Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  giugno 28 Giovedì calendario

ROMA – «Un compitino senz’anima, letto diligentemente, pieno di buone intenzioni, che la sinistra non è mai stata e non sarà mai in grado di realizzare »

ROMA – «Un compitino senz’anima, letto diligentemente, pieno di buone intenzioni, che la sinistra non è mai stata e non sarà mai in grado di realizzare ». Silvio Berlusconi ha seguito da casa, a Palazzo Grazioli, il discorso di Walter Veltroni. Non lo ha visto interamente, solo alcuni spezzoni, ma quanto basta per ricavarne un giudizio molto negativo: «Un libro dei sogni, il contrario di quello che avrebbe dovuto dire. "la sinistra che vorrei", ma di cui rimarrà ostaggio». Ieri per Berlusconi era una giornata in qualche modo speciale e non per il discorso del sindaco di Roma. La madre del Cavaliere era a Roma, per recarsi in Vaticano, e assistere all’udienza generale del mercoledì, svoltasi nella sala Paolo VI, e avere il privilegio di un breve incontro con il Papa, in una saletta riservata, lontano da occhi indiscreti, accompagnata dal figlio. Al ritorno dal Vaticano, all’ora di pranzo, Berlusconi si è fermato in alcuni negozi di corso Vittorio Emanuele. Ha espresso alcuni giudizi interlocutori su Veltroni, su «un dialogo possibile, perché no?, io non sono contro nessuno, voglio solo il bene del Paese, ma non credo che lui avrà la libertà e la possibilità di fare le cose che dice o che dirà». Un giudizio moderato che nel corso della giornata è rapidamente ripiombato in zona negativa, anche perché «Veltroni non è altro che la controfigura di Prodi e dunque non sono minimamente preoccupato. Non potrà mai governare con a fianco la sinistra massimalista e radicale, scomparirà presto. Ho letto che dirà di non voler vendere sogni, ma di voler dare risposte. Io gli do subito un consiglio: faccia fatti concreti, la politica si misura solo su questo». In serata la madre del Cavaliere era ancora accanto al figlio, nella Capitale. E il figlio era contento non solo perché in compagnia dell’adorata mamma Rosa, cosa che a Roma si verifica di rado, non solo perché «incontrare il Santo Padre è sempre un’emozione », ma anche perché apparentemente sollevato dall’aver ascoltato in tv, per bocca del candidato alla guida del futuro partito democratico, «una compilation di banalità, peraltro lunghissima ». Un bocciatura anche «tecnica » quella del Cavaliere. L’ex premier ha fatto un paragone fra l’uso del "gobbo" (il sistema di specchi con il quale si legge il testo su un vetro posto davanti al podio) da parte di Veltroni e da parte di Montezemolo, qualche giorno fa, nel discorso in Confindustria: «Montezemolo è stato più bravo, più naturale. Aveva anche lui il gobbo, ma non si vedeva. Mentre è chiaro che Veltroni leggeva. E in modo troppo veloce... ». Marco Galluzzo