Vittorio Zincone, Magazine 28/6/2007, 28 giugno 2007
Un aneddoto raccontato da Sergio Cofferati, sindaco di Bologna ed ex militante del Movimento studentesco, per spiegare il mito degli operai tra i contestatori degli anni Settanta: «Un giorno una compagna intervenne nell’aula magna della Statale per riferire l’attività del suo gruppo: ”Compagni, ieri alla Comasìna
Un aneddoto raccontato da Sergio Cofferati, sindaco di Bologna ed ex militante del Movimento studentesco, per spiegare il mito degli operai tra i contestatori degli anni Settanta: «Un giorno una compagna intervenne nell’aula magna della Statale per riferire l’attività del suo gruppo: ”Compagni, ieri alla Comasìna... il popolo della Comasìna... le strade della Comasìna”. Alla quarta volta che diceva Comasìna con l’accento sulla i, Capanna la interruppe: ”Compagna, stai sbagliando l’accento. Si dice Comàsina”. E la ragazza, seccata: ”Compagno Mario, sbagli tu: la classe operaia dice Comasìna”. Capanna si zittì».