Andrea Greco, la Repubblica 28/6/2007, 28 giugno 2007
ANDREA GRECO. MILANO
L´Italia dei ricchi va benino, ma cresce più a rilento dell´Europa, e molto più adagio del resto del mondo: sempre di più è l´Asia la nuova fucina di milionari. Il traino sono gli aumenti del Pil nazionale e l´andamento dei mercati azionari, anche se, dopo qualche anno di rialzi borsistici diffusi, torna a rafforzarsi l´investimento nel vecchio caro mattone. L´11° rapporto annuale sulla ricchezza, redatto da Merrill Lynch e Capgemini, conferma le tendenze geografiche degli ultimi anni. Nel mondo, 9,5 milioni di persone hanno in tasca almeno un milione di dollari (circa 750mila euro) di patrimonio finanziario. E per la prima volta dal ´99 la loro ricchezza cresce a due cifre: +11,4%, pari a 37.200 miliardi di dollari. Positiva ma non eccellente la posizione dell´Italia, dove i Paperoni a tutto il 2006 sono 205.800, il 3,8% più dell´anno prima. Merito della ripresa dell´economia interna (+1,7% il prodotto interno lordo), che l´analisi della banca e del gruppo di servizi lega ai consumi privati e alla bassa inflazione derivante dal calo dei prezzi petroliferi.
Non è l´Italia, però, il Paradiso degli abbienti. E neppure l´Europa. I paesi in cui i milionari crescono di più rispetto all´anno prima sono Singapore (+21,2%), India (20,5%), Indonesia (16%) e Russia (15,5%). Seguono, con incrementi tra il 15 e il 12%, Emirati Arabi, Corea del Sud, Sudafrica, Israele, Repubblica Ceca, Hong Kong. Poco sopra il 10% il tasso di crescita dell´America Latina, e poco sotto il 10% quello degli Stati Uniti, che tuttavia restano saldamente al vertice per numero complessivo di Paperoni: quasi 3 milioni, un terzo del totale. Altri 2,9 milioni sono europei, 2,6 milioni in Asia (oltre metà in Giappone), 0,4 milioni Sud America, 0,3 milioni Medio Oriente. E solo 100mila in Africa.
Sugli investimenti del ristretto campione, si registra un´inversione di tendenza, in senso tradizionale: meno finanza, più immobili. I volumi delle operazioni immobiliari hanno raggiunto i 682 miliardi di dollari, +38% rispetto al 2005. Molto positivi i fondi di investimento immobiliare, che si configurano come forma preferita di investimento. Si riducono, invece, gli investimenti alternativi come gli hedge fund. E c´è per la prima volta un dato sulle attività filantropiche: i ricchi nel 2006 hanno destinato 285 miliardi di dollari alle buone cause.
«Il fenomeno della globalizzazione nella creazione di ricchezza – ha commentato Mauro Masciarelli, di Capgemini – ha mostrato un´accelerazione: se il 2005 si era distinto per un flusso di investimenti destinati ai fondi internazionali da parte dei ricchi, il 2006 segna una nuova fase in cui le economie emergenti si sono messe in evidenza con investimenti esteri diretti, forte domanda interna e la realizzazione di solidi profitti».
Per chi proprio intende schiaffeggiare la miseria, lo studio censisce anche gli ultra ricchi, padroni di risorse finanziarie sopra i 30 milioni di dollari. Nel mondo sono 95mila, l´11,3% più del 2005. E in Italia? «Non ci sono dati ufficiali – risponde Massimo Fortuzzi, responsabile private banking di Merrill Lynch Italia – ma dovrebbero essere almeno 2.000, l´1% di chi possiede oltre un milione». Oltre che delle cercatrici (o cercatori) di dote, essi sono molto ambiti dalle banche, che nel settore grandi patrimoni continuano guadagnare con tassi a due cifre.