Corriere della Sera, 28/6/2007, 28 giugno 2007
MILANO
L’assemblea di Mediobanca ieri ha detto sì al modello di governance dualistico, ha nominato il consiglio di sorveglianza (che esprime i soci) ed eletto presidente Cesare Geronzi. Ma la svolta è resa più completa dall’ingresso di due rappresentanti le liste di minoranza, il docente di diritto commerciale Francesco Denozza per il fondo americano Amber e l’immobiliarista Luigi Zunino: è la prima volta per una banca, ed è significativo che ciò abbia avuto luogo nell’istituto considerato per decenni il tempio del capitalismo italiano. Tanto più che Piazzetta Cuccia ha adottato questo metodo di voto in anticipo rispetto alle prescrizioni normative e regolamentari.
Geronzi ha parlato al termine, durante i pochi passi che separano il palazzo che ospita la sala delle assemblee e l’istituto. «Sarà una nuova Mediobanca, nella scia della tradizione». Il presidente ha «il compito fondamentale di essere garante degli equilibri fra i soci». Infine ha definito il passaggio dalla governance tradizionale al dualistico «un cambiamento molto efficace: è un’organizzazione adatta ai tempi. Siamo pronti per le nuove sfide, crescita stabilità e amicizia con tutti». Un messaggio ecumenico in attesa della prima riunione del consiglio di sorveglianza, che lunedì deciderà sul board di gestione, quello dei manager. Il banchiere è quindi entrato in Mediobanca dove si è incontrato con i vertici e con Piergaetano Marchetti, il presidente del patto che ora lascia le consegne allo stesso Geronzi.
La sola incognita ieri era rappresentata dall’esito delle votazioni per le due liste di minoranza, che hanno presentato due candidati a testa. Per fare il pieno una avrebbe dovuto raccogliere più del doppio dei voti dell’altra. Ma così non è stato. Amber, che si è presentato con il 2,9% del capitale ha ottenuto circa il 6,1% dei voti aggiudicandosi il consenso da parte di investitori istituzionali che gli ha consentito di raddoppiare il proprio peso. Il capolista Denozza, esperto di Antitrust e governance, è ben conosciuto dai fondi anche esteri, visto che per cinque anni è stato consigliere indipendente in Telecom. Per Amber avrebbero votato anche i fondi Eurizon e Fideuram, mentre un’altra parte dei gestori Intesa Sanpaolo avrebbe optato per Zunino o per l’astensione.
Zunino, che ha 3,8% di Piazzetta Cuccia, ha raccolto poco meno del 6%, sembra con voti provenienti soprattutto da azionisti francesi, visto che Oltralpe il gruppo ha relazioni e affari consolidati. In particolare si parla dell’1,8% della Oddo et cie, banca d’affari privata che ha fra gli azionisti Agf, compagnia di Allianz e socio di Vincent Bolloré, che in passato pare abbia avuto in deposito azioni Mediobanca provenienti da Axa. Facendo i conti sul capitale presente in assemblea, pari a circa il 66%, di cui più o meno il 53% vincolato dal patto di sindacato, le liste di minoranza hanno raccolto circa il 10% a testa. Un risultato che, nonostante l’effetto novità del voto non abbia portato in assemblea un’affluenza diversa rispetto al passato, è tutt’altro che trascurabile.
Per il resto la giornata della svolta non ha avuto altri spunti di cronaca se non uno insolito: fuori da Mediobanca c’era a protestare contro Geronzi Piero Ricca. Ricordate? Il 5 maggio 2003 ha dato del «buffone» all’allora premier Silvio Berlusconi. Processato per «ingiurie », è stato assolto. Diversi passanti hanno raccolto incuriositi i suoi volantini. La piccola manifestazione si è chiusa poco prima terminasse l’assemblea. Banchiere e contestatore non si sono incontrati