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 2017  febbraio 19 calendario

In Italia

Il Presidente della Repubblica è Sergio Mattarella
Il Presidente del Senato è Pietro Grasso
Il Presidente della Camera è Laura Boldrini
Il Presidente del Consiglio è Paolo Gentiloni
Il Ministro dell’ Interno è Marco Minniti
Il Ministro degli Affari Esteri è Angelino Alfano
Il Ministro della Giustizia è Andrea Orlando
Il Ministro dell’ Economia e delle Finanze è Pier Carlo Padoan
Il Ministro di Istruzione, università e ricerca è Valeria Fedeli
Il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali è Giuliano Poletti
Il Ministro della Difesa è Roberta Pinotti
Il Ministro dello Sviluppo economico è Carlo Calenda
Il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali è Maurizio Martina
Il Ministro di Infrastrutture e trasporti è Graziano Delrio
Il Ministro della Salute è Beatrice Lorenzin
Il Ministro di Beni e attività culturali e turismo è Dario Franceschini
Il Ministro dell’ Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare è Gian Luca Galletti
Il Ministro per l Semplificazione e la Pubblica Amministrazione è Marianna Madia (senza portafoglio)
Il Ministro dei Rapporti con il Parlamento è Anna Finocchiaro (senza portafoglio)
Il Ministro dello Sport è Luca Lotti (senza portafoglio)
Il Ministro della Coesione territoriale e Mezzogiorno è Claudio De Vincenti (senza portafoglio)
Il Ministro degli Affari regionali è Enrico Costa (senza portafoglio)
Il Governatore della Banca d’Italia è Ignazio Visco
Il Presidente della Fiat è John Elkann
L’ Amministratore delegato della Fiat è Sergio Marchionne
Il Segretario Generale del Partito Marxista-Leninista (PMLI) è Giovanni Scuderi
Il Presidente della Federazione dei Verdi è Angelo Bonelli
Il Segretario Nazionale dell’ Italia dei Valori è Ignazio Messina
Il Presidente del Partito dei Comunisti d’Italia (PCd'I) è Manuela Palermi
Il Segretario Nazionale del Partito dei Comunisti d’Italia (PCd'I) è Cesare Procaccini
Il Presidente dell’ Unione dei Democratici Cristiani e di Centro (UDC) è Gianpiero D’Alia
Il Segretario Nazionale dell’ Unione dei Democratici Cristiani e di Centro (UDC) è Lorenzo Cesa
Il Segretario Nazionale della Rinascita Popolare-Rifondazione DC è Publio Fiori
Il Segretario Nazionale del Partito Democratico (PD) è Matteo Renzi
Il Portavoce del Partito Comunista dei Lavoratori è Marco Ferrando
Il Presidente dell’ Alleanza per l’Italia (Api) è Francesco Rutelli
Il Presidente Nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà (SEL) è Nichi Vendola
Il Presidente della Democrazia Cristiana Unificata è Carlo Senaldi
Il Segretario Politico Nazionale della Democrazia Cristiana Unificata è Angelo Sandri
Il Segretario Generale del Partito Comunista è Marco Rizzo

Nel mondo

Il Papa è Francesco I
Il Presidente degli Stati Uniti d’America è Donald Trump
Il Presidente del Federal Reserve System è Janet Yellen
Il Presidente della BCE è Mario Draghi
Il Presidente della Federazione russa è Vladimir Putin
Il Presidente del Governo della Federazione russa è Dmitrij Medvedev
Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese è Xi Jinping
Il Segretario Generale del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese è Xi Jinping
La Regina del Regno Unito è Elisabetta II
Il Premier del Regno Unito è Theresa May
La Cancelliera Federale di Germania è Angela Merkel
Il Presidente della Repubblica francese è François Hollande
Il Primo Ministro della Repubblica francese è Manuel Valls
Il Re di Spagna è Felipe VI di Borbone
Il Presidente del Governo di Spagna è Mariano Rajoy Brey
Il Presidente dell’ Egitto è Abd al-Fattah al-Sisi
Il Primo Ministro di Israele è Benjamin Netanyahu
Il Presidente della Repubblica Turca è Recep Tayyip Erdogan
Il Primo Ministro della Repubblica Turca è Recep Tayyip Erdogan
Il Presidente della Repubblica Indiana è Pranab Mukherjee
Il Primo Ministro della Repubblica Indiana è Damodardas Narendra Modi
La Guida Suprema dell’ Iran è Ali Khamenei
Il Presidente dell’ Iran è Hassan Rohani

Scissioni a go go

Non abbiamo neanche cominciato e già si vede che alle prossime elezioni, quando saranno, potrebbero presentarsi almeno cinque formazioni di sinistra o sedicenti di sinistra: il Pd, la sinistra Pd di Bersani-Emiliano-Rossi-Speranza (nome da trovare), il ConSenso di D’Alema, il Centro progressista di Giuliano Pisapia, Sinistra Italiana, che adesso sta a Rimini per il suo congresso fondativo. Però a Rimini Arturo Scotto, che adesso è capogruppo di Sel alla Camera, è già in dissenso con quelli di Sinistra italiana, che non si vogliono (forse) allargare ad altre formazioni, mentre Scotto si vuole allargare almeno a Pisapia e ai dissindenti del Pd. E infatti il movimento che intende fondare si chiama, o si chiamerebbe, Si Apre. Dice Scotto: «Il mio obiettivo è un nuovo centrosinistra. Oggi la partita conta più del partito. Da domani lavoro a un progetto politico più ampio».  

