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 2007  marzo 27 Martedì calendario

ROMA – Si è ferito con un frammento di vetro. Un taglio superficiale tra il polso e la mano sinistra, venerdì scorso

ROMA – Si è ferito con un frammento di vetro. Un taglio superficiale tra il polso e la mano sinistra, venerdì scorso. Lo stesso giorno in cui sui giornali è apparsa la notizia del ritrovamento, nel giardino della villa dei suoceri, della sua valigetta segreta con documenti inediti. Un tentativo di suicidio o un gesto dimostrativo? Danilo Coppola è stato subito soccorso dagli agenti della polizia penitenziaria e condotto nell’infermeria di Regina Coeli: è stato medicato, ed è stato riportato in cella, non prima però di avergli somministrato dei calmanti e dei farmaci per aiutarlo a superare le crisi di claustrofobia di cui dice di soffrire. Da quel momento, l’immobiliarista arrestato nell’inchiesta sulle attività del suo gruppo viene sorvegliato a vista, 24 ore su 24, per evitare che compia altri gesti autolesionistici. «Si è trattato di un momento di sconforto, superato però con forza, subito dopo. Mi dispiace che la notizia, privatissima, sia filtrata», ha sottolineato l’avvocato Francesco Verri, che lo difende insieme con Bruno Assumma. *** ROMA – «Non ne posso più. Mi sono tagliato un polso per richiamare l’attenzione. Cercano di rubarmi tutto il mio patrimonio...». Danilo Coppola mostra la mano sinistra fasciata al Garante regionale dei detenuti, Angiolo Marroni, che ieri appena ha saputo del gesto di autolesionismo dell’immobiliarista è corso a verificarne le condizioni. Coppola si è ferito venerdì con un vetro. stato medicato e riportato nella cella numero 12 al VII braccio di Regina Coeli, dove è detenuto sin dall’arresto sempre da solo e dove ora è sotto sorveglianza continua. Ieri nel carcere di via della Lungara erano previste due iniziative: una partita di calcio tra ecclesiastici e detenuti, finita poi 8 a 6 per i reclusi, e una tavola rotonda sull’«affettività dei genitori detenuti». Marroni, uno dei relatori invitati, appena arrivato ha saputo del gesto dell’immobiliarista dal direttore Mauro Mariani. Accompagnato dalle due guardie penitenziarie, il Garante ha allora raggiunto il braccio dove era già stato in visita subito dopo l’arresto di Coppola, che allora manifestava attacchi di claustrofobia. «Non mi possono lasciar marcire qua dentro mentre fuori c’è chi approfitta del momento e cerca di impossessarsi del mio patrimonio...». Queste le prime parole che Coppola ha detto a Marroni, agitando nervosamente la mano fasciata con una garza all’altezza del polso. «Mi sono fatto questo taglio – ha spiegato Coppola, alludendo alla piccola ferita incerottata, secondo il Garante lontana dalle vene – perché devo assolutamente richiamare l’attenzione sulla mia situazione e non so più che altro fare. Voglio essere interrogato al più presto dai magistrati. Sono in grado di spiegare tutto, mi sento sulla graticola con la stampa che mi lincia». Rispetto alla precedente visita, Marroni ha trovato il detenuto molto più reattivo e combattivo, pronto a dare battaglia e a sperare che la sua protesta venga ascoltata. «Non mi è sembrato più affetto da claustrofobia», osserva Marroni. «Tra l’altro, mi hanno riferito che non sfrutta quasi mai l’ora d’aria. Ora sembra più interessato a cercare chi lo ascolti...». Coppola è stato esplicito sul motivo di tanta ansia: le recenti scoperte appena fatte dagli investigatori sul suo conto. «Tutta quella "roba" appena ritrovata sottoterra nella villa dei miei parenti – ha detto a Marroni – è in realtà già nota, pubblica, depositata dai notai... A nasconderla – ha aggiunto – è stato mio suocero, che è molto spaventato...». Poi Coppola è tornato a chiedere di essere ascoltato dai magistrati: «Non è possibile – ha insistito – che non mi vogliano più sentire. Io sono finito dentro fondamentalmente per motivi fiscali. Sono disposto a pagare settanta milioni allo Stato. Che altro devo fare? Se m’interrogano – ha promesso – parlerò». «Vogliono prendermi tutto», ha continuato a ripetere. Agitando la mano fasciata, Coppola è tornato più volte sulla sua ossessione, sostenendo di essere vittima di un complotto. « in corso un’opera di continuo danneggiamento del mio patrimonio. Qualcuno vuole assorbire tutte le mie attività. E usa la stampa di cui dispone. C’è un grosso gruppo editoriale che mi si scaglia di continuo addosso», ha ricordato Marroni riferendo il discorso di Coppola. «Chi lo governa vuole approfittare della situazione e prendersi ciò che oggi m’appartiene». Ultima preoccupazione, la moglie che è andata a trovarlo senza la figlioletta. La nuova gravidanza della donna, ormai molto avanzata, angoscia Coppola. A rincuorarlo, invece, una marea di telegrammi che continuano ad arrivare nei quali gli viene manifestata simpatia. Paolo Brogi Voglio essere interrogato al più presto. Sono in grado di spiegare tutto, mi sento sulla graticola con la stampa che mi lincia Tutta quella "roba" appena ritrovata sottoterra è in realtà già nota. A nasconderla è stato mio suocero, che è molto spaventato...