Lunedì 22 aprile 2013
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I padroni d'Italia

Il Presidente della Repubblica è Giorgio Napolitano

Il Presidente del Senato è Pietro Grasso

Il Presidente della Camera è Laura Boldrini

Il Presidente del Consiglio è Mario Monti

Il Ministro degli Interni è Anna Maria Cancellieri

Il Ministro degli Esteri è Mario Monti

Il Ministro della Giustizia è Paola Severino

Il Ministro dell’ Economia e delle Finanze è Vittorio Grilli

Il Ministro di Istruzione, università e ricerca è Francesco Profumo

Il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali è Elsa Fornero

Il Ministro della Difesa è Giampaolo Di Paola

Il Ministro dello Sviluppo economico è Corrado Passera

Il Ministro delle Politiche agricole è Mario Catania

Il Ministro di Infrastrutture e trasporti è Corrado Passera

Il Ministro della Salute è Renato Balduzzi

Il Ministro di Beni e Attività culturali è Lorenzo Ornaghi

Il Ministro dell’ Ambiente è Corrado Clini

Il Ministro degli Affari europei è Enzo Moavero Milanesi (senza portafoglio)

Il Ministro di Affari regionali, turismo e sport è Piero Gnudi (senza portafoglio)

Il Ministro della Coesione territoriale è Fabrizio Barca (senza portafoglio)

Il Ministro della Cooperazione internazionale e integrazione è Andrea Riccardi (senza portafoglio)

Il Ministro di Pubblica amministrazione e Semplificazione è Filippo Patroni Griffi (senza portafoglio)

Il Ministro dei Rapporti con il Parlamento è Dino Piero Giarda (senza portafoglio)

Il Governatore della Banca d’Italia è Ignazio Visco

Il Presidente della Fiat è John Elkann

L’ Amministratore delegato della Fiat è Sergio Marchionne

Il Segretario Generale del Partito Marxista-Leninista (PMLI) è Giovanni Scuderi

Il Presidente della Federazione dei Verdi è Angelo Bonelli

Il Presidente dell’ Italia dei Valori è Antonio Di Pietro

Il Presidente del Partito dei Comunisti Italiani (PdCI) è Antonino Cuffaro

Il Segretario Politico della Democrazia Cristiana è Giuseppe Pizza

Il Presidente dell’ Unione dei Democratici Cristiani e di Centro (UDC) è Rocco Buttiglione

Il Segretario Nazionale dell’ Unione dei Democratici Cristiani e di Centro (UDC) è Lorenzo Cesa

Il Leader del Patto dei Liberaldemocratici (Patto Segni-Scognamiglio) è Mariotto Segni

Il Segretario Nazionale dei Popolari-UDEUR è Clemente Mastella

Il Segretario Nazionale della Rinascita Popolare-Rifondazione DC è Publio Fiori

Il Portavoce del Partito Comunista dei Lavoratori è Marco Ferrando

Il Presidente della Rosa per l’Italia è Savino Pezzotta

Il Presidente dell’ Alleanza per l’Italia (Api) è Francesco Rutelli

Il Presidente Nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà (SEL) è Nichi Vendola

Il Segretario Generale dei Comunisti Sinistra Popolare-Partito Comunista è Marco Rizzo

Il Presidente della Democrazia Cristiana Unificata è Carlo Senaldi

Il Segretario Politico Nazionale della Democrazia Cristiana Unificata è Angelo Sandri
I padroni del mondo

Il Papa è Francesco I

Il Presidente degli Stati Uniti d’America è Barack Obama

Il Presidente del Federal Reserve System è Ben Bernanke

Il Presidente della BCE è Mario Draghi

Il Presidente della Federazione russa è Vladimir Putin

Il Presidente del Governo della Federazione russa è Dmitrij Medvedev

Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese è Xi Jinping

Il Segretario Generale del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese è Xi Jinping

