Rassegna, 20 febbraio 2012
I nuclei anti-pirati con base a Gibuti
• I sei fucilieri del Reggimento San Marco a bordo della Enrica Lexie fanno parte dei Nuclei militari di protezione creati nell’ottobre scorso con un accordo fra il ministero della Difesa e Confitarma, la confederazione italiana degli amatori navali. Finora i marines italiani destinati a fronteggiare gli assalti dei pirati sono 60, divisi in dieci team. La base dei nuclei antipirati è stata fissata a Gibuti, dove 16 ufficiali ricevono le richieste di imbarcare i militari e fanno trovare le squadre pronte nei porti indicati dagli armatori. A bordo i militari si muovono in modo autonomo, non esiste fra loro e il comandante della nave nessun rapporto di subordinazione. I proprietari delle navi sono tenuti a pagare 500 euro al giorno per ciascun militare, soldi che la Marina impiega per addestrare nuovi gruppi. È obbligatorio per gli armatori creare sulle navi spazi protetti per la custodia di armi e munizioni e fortificare un ambiente chiamato «cittadella», dove l’equipaggio può ritirarsi al sicuro in caso di abbordaggi. Le regole d’ingaggio dei militari non prevedono l’affondamento dei cosiddetti skiff, le imbarcazioni usate dai pirati. [Nese, Cds]
• Ogni anno transitano lungo le rotte a rischio quasi duemila navi mercantili italiane, circa 900 nelle acque del Corno d’Africa e più di mille attraversano l’Oceano Indiano. [Nese, Cds]
• L’India è una repubblica federale, divisa in 28 Stati e sette unità territoriali. Kochi, dove sono detenuti i due marò italiani, si trova nello Stato del Kerala, che ha abitudini diplomatica indipendenti da quelle di Nuova Delhi. [Caprara, Cds]
• L’Italia è il quarto partner commerciale europeo dell’India. [Caprara, Cds]