Varie, 27 marzo 2007
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Hobeika Elie
• Kleiat (Libano) 20 luglio 1956, 24 gennaio 2002 (dilaniato da un’autobomba) • «Quando l’odio raggiunse la vetta fu lui guidarlo. Era una notte del settembre 1982. Lui era all’entrata dei campi palestinesi di Sabra e Chatila. Un miliziano gli si avvicina e gli sussurra una domanda. ”Signore abbiamo raccolto 50 donne e bambini cosa dobbiamo farne?”. La risposta la sente un soldato israeliano poco distante. ”Non chiederlo. Sai cosa dovete fare”. Quella notte Elie Hobeika comandava le milizie cristiano maronite. Sotto gli occhi di Ariel Sharon, allora ministro della Difesa israeliano, guidò il massacro dei palestinesi di Sabra e Chatila. [...] Se n’è andato nel modo più consono per un signore della guerra libanese, fatto a pezzi dalla prima autobomba dopo una pausa negli attentati di quasi sette anni. [...] L’uscita di scena di Hobeika farà discutere. Come la sua vita. Il massacro di Sabra e Chatila fu, si disse, la vendetta per la morte del presidente libanese Bashir Gemayel ucciso da una bomba di Damasco. Qualche anno dopo Hobeika aveva già cambiato barricata e guidava le fazioni maronite schieratesi con l’invasore siriano. Dopo la guerra diventò ministro restando sempre schierato con le fazioni cristiane fedeli a Damasco. Chi aveva interesse a ucciderlo? Sicuramente i vecchi compagni. Quelli che a differenza di Hobeika non passarono con il nemico e furono massacrati dalle sue milizie. Sicuramente i sopravvissuti palestinesi. [...]» (’Il Foglio” 25/1/2002).