La Regina del Regno Unito è Elisabetta II

Il Premier del Regno Unito è David Cameron

La Cancelliera Federale di Germania è Angela Merkel

Il Presidente della Repubblica francese è François Hollande

Il Primo Ministro della Repubblica francese è Jean-Marc Ayrault

Il Re di Spagna è Juan Carlos I

Il Presidente del Governo di Spagna è Mariano Rajoy Brey

Il Presidente dell’ Egitto è Muhammad Mursi

Il Primo Ministro di Israele è Benjamin Netanyahu

Il Presidente della Repubblica Turca è Abdullah Gül

Il Primo Ministro della Repubblica Turca è Recep Tayyip Erdogan

Il Presidente della Repubblica Indiana è Pranab Mukherjee

Il Primo Ministro della Repubblica Indiana è Manmohan Singh

La Guida Suprema dell’ Iran è Ali Khamenei

Il Presidente dell’ Iran è Mahmud Ahmadinejad
  • FIOR
    DA FIORE
  • LA RASSEGNA
    STAMPA
  • IL FATTO
    DEL GIORNO
Ieri Beppe Grillo ha persino concesso una conferenza stampa, una vera conferenza stampa, vogliamo dire, con i giornalisti che facevano le domande e lui che dava le risposte. Poco prima di pranzo, a Roma, nella sede della Città dell’Altraeconomia a Testaccio.
Che cosa ha detto?
Non ha più parlato di «golpe», ma di «golpettino istituzionale furbo». «Sono perplesso». E poi: «Ieri sera abbiamo assistito a qualcosa di consueto: si sono riunite nella massima trasparenza quattro persone, Bersani, Berlusconi, Monti e Napolitano, e hanno deciso che il settennato andava rinnovato. Neanche Chavez è stato presidente per 14 anni». Ha poi raccontato il suo incontro con Giorgio Napolitano. «Quando sono salito al Quirinale, ho visto un signore molto stanco. Ho parlato quasi sempre io: gli ho chiesto di darci la fiducia, perché siamo il primo partito, voltiamo pagina. Lui ha risposto: non avete i numeri». L’ex comico ha poi concluso: «Ieri c’è stato uno scambio: stanno rubando un altro anno di tempo al Paese. Ma se il governo sarà sull’agenda Monti, e così sarà, non durerà».  

Su Bersani?
«Non ci ha chiesto collaborazione, ma voti. Se ci avesse detto “governiamo insieme” ci saremmo messi lì a pensarci. Se i partiti poi si sfasciano non è colpa nostra. Noi vogliamo acqua pubblica, sanità pubblica, mandare via i delinquenti dal parlamento, reddito di cittadinanza. Queste sono cose di sinistra. A me di Bersani dispiace, non gioisco del fatto che il Pd si sia spaccato. Bersani deve fare scouting su se stesso, deve dirsi: sono parte di questo sfacelo. Dico che loro sono dentro una cosa che è finita. Il tempo dei partiti è finito. Il nostro format lo stiamo esportando in Spagna, in Francia. Gli indignados hanno il nostro stesso programma. Rodotà sarebbe stato la garanzia di questo Paese. Invece scelgono di nuovo un presidente che garantisce il controllo sul potere giudiziario per salvare il culo a Berlusconi e al Pd per la storia del Monte dei Paschi di Siena. La cosa più ingiusta è dire che noi siamo gli artefici di questo casino, quando loro hanno inciuciato per più di vent’anni».

Manifestazioni? Violenze?
No, nessuna violenza. Grillo è stato messo in guardia dal furore della piazza e per questo sabato sera, quando è stato rieletto Napolitano, ha evitato di presentarsi davanti al palazzo di Montecitorio. «Potevo venire in piazza, ma avevo paura che la mia presenza potesse favorire la violenza. Io non voglio entrare in questi giri. Io non voglio “calare” su Roma, ma solo incontrarci e manifestare, senza fare cose violente. Sulle marce su Roma sono d’accordo con Rodotà. Anzi noi Cinquestelle calmiamo gli animi. C’è gente che mi dice andiamo a Roma, o fucile o niente. Dovreste ringraziarci perché teniamo calma la gente. In Francia, in Grecia ci sono i nazisti, qui ci sono i grillini che hanno due palle così».  

