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 2007  marzo 27 Martedì calendario

BRUCE CHATWIN

Per le strade di Herat si vedevano uomini con vertiginosi turbanti passeggiare mano nella mano, una rosa in bocca e i fucili avvolti in chintz a fiori. Nel Badakhshan si poteva fare un picnic su tappeti cinesi e ascoltare il canto del bulbul.
Persino l´ambasciata afghana a Londra era l´anticamera di un mondo ilare e bizzarro. Il capo dell´ufficio visti era un profugo russo: una volta, quando gli diedi una mancia di dieci scellini, mi abbracciò, mi sollevò dal pavimento e muggì: «Spero che in Afghanistan lei faccia un viaggio molto PRIVO DI INCIDENTI!».
No. I nostri viaggi non furono mai del tutto privi di incidenti: una volta un soldato scagliò un piccone contro la nuova automobile; un´altra il nostro camion slittò, con mite rassegnazione, giù da un dirupo (riuscimmo a saltare a terra appena in tempo); un´altra ancora ci frustarono perché avevamo sconfinato in una zona militare; la dissenteria; la setticemia, i pungiglioni delle vespe, le pulci – ma, ringraziando Dio, niente epatite.