Varie, 27 marzo 2007
Tags : Sandi Thom
Thom Sandi
• Macdugg (Gran Bretagna) 11 agosto 1981. Cantante • «Non è ancora chiaro se Sandi Thom sia ”una star di internet o un’altra truffa del rock’n’roll”, come ha titolato il quotidiano The Guardian. Sicuramente sa come investire i suoi soldi: ha speso 60 sterline (circa 90 euro) per una webcam con la quale ha filmato i suoi concerti e li ha trasmessi on line. ”Un’idea rivoluzionaria”, l’ha definita lei che così ha ottenuto il successo e un contratto milionario con una major discografica per il suo primo album, Smile... It Confuses People [...] Ma la fama ha anche scatenato i primi gossip: altro che fenomeno spontaneo, la carriera della fanciulla scozzese sarebbe stata veicolata fin dall’inizio da scaltri uffici stampa e sapienti manager. Le voci sono corse prima su Internet, poi sono state riprese dalla stampa britannica. Sandi sarebbe stata ”guidata” da una società di public relation che avrebbe ammesso di aver lavorato ”per piazzare articoli sulla stampa nazionale e creare un interesse intorno all’artista”. Nella sua cantina di Tooting (sobborgo a sud di Londra) arredata con tre sgabelli Ikea, la ventiquattrenne cantautrice ha suonato con la sua band per ventuno sere, tra febbraio e marzo. In settanta hanno seguito il primo show via web, il giorno dopo a vederla c’erano 670 persone. Già alla seconda settimana gli ”spettatori” erano in 70mila e sono cresciuti fino a diventare più di centomila, con fan da Russia, Canada, Pakistan e Stati Uniti. E l’hanno subito paragonata alla connazionale Kt Tunstall e a Janis Joplin. ”Per me è stato uno shock”, ha commentato Sandi che ha creato il suo ”Twenty One Nights From Tooting” dopo aver partecipato a un disastroso tour nel Galles, viaggiando su un’automobile che si rompeva in continuazione. ”Ho pensato: ci deve essere un modo per fare un concerto senza andar via di casa”. Così da sconosciuta, disperata e senza una sterlina in tasca, Sandi si è trasformata in una rockstar da stadio con la sua musica che miscela folk, pop e soul. [...]» (Sandra Cesarale, ”Corriere della Sera” 6/6/2006).