Però ieri a Roma una manifestazione c’è stata.
Sì, autorizzata, nel pomeriggio. Una folla di qualche migliaio di persone è andata verso il Colosseo a gridare slogan contro Napolitano e i partiti. Speravano che ci fosse anche Grillo, ma Beppe ha solo sfiorato i manifestanti con la sua auto, gridando ancora una volta «Arrendetevi». Su Twitter poi ha scritto: «Se è una cosa pacifica, una passeggiata, si fa perché Roma è splendida. Ma senza fare manifestazioni che possono degenerare». Il sindaco di centrodestra Gianni Alemanno ne ha approfittato per sminuire la manifestazione grillina. «Per adesso la retromarcia su Roma si è conclusa con un flop — ha affermato in un comunicato — Qualche centinaio di manifestanti, nonostante tutti i proclami sull’invasione di Roma che doveva circondare le stanze e le aule delle istituzioni».  

Come si comporterà a questo punto il Movimento 5 Stelle? Oggi parla Napolitano e domani cominciano le consultazioni.
È un punto che, durante la conferenza stampa, è stato chiarito da Roberta Lombardi, capogruppo alla Camera del M5S. «Se i nomi sono quelli di Amato o Enrico Letta, non c’è spazio per noi. Ieri siamo stati gli unici a uscire da Montecitorio a testa alta». Vito Crimi, capogruppo M5S al Senato, ha fatto sapere che il Movimento ha già presentato una sua proposta di legge di riforma elettorale. In realtà comincia adesso per il Movimento di Grillo un momento molto delicato: la battaglia per il Quirinale è stata persa, in definitiva, e proprio nel momento in cui i grillini avevano a disposizione il colpo del kappaò, votare cioè Romano Prodi, che faceva comunque parte della loro lista di nove nomi, e risucchiare in questo modo sulle loro posizioni il Partito democratico. La nascita di un governo del Presidente li costringerà a una normale opposizione parlamentare. E per un movimento politico come questo, la normalità può essere micidiale.    
Oggi il giuramento di Napolitano • Grillo si corregge: non un golpe, ma un golpettino • Altre bombe nella casa degli attentatori di Boston • Un milione di famiglie vive senza redditi • Per lo Stato meno incassi dalle imposte sui tabacchi • I marchi di successo • Il ritratto di Ratzinger non piace • I segreti dei mancini • A lezione di risate

Fronzoli Oggi alle 17 il giuramento di Napolitano, che per l’occasione non ha voluto tanti fronzoli. Quindi dopo aver detto in Parlamento la frase rituale: «Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservarne lealmente la Costituzione», si recherà all’altare della Patria e poi al Quirinale, scortato da soli quattro motociclisti e senza usare la tradizionale Lancia Flaminia 335 del 1961. Nessun cerimoniale di corazzieri a cavallo e salve di cannoni.

Golpettino La giornalista cilena che ha chiesto a Grillo: «Ma non è eccessivo parlare di golpe?». Risposta: «Io non ho detto colpo di Stato, ho solo scritto colpo di Stato ma l’ho fatto tra virgolette... In effetti, colpo di Stato è una parola forte e poi non è nella nostra storia, non è come in Cile. Qui da noi è un golpettino istituzionale furbo che serve a salvare il culo a Bersani e Berlusconi per la vicenda Monte dei Paschi... Hanno rieletto Napolitano ma solo Chávez è stato presidente 14 anni». [Sull’argomento leggi anche il Fatto del giorno]

Boston I due attentatori di Boston avevano in casa numerosi ordigni pronti da usare in altri attacchi. Si è anche saputo che il più giovane dei due, quello catturato dopo una giornata di inseguimenti, non potrà mai più parlare: forse, sentitosi braccato, si è sparato in bocca prima di essere preso.

Pensione Quasi un milione di famiglie italiane vive senza redditi da lavoro: si tratta di nuclei in cui i componenti attivi sono tutti disoccupati, magari si mantengono con la pensione di un familiare anziano. Sono 230mila in più rispetto al 2011 e il doppio in contronto al 2007 (Tamburello, CdS).

Fumo Da dicembre a febbraio lo Stato ha incassato 200 milioni in meno dalle imposte sui tabacchi. Secondo le stime, almeno il 40% di questo calo è da imputare alle sigarette elettroniche. I produttori pensano che a fine 2013 gli «svapatori» (quelli che fumano le nuove sigarette) saranno circa 1 milione (su 10,8 milioni di fumatori). Un fumatore medio, si calcola, spende in un anno circa 1.460 euro, uno svapatore non va oltre 400 euro (comprensivi del costo iniziale dell’aggeggio), che scendono a 280 negli anni successivi.

