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 2018  giugno 22 Venerdì calendario

In Italia

Il Presidente della Repubblica è Sergio Mattarella
Il Presidente del Senato è Maria Elisabetta Alberti Casellati
Il Presidente della Camera è Roberto Fico
Il Presidente del Consiglio è Giuseppe Conte
Il Ministro dell’ Interno è Matteo Salvini
Il Ministro degli Affari Esteri è Enzo Moavero Milanesi
Il Ministro del Lavoro, Welfare e sviluppo è Luigi Di Maio
Il Ministro della Giustizia è Alfonso Bonafede
Il Ministro dell’ Economia e delle Finanze è Giovanni Tria
Il Ministro delle Politiche comunitarie è Paolo Savona
Il Ministro di Istruzione, università e ricerca è Marco Bussetti
Il Ministro della Difesa è Elisabetta Trenta
Il Ministro di Infrastrutture e trasporti è Danilo Toninelli
Il Ministro della Salute è Giulia Grillo
Il Ministro per la Famiglia e disabilità è Lorenzo Fontana
Il Ministro per il Sud è Barbara Lezzi
Il Ministro degli Affari Regionali e Autonomie è Erika Stefani
Il Ministro di Beni e attività culturali e turismo è Alberto Bonisoli
Il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali è Gian Marco Centinaio
Il Ministro dell’ Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare è Sergio Costa
Il Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione è Giulia Bongiorno
Il Ministro dei Rapporti con il Parlamento è Riccardo Fraccaro
Il Governatore della Banca d’Italia è Ignazio Visco
Il Presidente della Fiat è John Elkann
L’ Amministratore delegato della Fiat è Sergio Marchionne

Nel mondo

Il Papa è Francesco I
Il Presidente degli Stati Uniti d’America è Donald Trump
Il Presidente del Federal Reserve System è Jerome Powell
Il Presidente della BCE è Mario Draghi
Il Presidente della Federazione russa è Vladimir Putin
Il Presidente del Governo della Federazione russa è Dmitrij Medvedev
Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese è Xi Jinping
La Regina del Regno Unito è Elisabetta II
Il Premier del Regno Unito è Theresa May
La Cancelliera Federale di Germania è Angela Merkel
Il Presidente della Repubblica francese è Emmanuel Macron
Il Primo Ministro della Repubblica francese è Édouard Philippe
Il Re di Spagna è Felipe VI di Borbone
Il Presidente del Governo di Spagna è Pedro Sanchez
Il Presidente dell’ Egitto è Abd al-Fattah al-Sisi
Il Primo Ministro di Israele è Benjamin Netanyahu
Il Presidente della Repubblica Turca è Recep Tayyip Erdogan
Il Presidente della Repubblica Indiana è Pranab Mukherjee
Il Primo Ministro della Repubblica Indiana è Damodardas Narendra Modi
La Guida Suprema dell’ Iran è Ali Khamenei
Il Presidente dell’ Iran è Hassan Rohani

Salvini
Salvini ha 785.000 follower su Twitter, 2 milioni e 600 mila su Facebook, 292.000 su Instagram. Attività incessante. Per esempio, il 17 giugno: Salvini riesce a twittare alle 9.15 («Certa gente mi fa solo pena»), alle 12.01 («Aquarius approda in Spagna»), alle 12.22 («In diretta da Seregno»), alle 14.38 («Io non mollo»), alle 18.26 («Appuntamento a Pontida il primo luglio»), alle 18.27 («In diretta da Cinisello Balsamo»), alle 20.26 («La Germania ha perso? Peccato»), alle 21.02 (durante la trasmissione Non è l’Arena), alle 21.07 (sempre ospite di Massimo Giletti su La7), e poi ancora alle 21.08, alle 21.09, alle 21.10, alle 21.11, alle 21.13, alle 21.16 e alle 21.17. Alle 21.26 un altro tweet da Sondrio, poi alle 22.30 passa su Facebook e pubblica un post contro Matteo Renzi. Sempre da lì, alle 23.57, dà la «buonanotte» ai suoi follower. Poi tocca ai pizzoccheri: su Instagram, questa volta.
In mezzo (e prima e dopo), decine di scontri social con i suoi avversari [Abate, Cds].

La sconfitta argentina
«I croati sono 5 milioni, quanto i toscani, la metà dei lombardi, si sentono più mitteleuropei che slavi, hanno inventato la cravatta e le cinque giornate di Milano. Erano loro la guardia austriaca di Radetzky che provocava fumando sigari in faccia ai milanesi nei giorni dello sciopero del fumo. Sono sempre stati sul confine della storia, i croati, ma adesso hanno qualcosa di più, hanno il miglior centrocampo del mondo, Rakitic-Brozovic-Modric. Insieme fanno una differenza che può difenderli dalla vecchia indolenza che arriverà a ondate. Non c’è stata l’Argentina, non c’è stato Messi, non c’è stato un progetto di calcio. L’Argentina di Sampaoli, per essere diversa, non riesce ad avere un’idea, ha scelto di non averne nessuna. Non ha un ruolo reale Messi. Dovrebbe partire a una trentina di metri dalla porta per cercare lo scambio con uno dei fantasisti e poi finire nel tiro. Ma finisce per fare lui la sponda di tutti. Così arretra di altri dieci metri, cercando di diventare quello che non sarà mai, un centrocampista. Forse è esausto, forse è stanco anche di rappresentare una Nazionale che non si forma mai, di sicuro è un equivoco straordinario, un fascio di nervi soffocato dall’abitudine a gestirli, un fuoriclasse inutile» [Sconcerti, CdS]
Gli argentini «una banda di malcapitati e malmessi in campo» [Mura, Rep].

Verdi
Tra i piatti preferiti di Giuseppe Verdi, di nuovo assaggiabili venerdì 13 luglio nel castello di San Pietro in Cerro (manifestazione Verdi tra le stelle): i malfatti, sorta di gnocchi con spinaci, la “torta fritta” con gli affettati, la bomba di riso con piccione e i pisarei, gnocchetti conditi con fagioli e pomodoro. Come dessert, sbrisolona o ciambelle al forno, accompagnate da zabaione al passito o al Marsala. Lo chef Henri-Paul Pellaprat gli dedicò un risotto con asparagi, funghi e prosciutto. E andava pazzo anche per salumi e insaccati come la “spalletta” di maiale, da consumare bollita, che proponeva spesso ai suoi ospiti e che arrivò persino a spedire all’editore Giulio Ricordi a Milano. Giuseppina Strepponi, alla vigilia di un viaggio a Pietroburgo, scriveva al segretario di Adelaide Ristori: «Ci vorranno i tagliatelli e i maccheroni ben perfetti per rendere Verdi di buon umore in mezzo al ghiaccio e alle pelliccerie» e ammoniva: «Se la Ristori credesse soperchiare, predominare colle tagliatelle, Verdi conta eclissarla col risotto che per verità sa fare divinamente». D’altronde è lo stesso Verdi a chiarirlo, in una lettera a Ricordi: «Poesia, idealismo, tutto va bene… ma non si può far a meno di mangiare!» [Gaetani, Rep].
Finita l’esecuzione, a Torino, della sinfonia de I Vespi siciliani, Riccardo Muti s’è girato verso il pubblico in delirio e ha detto: «Non faremo nessun bis». La sala ha mormorato e Muti ha aggiunto: «Signori, voi volete il prosciutto, il salame e il formaggio. Eh no, non si può avere tutto» [Andruetto, Rep].


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