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 2007  febbraio 14 Mercoledì calendario

In Italia

Il Presidente della Repubblica è Giorgio Napolitano
Il Presidente del Senato è Franco Marini
Il Presidente della Camera è Fausto Bertinotti
Il Presidente del Consiglio è Romano Prodi
Il Vicepresidente del Consiglio è Massimo D’Alema
Il Vicepresidente del Consiglio è Francesco Rutelli
Il Ministro degli Interni è Giuliano Amato
Il Ministro degli Esteri è Massimo D’Alema
Il Ministro della Giustizia è Clemente Mastella
Il Ministro dell’ Economia e delle Finanze è Tommaso Padoa-Schioppa
Il Ministro della Difesa è Arturo Parisi
Il Ministro della Pubblica Istruzione è Giuseppe Fioroni
Il Ministro delle Infrastrutture è Antonio Di Pietro
Il Ministro dello Sviluppo economico è Pier Luigi Bersani
Il Ministro delle Politiche agricole è Paolo De Castro
Il Ministro della Salute è Livia Turco
Il Ministro delle Comunicazioni è Paolo Gentiloni
Il Ministro del Commercio estero è Emma Bonino
Il Ministro dei Trasporti è Alessandro Bianchi
Il Ministro del Lavoro e Previdenza sociale è Cesare Damiano
Il Ministro della Solidarietà sociale è Paolo Ferrero
Il Ministro di Beni e Attività culturali è Francesco Rutelli
Il Ministro dell’ Ambiente è Alfonso Pecoraro Scanio
Il Ministro di Università e ricerca scientifica è Fabio Mussi
Il Ministro di Affari regionali e autonomie locali è Linda Lanzillotta (senza portafoglio)
Il Ministro dell’ Attuazione programma di governo è Giulio Santagata (senza portafoglio)
Il Ministro dei Diritti e Pari Opportunità è Barbara Pollastrini (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche comunitarie è Emma Bonino (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche giovanili e Attività sportive è Giovanna Melandri (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche per la famiglia è Rosy Bindi (senza portafoglio)
Il Ministro di Riforme e innovazione nella Pubblica Amministrazione è Luigi Nicolais (senza portafoglio)
Il Ministro di Riforme istituzionali e Rapporti con il Parlamento è Vannino Chiti (senza portafoglio)
Il Governatore della Banca d’Italia è Mario Draghi
Il Presidente della Fiat è Luca Cordero di Montezemolo
L’ Amministratore delegato della Fiat è Sergio Marchionne
Il Segretario Nazionale dei Democratici di Sinistra (DS) è Piero Fassino
Il Leader del Patto dei Liberaldemocratici (Patto Segni-Scognamiglio) è Mariotto Segni
Il Segretario Nazionale dei Popolari-UDEUR è Clemente Mastella
Il Leader dell’ Italia di Mezzo è Marco Follini

Nel mondo

Il Papa è Benedetto XVI
Il Presidente degli Stati Uniti d’America è George Walker Bush
Il Presidente del Federal Reserve System è Ben Bernanke
Il Presidente della BCE è Jean-Claude Trichet
Il Presidente della Federazione russa è Vladimir Putin
Il Presidente del Governo della Federazione russa è Mikhail Fradkov
Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese è Hu Jintao
La Regina del Regno Unito è Elisabetta II
Il Premier del Regno Unito è Tony Blair
La Cancelliera Federale di Germania è Angela Merkel
Il Presidente della Repubblica francese è Jacques Chirac
Il Primo Ministro della Repubblica francese è Dominique de Villepin
Il Re di Spagna è Juan Carlos I
Il Presidente del Governo di Spagna è José Luis Rodríguez Zapatero
Il Presidente dell’ Egitto è Hosni Mubarak
Il Primo Ministro di Israele è Ehud Olmert
Il Presidente della Repubblica Turca è Ahmed Necdet Sezer
Il Presidente della Repubblica Indiana è Pratibha Patil
Il Primo Ministro della Repubblica Indiana è Manmohan Singh
La Guida Suprema dell’ Iran è Ali Khamenei
Il Presidente dell’ Iran è Mahmud Ahmadinejad

I quindici brigatisti arrestati l’altro giorno tra Padova, Milano e Torino hanno un’età media di poco inferiore ai quarant’anni, molti di loro hanno un lavoro, sette sono iscritti alla Cgil, uno s’è già fatto vent’anni di carcere per banda armata e appena uscito ha ricominciato. In mezzo c’è anche qualche cinquantenne.