Successo Secondo lo studio Global Powers of Consumer Products per i grandi marchi il 2012 non è stato per niente un anno di recessione. Le vendite dei 250 più grandi produttori hanno superato 3.118 miliardi di dollari, crescendo del 7% rispetto all’anno precedente. Il marchio di maggior successo al mondo è Samsung con 150 miliardi di fatturato, in crescita del 6,7% rispetto al 2011. Al secondo posto dei marchi globali c’è Apple, seguita da Panasonic, Nestlè, Procter & Gamble, Sony, Pepsi, Unilever, Kraft e Nokia. Tra i 250 vincitori mondiali ci sono anche sei italiani: Ferrero, Luxottica, Pirelli, Barilla, Indesit e Perfetti Van Melle (Rampini, Rep).

Ritratti Il ritratto di Ratzinger fatto dal pittore Michael Triegel: seduto e vestito da pontefice, con il volto più paffuto di quanto non sia in realtà e un foglio di carta in mano. E’ il secondo ritratto di Triegel, fatto per correggere gli errori di un precedente dipinto, conservato a Ratisbona nell’Istituto dedicato a Benedetto XVI. Il fratello dell’ex papa lo ha comunque giudicato «terribile», mentre un prelato è arrivato a sussurrare: «Forse aveva preso le pillole sbagliate».

Mancini Cose sui mancini: sono il 10% della popolazione mondiale; non è vero che muoiono giovani (teoria dello psicologo Stanley Coren, 1992); non è vero che sono più geniali o artistici degli altri; l’origine della loro peculiarità è genetica; ci sono più mancini uomini che donne; il loro cervello è lateralizzato in modo diverso e quindi rischiano meno di perdere la parola se colpiti da ictus a sinistra, per esempio. Per Lombroso il mancinismo era segno di una personalità criminale. A metà Novecento lo psicanalista americano Abram Blau lo considerava una forma di «negativismo infantile» e ai mancini attribuiva «testardaggine riottosa, superstizione inconfessata, avarizia, ossessione per la pulizia ed eccessiva rigidità» (Salemi, Sta).

Risate Ultima moda parigina: i club del ridere. Uno l’ha fondato una donna di nome Aurélie Vuibert. Nei suoi incontri si fa così: ci si presenta con nomi buffi e di fantasia e giù risate, si fanno scenette recitando situazioni di vita comune e giù risate, si imitano andature e versi di animali e giù risate. Poi ci si sdraia a terra, appoggiando la testa sulla pancia di qualcun altro (e facendo da cuscino al capo altrui) e si sta per qualche minuto in silenzio. Fine. Costo: 8 euro (Mattioli, Sta).

(a cura di Daria Egidi)

Napolitano tra insediamento e nuovo governo
Giorgio Napolitano giura oggi per il suo secondo mandato da presidente della Repubblica. La cerimonia di insediamento è prevista per le 17. Martedì farà un breve giro di consultazioni e già mercoledì potrebbe conferire l’incarico di governo. Sembra che stia già componendo la lista dei ministri. Scrive la Baccaro (Cds): «La casella del premier resta, salvo sorprese dell’ultima ora, ancora appannaggio di due candidati: Giuliano Amato ed Enrico Letta. L’opzione tecnica non sembra convincere Napolitano malgrado le candidature eccellenti non manchino: dal presidente della Corte costituzionale Franco Gallo, al direttore generale della Banca d’Italia Fabrizio Saccomanni, a quello dell’Istat Enrico Giovannini».

• Ieri Napolitano ha trascorso quasi un’intera giornata di lavoro nello studio cosiddetto “alla Palazzina”, a scrivere e limare il suo discorso d’insediamento. [Rampino, Sta]

• Non si sa ancora chi del Pd si presenterà alle consultazioni con Napolitano, oltre ai capigruppo Luigi Zanda e Roberto Speranza. [Rampino, Sta]
Il Pd vuole governo tecnico, il Pdl punta su Letta
• Quelli del Pd preferirebbero un governo tecnico, o almeno misto, perché ormai incapaci di trovare qualsiasi tipo di accordo interno. Il Pdl invece esclude categoricamente una soluzione tecnica e al candidato Amato preferirebbe Enrico Letta perché, dicono dal partito, «dopo la rielezione di Napolitano dobbiamo dare l’idea di un salto generazionale per non essere accusati dai grillini di restaurazione». Tuttavia se Napolitano si impuntasse su Amato, difficilmente il Pdl si opporrebbe.

