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 2012  febbraio 20 Lunedì calendario

In Italia

Il Presidente della Repubblica è Giorgio Napolitano
Il Presidente del Senato è Renato Schifani
Il Presidente della Camera è Gianfranco Fini
Il Presidente del Consiglio è Mario Monti
Il Ministro degli Interni è Anna Maria Cancellieri
Il Ministro degli Esteri è Giulio Terzi di Sant’Agata
Il Ministro della Giustizia è Paola Severino
Il Ministro dell’ Economia e delle Finanze è Vittorio Grilli
Il Ministro di Istruzione, università e ricerca è Francesco Profumo
Il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali è Elsa Fornero
Il Ministro della Difesa è Giampaolo Di Paola
Il Ministro dello Sviluppo economico è Corrado Passera
Il Ministro delle Politiche agricole è Mario Catania
Il Ministro di Infrastrutture e trasporti è Corrado Passera
Il Ministro della Salute è Renato Balduzzi
Il Ministro di Beni e Attività culturali è Lorenzo Ornaghi
Il Ministro dell’ Ambiente è Corrado Clini
Il Ministro degli Affari europei è Enzo Moavero Milanesi (senza portafoglio)
Il Ministro di Affari regionali, turismo e sport è Piero Gnudi (senza portafoglio)
Il Ministro della Coesione territoriale è Fabrizio Barca (senza portafoglio)
Il Ministro della Cooperazione internazionale e integrazione è Andrea Riccardi (senza portafoglio)
Il Ministro di Pubblica amministrazione e Semplificazione è Filippo Patroni Griffi (senza portafoglio)
Il Ministro dei Rapporti con il Parlamento è Dino Piero Giarda (senza portafoglio)
Il Governatore della Banca d’Italia è Ignazio Visco
Il Presidente della Fiat è John Elkann
L’ Amministratore delegato della Fiat è Sergio Marchionne
Il Segretario Nazionale dei Popolari per il Sud è Clemente Mastella

Nel mondo

Il Papa è Benedetto XVI
Il Presidente degli Stati Uniti d’America è Barack Obama
Il Presidente del Federal Reserve System è Ben Bernanke
Il Presidente della BCE è Mario Draghi
Il Presidente della Federazione russa è Dmitrij Medvedev
Il Presidente del Governo della Federazione russa è Vladimir Putin
Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese è Hu Jintao
La Regina del Regno Unito è Elisabetta II
Il Premier del Regno Unito è David Cameron
La Cancelliera Federale di Germania è Angela Merkel
Il Presidente della Repubblica francese è Nicolas Sarkozy
Il Primo Ministro della Repubblica francese è François Fillon
Il Re di Spagna è Juan Carlos I
Il Presidente del Governo di Spagna è Mariano Rajoy Brey
Il Comandante Supremo delle Forze Armate dell’ Egitto è Mohammed Hoseyn Tantawi
Il Primo Ministro di Israele è Benjamin Netanyahu
Il Presidente della Repubblica Turca è Abdullah Gül
Il Presidente della Repubblica Indiana è Pratibha Patil
Il Primo Ministro della Repubblica Indiana è Manmohan Singh
La Guida Suprema dell’ Iran è Ali Khamenei
Il Presidente dell’ Iran è Mahmud Ahmadinejad

Una storia che era sparita dai giornali e che comunque finora non ha mai occupato le prime pagine s’è piazzata ieri al centro dell’attenzione internazionale: la polizia di Kerala, in India, tiene due membri della Marina militare italiana in stato di fermo o forse di arresto, e li accusa di aver ucciso due innocenti pescatori indiani. Il rischio di una crisi diplomatica tra i due paesi esiste. La visita del nostro ministro degli Esteri Giulio Terzi a New Delhi, in programma tra 10 giorni, non è in discussione, ma ora si teme che si svolga in un clima di tensione.

Quali sono i fatti?

Siamo a mercoledì 15 febbraio. La petroliera Enrica Lexie, degli armatori napoletani D’Amato, naviga a 30 miglia dalla costa del Kerala, una striscia di terra che si trova sulla punta occidentale della penisola indiana. A bordo ci sono sei marò italiani del reggimento San Marco, ingaggiati per tenere a bada i pirati che infestano la zona.

