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 2007  marzo 27 Martedì calendario

In Italia

Il Presidente della Repubblica è Giorgio Napolitano
Il Presidente del Senato è Franco Marini
Il Presidente della Camera è Fausto Bertinotti
Il Presidente del Consiglio è Romano Prodi
Il Vicepresidente del Consiglio è Massimo D’Alema
Il Vicepresidente del Consiglio è Francesco Rutelli
Il Ministro degli Interni è Giuliano Amato
Il Ministro degli Esteri è Massimo D’Alema
Il Ministro della Giustizia è Clemente Mastella
Il Ministro dell’ Economia e delle Finanze è Tommaso Padoa-Schioppa
Il Ministro della Difesa è Arturo Parisi
Il Ministro della Pubblica Istruzione è Giuseppe Fioroni
Il Ministro delle Infrastrutture è Antonio Di Pietro
Il Ministro dello Sviluppo economico è Pier Luigi Bersani
Il Ministro delle Politiche agricole è Paolo De Castro
Il Ministro della Salute è Livia Turco
Il Ministro delle Comunicazioni è Paolo Gentiloni
Il Ministro del Commercio estero è Emma Bonino
Il Ministro dei Trasporti è Alessandro Bianchi
Il Ministro del Lavoro e Previdenza sociale è Cesare Damiano
Il Ministro della Solidarietà sociale è Paolo Ferrero
Il Ministro di Beni e Attività culturali è Francesco Rutelli
Il Ministro dell’ Ambiente è Alfonso Pecoraro Scanio
Il Ministro di Università e ricerca scientifica è Fabio Mussi
Il Ministro di Affari regionali e autonomie locali è Linda Lanzillotta (senza portafoglio)
Il Ministro dell’ Attuazione programma di governo è Giulio Santagata (senza portafoglio)
Il Ministro dei Diritti e Pari Opportunità è Barbara Pollastrini (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche comunitarie è Emma Bonino (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche giovanili e Attività sportive è Giovanna Melandri (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche per la famiglia è Rosy Bindi (senza portafoglio)
Il Ministro di Riforme e innovazione nella Pubblica Amministrazione è Luigi Nicolais (senza portafoglio)
Il Ministro di Riforme istituzionali e Rapporti con il Parlamento è Vannino Chiti (senza portafoglio)
Il Governatore della Banca d’Italia è Mario Draghi
Il Presidente della Fiat è Luca Cordero di Montezemolo
L’ Amministratore delegato della Fiat è Sergio Marchionne
Il Segretario Nazionale dei Democratici di Sinistra (DS) è Piero Fassino
Il Leader del Patto dei Liberaldemocratici (Patto Segni-Scognamiglio) è Mariotto Segni
Il Segretario Nazionale dei Popolari-UDEUR è Clemente Mastella
Il Leader dell’ Italia di Mezzo è Marco Follini

Nel mondo

Il Papa è Benedetto XVI
Il Presidente degli Stati Uniti d’America è George Walker Bush
Il Presidente del Federal Reserve System è Ben Bernanke
Il Presidente della BCE è Jean-Claude Trichet
Il Presidente della Federazione russa è Vladimir Putin
Il Presidente del Governo della Federazione russa è Mikhail Fradkov
Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese è Hu Jintao
La Regina del Regno Unito è Elisabetta II
Il Premier del Regno Unito è Tony Blair
La Cancelliera Federale di Germania è Angela Merkel
Il Presidente della Repubblica francese è Jacques Chirac
Il Primo Ministro della Repubblica francese è Dominique de Villepin
Il Re di Spagna è Juan Carlos I
Il Presidente del Governo di Spagna è José Luis Rodríguez Zapatero
Il Presidente dell’ Egitto è Hosni Mubarak
Il Primo Ministro di Israele è Ehud Olmert
Il Presidente della Repubblica Turca è Ahmed Necdet Sezer
Il Presidente della Repubblica Indiana è Pratibha Patil
Il Primo Ministro della Repubblica Indiana è Manmohan Singh
La Guida Suprema dell’ Iran è Ali Khamenei
Il Presidente dell’ Iran è Mahmud Ahmadinejad

Oggi il Senato vota il decreto sul rifinanziamento delle missioni italiane all’estero, già approvato dalla Camera. L’esito del voto è incerto.