• «Comunque vada, le caselle dei vice sono destinate a essere politiche: il Pdl schiera Angelino Alfano e Gianni Letta, Scelta civica Mario Mauro. Quanto al Pd, fino a ieri c’era sempre Enrico Letta. A scendere, ci sono i ministeri più importanti: dall’Economia agli Esteri, dallo Sviluppo economico agli Interni, fino alla Giustizia. Sul primo il Pdl ha le idee chiare: mai Mario Monti, individuato dall’elettorato di destra con l’odiata Imu. Lo stesso partito di Berlusconi ambirebbe a poter condizionare il dicastero economico per impostare una serie di provvedimenti che Berlusconi ha promesso in campagna elettorale, a partire dall’abolizione dell’Imu». [Baccaro, Cds]
Pd, Bindi esclude Letta come premier
Rosy Bindi, presidente dimissionaria del partito, si è scagliata contro Pier Luigi Bersani: «C’è stata una autoreferenzialità quasi autistica da parte del gruppo dirigente». E sull’ipotesi di Enrico Letta a Palazzo Chigi: «Ho grande stima di lui e credo che sarebbe molto capace, ma di certo non è il momento».

• «Domani mi iscrivo al Pd per poter stracciare la tessera» (tweet di Gherardo Colombo). [Casadio, Rep]
Marini: Renzi rovinato da un’ambizione sfrenata
• Intervistato da Lucia Annunziata, Franco Marini è stato durissimo con il suo partito: «Il Pd non lo governa nessuno, la malattia è un dilagare di opportunismo… Questo partito deve recuperare credibilità, l’ha persa tutta». Non solo per colpa di Bersani, che Marini ritiene meno colpevole di altri. E su Matteo Renzi l’ex presidente del senato è spietato: «Ha un’ambizione sfrenata, la freni o andrà fuori strada».

• «Nel frattempo Renzi aspetta di capire se gli conviene tentare la sfida congressuale o se, piuttosto, deve tenersi lontano dalle beghe del partito e pensare solo alla candidatura a premier del centrosinistra. In questo caso potrebbe essere l’attuale presidente dell’Anci Graziano Delrio a guidare il partito». [Meli, Cds]
Renzi: «Un anno di governo, poi al voto»
• Renzi rilascia una lunga intervista a Repubblica per dire che ha intenzione di rifondare il Pd. Prima propone un governo con il Pdl: «Diamoci un tempo. Ma se in sei mesi o un anno realizza un po’ di queste riforme, ci guadagna il Pd e il Paese. Mettiamoci la faccia e diciamo noi quel che va fatto. Poi può presiederlo anche uno d’area centrosinistra, un tecnico o un politico. Certo deve appartenere al nostro mondo, deve essere una persona stimata e godere di consenso». Sulla sua candidatura a leader del centrosinistra dice: «Ora non voglio aprire un dibattito su di me, non sono in cerca di una seggiola. Io in questo partito ci sono e ci resterò con Fassina e con Orfini. Non mi candiderò per il gusto di candidarmi. Bersani ha vinto alle primarie ma la sua linea è stata sconfitta. Il partito vuole vincere con una linea diversa? Io ci sono. Vuole proteggere solo la sua classe dirigente? Non ci sono». [Tito, Rep]
Grillo: «Un golpettino istituzionale»
Beppe Grillo, a Roma, ha tenuto una conferenza stampa di oltre due ore per chiarire le sue dichiarazioni di «golpe» dopo l’elezione di Napolitano. Per la prima volta si è concesso alle domande dei giornalisti italiani. «Io non ho detto colpo di Stato, ho solo scritto colpo di Stato ma l’ho fatto tra virgolette... In effetti, colpo di Stato è una parola forte e poi non è nella nostra storia, non è come in Cile. Qui da noi è un golpettino istituzionale furbo che serve a salvare il culo a Bersani e Berlusconi per la vicenda Monte dei Paschi... Hanno rieletto Napolitano ma solo Chaves è stato presidente 14 anni». E ancora, a chi gli chiede se adesso, col governo delle grandi intese, c’è da aspettarsi un’altra piazza San Giovanni: «Vedremo, non so quale sarà il modulo comunicativo per questi mesi. Scendere in piazza? Se sarà necessario ci andremo…».