• Ma gente così che cosa voleva fare? Che cosa sperava?
Abbiamo letto che volevano metter bombe a Mediaset e a Sky, colpire la casa di Berlusconi, la redazione del quotidiano Libero, sparare al giuslavorista Pietro Ichino.

• E in prospettiva?
In prospettiva, non so rispondere. Quando qualcuno si mette in un’impresa, gli si chiede in genere di preparare un business plan, cioè un piano dell’affare. Si devono scrivere i costi che si dovranno sostenere, e i ricavi che si realizzeranno. Si deve spiegare il come. Si deve dimostrare che a un certo punto i ricavi saranno superiori ai costi. Che cosa risponderebbe un capo brigatista a cui si chiedesse di preparare un business plan della sua impresa, cioè qualcosa che spieghi nel dettaglio quando prenderanno il potere, come lo prenderanno, che cosa faranno una volta liberato il popolo? A una simile richiesta non avrebbero saputo rispondere i brigatisti degli anni Settanta, cioè i Curcio, i Moretti. Figuriamoci questi.

• E allora come si spiega tutta la faccenda? Ho letto che i brigatisti in Italia sarebbero 7-800 e in gran parte opererebbero al Nord, fra Treviso, Padova, Milano e Torino. Cioè la zona più ricca.
Una piccola parte è costituita da professionisti, disponibili a qualunque operazione. I loro clienti sono i servizi segreti di tutto il mondo. La clandestinità, il brigatismo sono solo coperture che consentono di nuotare senza problemi nel liquido da cui si può estrarre violenza o altra manodopera: centri sociali, organizzazioni no global, pacifismo estremista, qualche ufficio della Cgil. Questo per quanto riguarda i capi. Ma i 7-800 che si buttano nella mischia da dilettanti? La retata dell’altro giorno, impressionante per il numero di anziani, ha messo nei guai anche dei ragazzini: Alfredo Mazzamauro ha 21 anni, Federico Salotto 22, i due fratelli Toschi 24 e 26, idem Amarilli Caprio, 26 anni, l’unica donna, un faccino gentile gentile, almeno in fotografia. Di chi sono figli costoro? Che cosa hanno imparato a scuola? Io sono impressionato dalla somiglianza tra questi brigatisti, che ad un’analisi minimamente approfondita appaiono dei poveretti, e gli altri infelici protagonisti delle violenze italiane: gli ultras negli stadi, la malavita meridionale specialmente se spicciola, i figli di papà che di notte vanno in cerca di qualcuno con cui fare a botte, quelli che vanno ai cortei credendoci e si imbavagliano e sprangano convinti di fare chi sa che».

• Non ne avrà per caso pietà?
Sì, pietà. La maggior parte di costoro pagherà carissimo, più tardi, l’equivoco in cui sono caduti. Quale equivoco? Quello di credere che comportarsi così sia da forti e conduca da qualche parte. Nel libro di Saviano, Gomorra, si racconta la malavita meridionale e l’ideologia che la attraversa. Ideologia che si basa su questo semplice assunt lo Stato è il nemico, meglio morire giovani e con un colpo di pistola in faccia, piuttosto che non farsi rispettare o disonorarsi cedendo allo Stato. Non è lo stesso discorso degli ultras delle curve? Che cosa ci hanno detto gli spettatori dell’Olimpico che domenica hanno voltato le spalle al campo? O quelli che hanno scritto sui muri il loro giubilo per la morte di Raciti?

• Come può esistere gente che la pensa così?
E’ una storia lunga e difficile. Lo scrittore Pietro Citati ha detto che il problema è la scomparsa delle figure autorevoli. Cioè dei maestri. Cioè dei padri. Che cos’è una figura autorevole? Qualcuno che quando parla dice qualcosa che sentiamo come vera. E che crede in quello che dice. E che vive modestamente, senza ricavare da quello che dice alcun tornaconto. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 14/2/2007] (leggi)

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