Cioè sei formazioni.
Ha scritto Mattia Feltri: «Per scissione si nasce e si muore e così, quando nel 1991 nasce il Pds, per scissione nasce Rifondazione in cui confluiscono Democrazia proletaria e Partito comunista dei marxisti-leninisti-Linea Rossa, ma subito si scinde il Movimento dei Comunisti unitari che più avanti fonderà i Ds entrando nel Correntone, tranne alcuni che si scindono e fondano Sinistra democratica per il socialismo europeo, che sarà tra i fondatori di Sinistra e libertà, che sarà tra i fondatori di Sel, ma intanto da Rifondazione si scinde Mara Malavenda che fonda i Cobas e si scinde Cossutta che fonda il PdcI, che subito si scinde e nasce l’Associazione sinistra rossoverde da cui si scinde Marco Rizzo che fonda Comunisti sinistra-popolare, e si scinde Katia Bellillo che fonda Unire la sinistra (e si sottolinea Unire), ma intanto Rifondazione si ri-scinde perché se ne vanno i trotzkisti di Ferrando che fondano il Partito comunista dei lavoratori, allora Rifondazione e Pdci si fondono nella lista Anticapitalista che fallisce il quorum allora si riscindono, e da Rifondazione si scinde l’Ernesto, corrente marxista-leninista e va nel PdcI intanto che Vendola si scinde da Rifondazione e fonda Rifondazione per la sinistra, da cui ci si scinde per fondare Iniziativa comunista, da cui ci si scinde per fondare i Comunisti autorganizzati, da cui ci si scinde per fondare Progetto comunista, da cui ci si scinde per fondare Sinistra classe rivoluzione, e non sarebbe finita qui...».  

Insomma, il Pd si scinde o non si scinde?
Ieri la minoranza, cioè quelli che nel partito stanno a sinistra di Renzi, s’è riunita al Teatro Vittoria di Roma e ha dettato le condizioni per restare dentro il partito: pieno sostegno a Gentiloni fino alla scadenza naturale della legislatura (primavera del 2018), conferenza programmatica a maggio e primarie dopo l’estate. Renzi deve dire di essere d’accordo su questi punti stamattina, durante la riunione dell’Assemblea del Pd. Altrimenti, la sinistra democratica se ne va da un’altra parte.  

Renzi farà questo?
In base alla dichiarazione di Lorenzo Guerini, rilasciata proprio in risposta a queste richieste, si direbbe di no: «Gli ultimatum non sono ricevibili. Questa mattina si sono adoperati toni e parole che nulla hanno a che fare con una comunità che si confronta e discute». Orfini, che dopo le dimissioni da segretario di Renzi dovrebbe diventare il reggente del partito fino alle primarie: «Se davvero Renzi è il vero problema di questo partito, non possiamo deciderlo io, Bersani e D’Alema. Spetta alla nostra comunità valutarlo. È per questo che serve un congresso. Una soluzione credo possa essere di dedicare la prima parte del congresso - da quando viene indetto a quando si presentano le candidature - a una profonda discussione programmatica da svolgere in ogni federazione. Il tempo c’è, la volontà politica anche, mi impegno personalmente a garantirlo. Se lo vogliamo, possiamo andare avanti insieme».  

Credo di sapere che cosa vuole Renzi. La sinistra scissionista, invece, che cosa vuole?
Un partito di sinistra-sinistra. Sentiamo Roberto Speranza: «Avevamo promesso più lavoro e stabilità e ci siamo ritrovati il boom dei voucher; avevamo promesso green economy e ci siamo ritrovati le trivelle e il ’ciaone’; avevamo promesso equità fiscale e abbiamo tolto l’Imu anche ai miliardari». Forti applausi. In platea un ragazzo ha agitato una bandiera tutta rossa. I lavori sono cominciati al canto di «Bandiera rossa la vincerà».  

Ragioni vere della scissione?
Il Pd è il risultato della fusione («fredda» come si disse già allora) degli ex democristiani di sinistra e degli ex comunisti del Pci. In questi dieci anni i due gruppi non si sono integrati, e hanno lavorato a fregarsi uno con l’altro. Non c’è stato un solo momento nella storia della segreteria Renzi (ex Dc) in cui gli ex Pci non gli abbiano messo i bastoni tra le ruote. C’è poi il punto chiave: il segretario preparerà le liste per le prossime elezioni, che siano quest’anno o l’anno prossimo. La minoranza ha poche chance di avere una rappresentanza adeguata. La scissione e la formazione di un nuovo partito è l’unica speranza per avere ancora una qualche rappresentanza in Parlamento. In base ai calcoli di Nando Pagnoncelli, la nuova formazione - che dovrebbe avere Bersani presidente e Emiliano segretario - vale più o meno il 6%. (leggi)

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