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 2007  marzo 27 Martedì calendario

ROMA – «Esc» era lì, a contestare Bertinotti, «Action» no: la divisione degli ex disobbedienti romani secondo i maligni non è né nuova né casuale

ROMA – «Esc» era lì, a contestare Bertinotti, «Action» no: la divisione degli ex disobbedienti romani secondo i maligni non è né nuova né casuale. Non è una novità perché quelli di «Esc» sono romani ma molto vicini all’area del Nord Est, ed è cosa nota. Ma soprattutto non è casuale perché Nunzio D’Erme (l’ex consigliere comunale che depositò letame davanti casa Berlusconi) sembra vicinissimo a candidarsi col Prc alle prossime Provinciali. Ci sono stati strappi, litigi come alle ultime europee, malumori: ma adesso la pace è fatta. Almeno, la pace con Rifondazione. E Nunzio D’Erme di chi prenderà il posto nelle liste del Prc? Di Nando Simeone, il vicepresidente del Consiglio provinciale che, ai tempi di Bush a Roma, organizzò una conferenza stampa con esponenti incappucciati: ma non è quello che il partito non gli ha perdonato. Il punto è un altro: Simeone, è di «sinistra critica». Come Danilo Corradi, che era responsabile di Precarietà e lavoro di Prc e ora non lo è più. Andando oltre, a sinistra di «sinistra critica», c’è un po’ di tutto: i comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo (Carc), il partito di alternativa comunista, il partito comunista dei lavoratori. Ma non ci sono solo comunisti: è fortissima la componente Verde. Quelli del Nord Est, i seguaci di Luca Casarini, agli ambientalisti sono legati parecchio. Non a caso a Bologna – città che per i movimenti è una sorta di dependance del Nord Est – uno dei leader del Teatro Polivalente Occupato, Carlo Bottos, è diventato il segretario cittadino degli ambientalisti. Niente è casuale: il 3 marzo, prima del corteo anti-Cpt, da lì parte l’attacco verbale al ministro Ferrero, che pure è, da sempre, schierato contro i Cpt. Risultato, nella manifestazione bolognese non c’è Rifondazione. Intrecci chiari: dopo il periodo di grande popolarità dei disobbedienti, i movimenti si dividono in mille rivoli. A Milano, ad esempio: la parte più consistente dell’area Leoncavallo finisce dentro il partito (con Daniele Farina, vicepresidente della commissione Giustizia) e gli altri si ritrovano in San Precario (organizzazione che nasce dai lavoratori delle catene commerciali organizzati da un professore della Bocconi, Alex Foti) o nell’area anarchico insurrezionalista. Nel Nord Est è più semplice: c’è Casarini, ci sono i Verdi. A Roma, invece, la situazione è decisamente complessa: «Action» e «Esc» lavorano assieme su alcune tematiche, su altre no, vengono dalla stessa storia – i disobbedienti – ma hanno fatto scelte diverse. «Noi abbiamo contestato Bertinotti – dice uno dei riferimenti di Esc, Francesco Raparelli – ed è stata una scelta nostra. Ognuno si muove in autonomia». Molti, si muovono in autonomia: anche i centri sociali rappresentano realtà diverse. Perfino le radio sono divise: «Radio Onda Rossa» di qua, e di là «Radio Città Aperta» gestita dalla Rete dei comunisti di Sergio Cararo. Sul settimanale non ci sono divisioni: è «Carta» degli ex Manifesto Pierluigi Sullo e Anna Pizzo, ora consigliere regionale con Rifondazione. Anche a Napoli è forte la presenza di chi è a sinistra della sinistra. Su una cosa sono tutti d’accordo: «Quel Caruso è un traditore».