È normale che a bordo di una petroliera privata ci siano militari italiani?

Sì, l’estate scorsa si decise di dare protezione a queste imbarcazioni che finiscono troppo spesso nelle mani dei banditi del mare, con effetti gravi sulla sicurezza della navigazione, ma anche sul prezzo del petrolio. È ammesso anche che si ingaggino forze private, ma la nostra Marina s’è messa all’opera, ha addestrato 60 uomini della San Marco e ne sta preparando altri. Gli armatori pagano per ognuno di questi soldati 500 euro al giorno e li imbarcano nei porti di Gibuti o dell’Oman. È gente addestrata.

Lo dice per farci capire che è difficile credere a una sparatoria contro pescatori innocenti.

Sì. Ma stia a sentire: quel pomeriggio (mezzogiorno in Italia) i marò imbarcati sulla Enrica Lexia scrutano l’orizzonte e vedono in lontananza che sta venendo verso di loro un peschereccio. Il nome dipinto sullo scafo è Saint Anthony, l’atteggiamento, in base a quello che sosterranno poi, è «chiaramente ostile, tipico dei pirati». I nostri dicono di aver visto a bordo del Saint Anthony gente armata. Dicono di aver azionato i segnali luminosi, poi, siccome quelli continuavano ad avanzare, giurano di aver sparato raffiche di mitra in aria. Alla terza raffica il peschereccio avrebbe desistito facendo dietro-front. Dopo un po’ la guardia costiera di Kochi (sempre nel Kerala) ha avvertito la Enrica Lexia che a bordo del Saint Anrthony erano state trovate delle armi e ha pregato il comandante di entrare in porto. Non si sapeva fino a quel momento di morti o feriti. Giunti in porto, però, gli italiani vengono a sapere che sul Saint Anthony ci sono due cadaveri, crivellati da quattro colpi. Si tratta di due pescatori, Ajesh Binki e Jala Stein. Gli indiani pensano che ad ammazzarli siano stati gli italiani, i quali non avrebbero sparato in aria, ma addosso al peschereccio. Dicono che il peschereccio è crivellato da 16 colpi. E tuttavia si rifiutano di mostrare sia l’imbarcazione che i due corpi, a cui hanno già fatto l’autopsia. Qui cominciano gli equivoci o le malizie. Intanto, gli indiani non avrebbero il diritto di arrestare i militari italiani. A 30 miglia dalla costa siamo in acque internazionali e vale la giurisdizione della bandiera battuta dalla nave. Siamo cioè in Italia. Ma gli indiani sostengono che l’episodio è avvenuto a 20 miglia, e a questo punto saremmo in acque indiane. I due italiani sono Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Prestano servizio a Brindisi. Ieri mattina sono scesi dalla petroliera, col comandante Umberto Vitelli, per rispondere alle domande della polizia, un gesto che la nostra diplomazia definisce «di estrema cortesia». La Farnesina qualifica l’interrogatorio e il fermo/arresto «atti unilaterali che sono in corso da parte delle autorità di polizia indiane». Intanto sono volati laggiù esperti dei ministeri degli Esteri, della Giustizia e della Difesa. Ieri si sono incontrati con rappresentanti indiani, ma l’incontro sarebbe andato male. Si litiga sulla giurisdizione. Il nostro ministro della Giustizia, Paola Severino, ha detto ieri a Lucia Annunziata (programma In ½ ora): «Abbiamo un’idea molto precisa: il fatto è avvenuto in acque internazionali, su una nave che batte bandiera italiana».

Se i pescatori indiani non sono stati uccisi dai marinai italiani, da chi sarebbero stati uccisi?

L’Internatonal Maritime Bureau ha segnalato, in quelle ore, un attacco fallito a un’altra petroliera. I pirati erano su due imbarcazioni vicino al porto di Kochi. È in quest’operazione che sarebbero stati uccisi i due pescatori, che a questo punto dovrebbero essere due pirati.

Che scopo può avere l’ostinazione indiana?

La stampa locale ci dà addosso e i pirati godono di molte protezioni politiche. I militari a bordo delle petroliere occidentali dànno molto fastidio ai banditi del mare. (leggi)

Dai giornali