l’autismo non è una malattia di origine neurologica, ma piuttosto uno scompenso biochimico causato, con molta probabilità, da una fragilità genetica che rende alcuni bambini poco adatti all’eliminazione di agenti chimici e di metalli pesanti, introdotti nei loro corpi attraverso vaccini, farmaci, amalgame dentarie, agenti fortemente inquinanti presenti nell’ambiente, e ancor più pesantemente, l’interazione di alcuni di questi fattori. Queste cause conducono ad uno scompenso biochimico, che a sua volta diviene causa di scompenso neurologico, a sua volta causa della perdita delle abilità. Il Dr. Bernard Rimland sostiene che curare e ripristinare la biochimica del corpo, attraverso la biomedicina, porta al recupero fisico dell’individuo colpito, che a questo punto, si trova nella condizione ottimale per un recupero anche dei deficit mentali e relazionali. I promotori di questo trattamento parlano di risultati positivi di piccoli pazienti, ognuno con il suo personale iter di cura secondo rigorose prassi mediche, a seconda dello specifico grado di danneggiamento, ma non ci sono evidenze e pubblicazioni scientifiche che confermerebbero questi risultati. Al fine di divulgare queste informazioni scientifiche alle famiglie di bambini appartenenti allo spettro autistico, l’Istituto Ricerca sull’Autismo (ARI) convoca la prima conferenza intercontinentale DAN! nel gennaio del 1995 a Dallas. Erano presenti circa 30 relatori, tra medici e scienziati, con specializzazioni nel campo della ricerca e del trattamento della sindrome autistica. Vi erano rappresentate aree di ricerca nell’ambito della biochimica, della psichiatria, della neurologia, dell’immunologia, dell’allergologia, la ricerca genetica e la gastroenterologia. Da quella prima conferenza DAN! ebbe origine, multidisciplinariamente, la pubblicazione del primo documento ufficiale, con le linee guida, le esperienze pratiche e i protocolli in materia della cura delle pluridisfunzioni presenti nei soggetti che rientravano nello spettro autistico. Questo primo documento, rappresenta il punto di partenza per ogni successivo affinamento dei protocolli di cura, da parte di quei medici e specialisti intenzionati a portare il loro contributo di affinamento. Il documento, ”Manuale Clinico DAN!” pubblicato in prima edizione nel 1996, ha conosciuto gli aggiornamenti del 1997, 1999, 2001, 2002, rappresenta, evolutivamente, una specifica comune per l’approccio medico al trattamento delle pluridisfunzioni dei soggetti che rientrano nello spettro autistico. Le conferenze biennali hanno lo scopo di aggiornare tutta la classe medica interessata, ai più recenti affinamenti di diagnosi e cura. termine sezione non neutrale Criteri diagnostici del disturbo autistico [modifica] "Disturbo autistico" è il termine tecnico con cui ci si riferisce all’autismo nel DSM IV ("Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders- Fourth Edition", manuale diagnostico dei disturbi psichiatrici dell’American Psychiatric Association). Il disturbo fa parte di una categoria più generale, i Disordini generalizzati dello sviluppo (o Disordini pervasivi dello sviluppo) e viene diagnosticato in base alla presenza di un certo numero di indicatori comportamentali presenti in ognuna delle aree dello sviluppo viste in precedenza. I criteri diagnostici sono organizzati nel seguente schema: A) Un totale di sei (o più) voci da 1), 2), e 3), con almeno due da 1), e uno ciascuno da 2) e 3): compromissione qualitativa dell’interazione sociale, manifestata con almeno 2 dei seguenti: marcata compromissione nell’uso di svariati comportamenti non verbali, come lo sguardo diretto, l’espressione mimica, le posture corporee, e i gesti che regolano l’interazione sociale in soggetti con linguaggio adeguato, marcata compromissione della capacità di iniziare o sostenere una conversazione con altri uso di linguaggio stereotipato e ripetitivo o linguaggio eccentrico mancanza di giochi di simulazione vari e spontanei, o di giochi di imitazione sociale adeguati al livello di sviluppo; compromissione qualitativa della comunicazione come manifestato da almeno 1 dei seguenti: ritardo o totale mancanza dello sviluppo del linguaggio parlato (non accompagnato da un tentativo di compenso attraverso modalità alternative di comunicazione come gesti o mimica) in soggetti con linguaggio adeguato, marcata compromissione della capacità di iniziare o sostenere una conversazione con altri uso di linguaggio stereotipato e ripetitivo o linguaggio eccentrico mancanza di giochi di simulazione vari e spontanei, o di giochi di imitazione sociale adeguati al livello di sviluppo; modalità di comportamento, interessi e attività ristretti, ripetitivi e stereotipati, come manifestato da almeno 1 dei seguenti: dedizione assorbente ad uno o più tipi di interessi ristretti e stereotipati anomali o per intensità o per focalizzazione sottomissione del tutto rigida ad inutili abitudini o rituali specifici manierismi motori stereotipati e ripetitivi (battere o torcere le mani o il capo, o complessi movimenti di tutto il corpo) persistente ed eccessivo interesse per parti di oggetti; B) Ritardi o funzionamento anomalo in almeno una delle seguenti aree, con esordio prima dei 3 anni di età: interazione sociale linguaggio usato nella comunicazione sociale gioco simbolico o di immaginazione; C) L’anomalia non è meglio attribuibile al Disturbo di Rett o al Disturbo disintegrativo dell’infanzia Voci correlate [modifica] Sindrome di Asperger Organizzazione Neurologica Riflessi neonatali Riflesso di Moro Thimerosal Stato mentale Collegamenti esterni [modifica] Associazione nazionale genitori soggetti autistici Autismo italia onlus Associazione Nazionale di Genitori di bambini autistici che seguono il Protocollo DAN! Portale fondato da Autistici ad Alto Funzionamento (Asperger) che seguono il Protocollo di cura biomedico Autismi.it - Portale per le sindromi autistiche che segue il Protocollo biomedico/Organizzazione neurologica Autismoparliamone.org Portale di informazione libera sull’autismo e patologie correlate Un Caso di Autismo - Profilo pedagogico-educativo di un caso di autismo; indagini, scelte, verifiche e proposte per un possibile recupero. (EN) Lista degli argomenti inerenti l’autismo (su en.wiki) Autismo e vaccini [modifica] (EN) MMR vaccine and the autism epidemic (EN) No effect of MMR withdrawal on the incidence of autism: a total population study