Varie, 14 febbraio 2007
DI MARTINO Antonietta
DI MARTINO Antonietta Cava de’ Tirreni (Salerno) 1 giugno 1978. Saltatrice in alto. Primatista italiana (all’aperto 2,03 m il 24 giugno 2007 a Milano e il 2 settembre 2007 ad Osaka; indoor 2,04 m il 9 febbbraio 2011 a Blanská Bystrica). Nel 2011 campionessa europea indoor, nel 2007 medaglia d’argento ai mondiali e agli europei indoor, nel 2011 bronzo ai Mondiali • «È alta 1,69. La sua pianta dei piedi misura 25,5 cm. Di piedi ne conta 72 per segnare sulla pedana l’inizio della sua rincorsa che ha anche due appoggi di prelancio. Gli appoggi veri della rincorsa sono 11 e vanno a comporre 10 passi. Di questi, gli ultimi due, sono i cosiddetti “passi speciali” che preparano il corpo ad assumere la posizione migliore allo stacco: sinistro-destro-sinistro. Sulla verticale del primo ritto va a esplodere il piede sinistro a una distanza dal piano dell’asticella che varia da 85 a 100 cm. Più è alta l’asticella più distante è lo stacco. La velocità d’entrata è compresa tra i 6,8 e i 7,5 metri al secondo. Al momento del decollo la parabola del suo corpo si inserisce su di un angolo d’uscita di 49°. [...]» (Giacomo Crosa, “Il Foglio” 19/6/2007) • «Dopo 23 anni di nuovo una saltatrice italiana passa i 2 metri. Dopo 29 anni è finalmente minacciato l’allora record mondiale di Sara Simeoni, il 2,01 di Brescia del 1978. Dopo una generazione c’è un’atleta che può andare oltre uno dei miti dell’atletica italiana. Al meeting indoor di Banska Bistrica in Slovacchia, Antonietta Di Martino ha passato alla prima prova tutte le misure fino all’1,94, ha rischiato sull’1,97, superato alla terza, poi ha scavalcato i 2 metri al secondo tentativo assieme alla bulgara Veneva. Il primo assalto sui 2,02 sembrava buono, poco convinti gli ultimi due, con la Di Martino ormai scarica, mentre la bulgara passava e vinceva la gara. Questa misura è l’apice di un crescendo della 28enne saltatrice di Cava de’ Tirreni: dopo l’esordio di Tampere a 1,97 il 4 febbraio, è venuto l’1,98 di Bucarest venerdì scorso, quindi i 2 metri di ieri. Record italiano indoor, una misura che la Simeoni ha saltato solo all’aperto. Antonietta aveva cominciato come eptatleta (5687 punti il suo record) specializzandosi poi come saltatrice e toccando l’1,98 nel 2001, quando a Edmonton fu finalista ai Mondiali. Ma subito dopo cominciò una lunga serie di infortuni, fino all’operazione di due anni fa per la ricostruzione dei legamenti della caviglia sinistra, quella di stacco. Il graduale ritorno al vertice l’anno scorso, con un decimo posto agli Europei di Goteborg. Da record è anche il suo differenziale: alta 1,69, è quindi capace di saltare 31 cm oltre la propria altezza. “Due metri sono stati un’emozione straordinaria - ha detto dopo - sono a un cm da Sara, ma adesso è troppo presto per ragionare quando e come sarà possibile superarla”. [...]» (“la Repubblica” 14/2/2007) • «“Sapete com’è, noi bassotte sopperiamo in agilità e velocità. Non sempre l’altezza è un vantaggio”. Antonietta Di Martino con il suo e 69 centimetri (“più 5 millimetri non registrati”) [...] non solo è la nuova primatista italiana indoor (in solitudine) dell’alto ma anche la quinta donna al mondo di sempre nel differenziale fra altezza e misura superata. Lei, normotipo che nella vita ha superato più problemi delle persone normali, ieri ha fatto il suo ingresso ufficiale nella galleria delle duemetriste, popolata quasi esclusivamente da spilungone. Non più di sessanta salatrici al mondo in cui solo quattro hanno un differenziale migliore del suo: la greca Bakonyianni, la mitica svedese Bergqvist, la bulgara Dragieva e l’americana Henry. Per avere un’idea dell’impresa compiuta [...] dalla finanziera campana basti pensare che ci sono voluti quasi trent’anni perché una seconda italiana valicasse la barriera superata nel ’78 a Brescia da Sara Simeoni con il suo record mondiale di 2.01. [...] Uscita dopo due anni da un tunnel di infortuni che sembrava averla sottratta per sempre alla grande atletica, quest’inverno Antonietta ha compiuto una marcia di avvicinamento al primato regolarissima: 1.97 il 3 febbraio a Tampere e 1.98 il 9 febbraio a Bucarest, prima dell’ultimo meeting stagionale in Slovacchia affrontato con la convinzione di poter centrare il primato. “Sono andata su al primo tentativo fino a 1.94, poi ho avuto problemi di rincorsa e ho superato l’1.97 solo al terzo. Ma mi sentivo bene e al secondo tentativo a due metri mi è sembrato tutto facile. Non mi sento una bassotta: i troppo alti perdono in agilità e poi io sono aiutata dal mio passato di eptatleta”. Si sa, nell’alto i 2 metri non solo rappresentano una barriera psicologica ma anche il limite per entrare in una nuova dimensione. [...]» (Fausto Narducci, “La Gazzetta dello Sport” 14/2/2007).