• «Non menatecela con questa storia dello streaming. Lo usiamo negli incontri istituzionali, quando parliamo delle nostre cose sono affari nostri» (Beppe Grillo). [Cuzzocrea, Rep]

• Alle 15 poi Grillo si è presentato in piazza Santi Apostoli, dove era stata organizzata all’ultimo la manifestazione dei grillini. Martirano (Cds): «Le telecamere lo assediano, la Digos tenta di fargli strada, i fan vogliono toccarlo e lui fa appena in tempo a salire sul tetto di un’utilitaria grigia (e lo fa con una certa agilità): alza le braccia e urla “Arrendetevi”. È un attimo. Poi se ne va (“La polizia lo ha consigliato di non rimanere”, azzarda Vito Crimi), anche perché già dalla mattina aveva capito che quella piazza troppo piccola, senza palco e senza servizio d’ordine, poteva diventare un problema: “Vado, faccio un saluto e poi vediamo”».

• Al corteo dei grillini slogan contro Napolitano e Berlusconi, coro per Rodotà, cartelli con su scritto Golpe (senza virgolette) mentre un solitario espone un foglio: «Pd idioti o complici». Andato via Grillo, alla testa rimangono i capigruppo Roberta Lombardi e Vito Crimi e una manciata di parlamentari guidati dal senatore Bartolomeo Pepe: «Stiamo cercando di capire con le forze dell’ordine: se è possibile faremo un corteo fino al Quirinale», comunica Crimi alla folla in attesa. Poi, però, la questura concede al massimo «una passeggiata» fino al Colosseo lungo via dei Fori Imperiali già piena di turisti grazie alla pedonalizzazione domenicale. Quando il corteo arriva davanti all’Arco di Costantino la delusione è grande tra i grillini che non sanno più cosa fare. Apprendono dal deputato Alessandro Di Battista che Grillo non verrà però alcuni insistono e chiedono di andare al Quirinale. Ma la Lombardi è inflessibile: «La manifestazione termina al Colosseo». E con tante scuse per l’iniziativa organizzata male, presentate dai parlamentari M5S, il corteo si scioglie. [Martirano, Cds]
Friuli al voto, crolla l’affluenza
• Ieri prima giornata di voto in Friuli Venezia Giulia per le Amministrative (Regionali e Comunali). Alle 22 l’affluenza è stata del 35,14%, alle Politiche invece alla stessa ora era del 56,32%. I votanti sono stati 386.261 su 1.099.334 aventi diritto. Un crollo di oltre venti punti rispetto a due mesi fa. Questi i candidati: Renzo Tondo (Centrodestra), Debora Serracchiani (Centrosinistra), Franco Bandelli (Un’Altra Regione), Saverio Galluccio (M5S).

Grillo ha rotto il silenzio elettorale: «Il Friuli sarà la prima regione a cinque stelle e poi ci sarà Roma e forse ce la faremo, non ci fermano più».
Saccomanni: «L’Italia merita uno spread a 100 punti»
• «Ora siamo contenti perché lo spread è a quota 300, ma dovrebbe essere a 100 e anche meno tenuto conto di quello che abbiamo fatto» (Fabrizio Saccomanni, direttore generale della Banca d’Italia, al termine degli incontri del G20 finanziario e del mi a Washington).
Istat: un milione di famiglie senza redditi di lavoro
• Fa sapere l’Istat che dal 2012 quasi un milione di famiglie italiane vive senza redditi di lavoro. Si tratta di nuclei in cui i componenti attivi sono tutti disoccupati, dove magari si vive con la pensione dei genitori anziani, e che sono 230 mila in più del 2011 e il doppio del 2007, prima della crisi.

