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 2007  giugno 28 Giovedì calendario

Ghetto Fighetto. Vanity Fair 28 giugno 2007. Il bambino che guardava i grandi da dentro la scatola (come nel singolo Dentro alla scatola che lo ha fatto conoscere nel 2006) sta crescendo

Ghetto Fighetto. Vanity Fair 28 giugno 2007. Il bambino che guardava i grandi da dentro la scatola (come nel singolo Dentro alla scatola che lo ha fatto conoscere nel 2006) sta crescendo. Mondo Marcio, al secolo Gian Marco Marcello, ha ancora (solo) 20 anni, ma nel suo terzo album Generazione X (Emi; in uscita il 22 giugno) parla meno della sua adolescenza difficile e più delle donne. Generazione X è il titolo di un libro di Coupland di 21 anni fa. ancora attuale? «Non l’ho letto. Io parlo della mia generazione dell’86. Il problema è che hanno troppi soldi per mp3 e vestiti». Lei, però, è diverso. «Sono stato fortunato perché ho trovato la musica. Molti miei coetanei invece si chiedono che cosa fare. Devono pensare con la loro testa, come me: sono andato via di casa e ora lavoro sempre». Non esce? «Poco. Il lavoro è una delle cose che mi fa stare meglio in assoluto».  C’è un detto secondo cui quando va bene il lavoro, è l’amore a rimetterci. «Dell’amore non mi lamento». Nel pezzo Donne moderne dice: «Le donne moderne si vogliono scopare i tuoi amici, le vere donne invece ascoltano ciò che dici». maschilista? «No, volevo criticare una certa mentalità. Se ci fossero dei ragazzi arrivisti come molte ragazze, avrei scritto ”maschi moderni”. Certo ci sono i vari Costantino, ma io mi riferisco ai programmi tipo De Filippi, dove c’è la ragazzina mezza nuda che vuol fare la velina. E poi non si lamentino quando si dice che la danno via subito: Cristo santo, a 20 anni hanno già fatto vedere tutto alle otto di sera mentre guardi Striscia la notizia!». Quindi è per la donna «tradizionale»? «Non voglio una casalinga. Mi aspetto solo un po’ di principi, di disciplina». Scusi, ma allora chi sono tutte quelle donne che lei «si fa» nelle canzoni? «Ma quali donne?! Guardi che io ho una ragazza fissa, per chi mi ha preso? Nelle canzoni non posso dire che trombo la stessa donna tutte le sere, non sarei interessante. Ho raccontato alcune vecchie storie, come in Ti starò a fianco dove parlo di un’ex che credeva di essere incinta. Grazie a Dio, le è tornato il ciclo». E la sua ragazza di oggi com’è? « una mia coetanea che si sta laureando e intanto fa un lavoro part-time. Ha delle ambizioni, è una che si sbatte».  Lei sembra tutto tranne che «marcio». «Ah sì? Ma io sono anche incazzato. Perché i ragazzi dovrebbero comprare il disco di uno che è a posto col mondo?». Ha passato l’inverno a New York? «Sì, sono stato per due settimane nell’Upper East Side…». Il quartiere dell’alta borghesia? Ma che cosa ci fa un «marcio» lì? «Appena arrivi in una città come New York l’ultima cosa che vuoi è trovarti in un quartiere dove ti possono sparare per strada. Poi mi sono trasferito a Williamsburg (una zona trendy, ndr)».   andato da solo? «Sì. Dopo l’ultimo disco, non sapevo più di chi potermi fidare. Volevo dimostrare che potevo farcela da solo». Qualcuno l’aveva messo in dubbio? «Dicevano che ero un fenomeno costruito dalla mia casa discografica». E non lo è? «No, ho meritato i miei soldi». Quindi non la vedremo come Eminem e 50 Cent in un film? «L’anno scorso me lo avevano proposto. Per ora ho detto di no, ma non mi dispiacerebbe fare l’attore».  Laura Pezzino