Varie, 27 marzo 2007
TERRIN
TERRIN Alessandro Dolo (Venezia) 11 luglio 1985. Nuotatore. Medaglia d’oro (ex aequo con l’ucraino Lisogor) dei 50 rana agli europei 2006. Primatista italiano della stessa distanza (27”25 il 7 marzo 2009 a Riccione) • «[...] finanziere dal fisico debordante che, per fare ”seriamente” il nuotatore, ha dovuto vincere la sua personale battaglia contro la bilancia. ”Eh sì, qualche anno fa avevo grossi problemi, non avevo muscoli ma tutto grasso. E non accadeva perché mangiassi male: semplicemente mangiavo sempre qualunque cosa, dagli stuzzichini ai tramezzini. Qualunque cosa, ingoiavo tutto come fossero aperitivi”. Non lo aiutava certo il fatto che mamma fosse titolare di un negozio d’alimentari a Camponogara e, infine, non è che facesse una vita regolare, ”no, onestamente proprio no”. Alto quasi due metri, andava in giro con delle basettone che ne facevano un personaggio atipico. ”Matto perso, le cose stavano così”. Grazie comunque al fisico esuberante il giovane Terrin si toglieva le sue brave soddisfazioni, dentro e fuori dall’acqua, ”protetto anche dagli agi familiari, che aiutavano a filtrare i problemi”. Chiacchierone, carino ed estroverso, il gigante ranista ha incrociato i suoi primi ostacoli man mano che il livello del gioco-nuoto s’è innalzato. E lì non s’è divertito più. ”Anzi, tutto ha cominciato ad essere noioso, molto seccante”. Altra botta, l’esclusione dalle Olimpiadi di Atene, ”dove non sono riuscito a qualificarmi”. Il talento incompiuto che si perde, che comincia a convincersi ”che il nuoto non faceva più per me”. Fortunatamente lascia decantare il momento, ed ha l’intuizione: ”cambiare aria”. Incontra Andrea Palloni, il tecnico emergente (insieme a Claudio Rossetto) delle piscine italiane e, convinto dal suo discorsetto, accetta di scendere a Roma. ”I primi mesi sono stati terribili, Andrea mi ha messo una serie di paletti. Che distruzione”. Però i primi effetti si vedono: i chili che cominciano a scomparire, il cronometro che dà tempi dignitosi ed accettabili. ”Sì, Palloni mi ha messo in riga e non posso che ringraziarlo: mi ha spiegato, mi ha motivato, mi ha indicato la strada”. Tolti i chili e messi i muscoli, arriva la seconda fase, quella della rivitalizzazione. [...]» (Paolo Rossi, ”la Repubblica” 6/8/2006).