• Nel 2012 c’è stato un aumento del 9% delle famiglie che hanno chiesto aiuto per mangiare. In totale 3,7 milioni di persone sono state assistite con pacchi alimentari e pasti gratuiti nelle mense (dati forniti dalla Coldiretti).
Attentatori di Boston, trovato un arsenale
• Gli investigatori sono certi che i due attentatori di Boston, i fratelli Tamerlan e Dzhokhar, volessero colpire ancora. Avevano in casa bombe e armi da fuoco. Dopo il successo letale alla maratona potevano seminare ordigni già pronti. Un piano che per la polizia hanno attuato da soli, anche se  si cercano ancora possibili complici. Notizie dalla Gran Bretagna sostengono che vi sarebbe una cellula di 12 persone collegata all’attentato di Boston.

• «Altra attenzione è dedicata a chi ha aiutato Tamerlan nella sua conversione radicale, processo iniziato nel 2008. Lo zio ha parlato, in modo vago, di un convertito americano che avrebbe condizionato le scelte del giovane. Tamerlan pregava alla moschea dell’Islamic Society of Boston e aveva attirato l’attenzione per le sue intemperanze. Tanto che in un’occasione l’imam lo aveva cacciato. Se i russi, nel 2011, lo avevano segnalato in modo preciso all’Fbi significa che era stato notato dagli informatori di Mosca. Particolare interessante. Le autorità americane avevano bloccato la richiesta di cittadinanza da parte del giovane dopo che era emersa la vicenda del suo interrogatorio da parte dell’Fbi». [Olimpio, Cds]

• Scrive Molinari sulla Sta: «L’ipotesi di possibili legami nel Caucaso nasce dal comportamento che ebbe Tamerlan al ritorno negli Stati Uniti, testimoniati dai video nella propria pagina su YouTube. Vi sono i sermoni del predicatore salafita russo Abdul alHamid al-Juhani, ideologo della Jihad in Cecenia, e dell’estremista salafita libanese Feiz Mohammed, che vive in Australia, così come alcuni video di kamikaze islamici ceceni seguaci di Doku Umarov, il leader dell’Emirato del Caucaso denominato dai propri seguaci il “Bin Laden russo”. A portare verso i jihadisti del Caucaso sono anche le tracce musicali trovate nei computer di Tamerlan perché era un fan del cantante russo Timur Mucuraev, molto amato dagli integralisti dell’Al Qaeda bianca che si batte contro Mosca. Una delle canzoni jihadiste più popolari di Mucuraev è Gerusalemme, nella quale il motivo è “non ti prenderemo con le chitarre”».
Gravissimo il secondo attentatore di Boston arrestato
• Le condizioni di Dzhokhar, il più giovane dei due fratelli-attentatori di Boston, restano gravissime. Forse la polizia non potrà mai interrogarlo. Si ipotizza che il giovane, quando si è accorto di essere circondato, abbia tentato il suicidio sparandosi alla bocca.
Il ritratto ufficiale di Ratzinger bocciato dal fratello
• Perplessità per il ritratto ufficiale di Benedetto XVI realizzato dall’artista Michael Triegel. Il dipinto è stato esposto nell’ambasciata tedesca a Roma durante una cerimonia per festeggiare l’ottantaseiesimo compleanno di Georg Ratzinger. In realtà già un primo ritratto di Triegel era stato rimandato indietro. Die Welt ha scritto che Georg Ratzinger ha giudicato la nuova opera «terribile». E un prelato avrebbe addirittura sussurrato: «Forse aveva preso le pillole sbagliate». [Lepri, Cds]

Ratzinger, ritratto con un foglio in mano, espressione enigmatica, volto più pieno di quanto sia in realtà. [Lepri, Cds]

• Triegel, nato ad Erfurt nel 1968, lavora da tempo su soggetti religiosi e mitologici in cui è evidente l’influsso dei maestri del Rinascimento italiano. Benedetto XVI non ha mai posato, ma lui ha assistito a molte udienze generali. [Lepri, Cds]

(a cura di Luca D’Ammando)


«...quanto al modo in cui prendemmo lo Stato, i kosovari entrarono facilmente nello studio dell’onorevole Fini. Gli spiccarono il capo dal busto e, posata la testa su una poltrona, senza ulteriori disordini, chiesero di essere guidati, attraverso il passaggio segreto, fino a Palazzo Madama...»
Venerdì 19 dicembre 2014
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QUESTA MATTINA DURANTE RADIO1INCORPO9