• Come mai è incerto?
Il clima politico è cambiato. La situazione in Afghanistan è molto più difficile di prima. A sud è in corso una vera guerra: la Nato cerca di cacciare dal paese i talebani. Gli italiani, che non stanno a sud, sono già stati attaccati e lo saranno probabilmente di nuovo. Le nostre regole di ingaggio non ci permettono una difesa adeguata. Cioè i nostri soldati sono lì solo per scopi civili. Molti parlamentari, sia della maggioranza che dell’opposizione, pensano che bisognerebbe cambiare le regole di ingaggio, cioè permettere ai nostri duemila soldati di fare, insieme alle operazioni di pace, anche le operazioni di guerra.

• Perché la situazione in Afghanistan è diventata a un tratto pericolosa? Sembrava un paese tirato dalla parte dell’Occidente.
Non è più così. E la ragione è molto semplice: i soldati occidentali e il presidente Karzai, messo lì dagli americani, vogliono distruggere le piantagioni d’oppio e per questo adoperano il fuoco o i diserbanti. L’Afghanistan ha circa 20 milioni di abitanti e tre milioni vivono coltivando l’oppio. Il 52 cento del prodotto interno lordo viene dall’oppio. Mettersi in testa di distruggere l’oppio vuol dire perciò farsi nemici gli afgani che vivono al di fuori di Kabul. E se la popolazione ti è nemica, non puoi resistere a lungo.

• Scusi, anche i talebani, quando erano al potere, contrastavano le coltivazioni di oppio.
Sì, distrussero completamente i raccolti del 2000. E anche per questo i contadini afgani li mollarono e aiutarono la Nato a vincere. Non ci furono però conseguenze per lor avevano i magazzini pieni e le vendite del 2001 andarono a gonfie vele. Dal 2001 a oggi la produzione non ha fatto che aumentare. Con un record l’anno scors +59% per cento sul 2005. Il reddito prodotto dall’oppio si aggira sui due miliardi e ottocento milioni di dollari. Settecento milioni per i contadini, il resto per tutti gli altri: talebani, contrabbandieri, funzionari corrotti. I numeri del 2007, a quanto pare, saranno ancora più alti.

• I talebani adesso incoraggiano le coltivazioni d’oppio?
Non le incoraggiano, ma le ammettono. Come disse il talebano Hanif a Daniele Mastrogiacom «Siete voi occidentali a volervi uccidere con l’oppio. A noi che ce ne importa?». Frase non proprio vera, perché intanto più di un milione di afgani (il 4 per cento della popolazione) è diventato tossicodipendente a sua volta. Ma insomma i talebani e i qaedisti vogliono riconquistare Kabul e far tornare una teocrazia islamica in Afghanistan. Se l’oppio può servire, perché no? Con questa logica hanno riconquistato l’appoggio della popolazione.

• C’era stata questa proposta: che l’Occidente comprasse tutto l’oppio afgano e lo adoperasse poi per fabbricare i farmaci contro il dolore.
Sì, è una bella idea, ma di successo dubbio. Non è neanche per una questione di soldi, perché l’Afghanistan costa già molto denaro e, più o meno, si tratterebbe di spendere cifre analoghe ma in un modo diverso. Stiamo parlando all’incirca di quattro miliardi di dollari l’anno. Non è una cifra pazzesca: gli Stati Uniti spendono venti volte tanto, ogni anno, per la guerra in Iraq. Però l’oppio per uso medicinale si vende legalmente a 25-30 dollari al chilo. Invece l’oppio per drogarsi si vende di contrabbando a 130 dollari. Per convincere i contadini afgani a vendere l’intero raccolto sul mercato legale, bisognerebbe evidentemente applicare il secondo prezzo. E però: il 92 per cento dell’eroina consumata nel mondo dai tossicodipendenti viene dall’Afghanistan. Che cosa accadrebbe quando il centro di produzione più importante smettesse di rifornire il mercato? Qualcun altro si metterebbe di sicuro a coltivare papaveri e a fronteggiare la domanda. E questi papaveri di nuova produzione sarebbero a questo punto venduti a un prezzo più alto dei 130 dollari divenuti legali. Ai contadini afgani converrebbe perciò di nuovo piazzare il papavero nel circuito del narcotraffico. Un ciclo, come si vede, teoricamente infinito. La realtà purtroppo è che il talebano Hanif non ha tutti i torti. l’Occidente, con il suo esercito che vuole combattere i produttori di un bene che lui stesso richiede e paga a caro prezzo, a essere in totale contraddizione. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 27/3/2007] (leggi)

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