Antonio Sparzani, Relatività, quante storie, Bollati Boringhieri, Torino 2003, 20 febbraio 2012
«Non va d’altra parte dimenticato il forte interesse dello scrittore Queneau per la matematica e le possibilità che essa offre
«Non va d’altra parte dimenticato il forte interesse dello scrittore Queneau per la matematica e le possibilità che essa offre. Egli fondò, con François Le Lionnais, nel 1960, l’Oulipo (Ouvroir de littérature potentielle), vera officina di ricerca e creazione letteraria che aveva tra i suoi motivi ispiratori la convinzione che una letteratura sottomessa a vincoli (di natura formale, logica o matematica) potesse portare a una maggior ricchezza e fecondità, con l’ovvia - implicita - aggiunta che poi la letteratura inglobi e interpreti quei vincoli con la fantasia che meglio crede: l’Oulipo per statuto aveva tra i suoi membri un ugual numero di scrittori e di matematici. ("Alcuni sono degli scrittori-matematici; altri ancora dei matematici-non-scrittori; altri infine degli scrittori-non-matematici. Ma indipendentemente dalle caratteristiche di ognuno, l’Oulipo nel suo insieme è scrittore e matematico"). L’ultimo scritto di Queneau pubblicato prima della sua morte, avvenuta nel 1976, si intitola "Les fondaments de la littérature d’après David Hilbert (Oulipo 1987, pp. 36-48) e costituisce il terzo volume (oulipianamente contenuto nel primo) della "Bibliothèque oulipienne": non contiene formule, ma propone un’assiomatica dello scrivere letteratura che ricalca strettamente gli assiomi che Hilbert propose a fondamento della geometria nel 1899, aggiungendovi peraltro tutti i commenti che fanno dell’ispirazione fondamentale dell’Oulipo uno strumento di esplorazione di nuovi terreni e non un vincolo limitante le possibilità di scrittura» (Sparzani).